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Mara Sattei si racconta: “Dovevo fermarmi, lavoravo tanto ma non vivevo abbastanza. È come se fosse il mio primo Sanremo”

Mara Sattei racconta le emozioni del suo ritorno a Sanremo e l'esperienza negli studi di Abbey Road.

In un’intervista rilasciata a Leggo, Mara Sattei racconta il suo ritorno al Festival di Sanremo, dove presenta il brano “Le cose che non sai di me”, una dichiarazione d’amore dedicata al suo futuro marito. Per la cantautrice si tratta di un ritorno importante, vissuto con uno spirito diverso rispetto al passato.

«È come se fosse il mio primo Sanremo nelle vesti di cantautrice. So cosa aspettarmi, ma l’intensità delle emozioni è sempre la stessa. Oggi però mi sento più consapevole», spiega l’artista, sottolineando il percorso di crescita personale che l’ha portata a questo nuovo capitolo.

La necessità di fermarsi e ritrovarsi

Dopo un periodo di intensa attività, Mara Sattei ha sentito il bisogno di rallentare e riconnettersi con sé stessa, prima come persona e poi come artista.

«Ho avuto bisogno di fermarmi. Di prendere un respiro. Mi ero resa conto che stavo lavorando tanto, ma non stavo vivendo abbastanza. Dovevo rimettere insieme tutti i pezzi», racconta. E aggiunge: «Prendermi lo spazio come Sara, per poi raccontarmi come Mara».

Un percorso di introspezione che ha influenzato profondamente anche il nuovo progetto discografico.

Il rapporto con il tempo e la paura dei numeri

Il nuovo album, “Che me ne faccio del tempo”, in uscita il 27 febbraio, riflette proprio sul valore del tempo come esperienza autentica, al di là delle logiche di mercato e delle classifiche.

«Sanremo è un’esposizione importantissima, ma c’è un prima e un dopo. La classifica non mi fa paura. Mi fa paura dare il mio valore ai numeri. Specchiarsi solo nei numeri, quello sì che mi spaventa», afferma la cantautrice, evidenziando la sua volontà di non lasciarsi definire dai risultati.

L’emozione di registrare ad Abbey Road

Tra le esperienze più significative vissute durante la realizzazione del disco c’è la registrazione negli storici Abbey Road Studios di Londra, luogo simbolo della musica internazionale.

«La bruciatura di sigaretta di John Lennon sul pianoforte. Lì dentro è passata vita vera. È un luogo vissuto», racconta con emozione.

Per preservare l’autenticità delle registrazioni, Mara Sattei ha scelto di mantenere anche le imperfezioni: «Perché volevo che restasse autentico. Ho lasciato perfino i rumori delle unghie che battono sui tasti. Era importante che si sentisse la verità di quel momento».

La collaborazione con Ultimo e gli altri artisti

Il nuovo album vede la partecipazione di numerosi artisti, tra cui Ultimo, con cui la collaborazione è nata quasi per caso.

«Mentre ero a Londra, lui era a Londra. Volevo chiamarlo, avevo già scritto il brano, ma ho avuto timore a farlo. È molto selettivo, entra nei brani solo quando è davvero appassionato. Avevo paura che non gli piacesse», confessa.

Poi la svolta: «Invece ha voluto lavorarci. Ci siamo incontrati al pianoforte, a Roma, a casa sua. Io avevo scritto gran parte del testo, lui è entrato soprattutto nella parte finale. È un grande lavoratore, molto preciso».

Una canzone d’amore e un messaggio a sé stessa

“Le cose che non sai di me” rappresenta una dichiarazione personale e profonda, ma dal significato universale.

«Al mio futuro marito. Ma la musica è un linguaggio universale», spiega l’artista.

Guardando al passato, Mara Sattei rivolge anche un messaggio alla sé stessa di qualche anno fa: «Di non avere paura di sentirsi fragile. Di togliere quei muri che si era messa per proteggersi».

Un ritorno al Festival che segna non solo una nuova fase artistica, ma anche una ritrovata maturità personale, costruita attraverso il tempo, la consapevolezza e la ricerca della propria verità.

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