Fino a domani, martedì 17 febbraio, in piazza Vittorio Veneto a Torino, si svolge edizione 2026 di CioccolaTò e Radio Kiss Kiss, media partner dell’evento, ha ospitato Luca Ballesio, titolare dell’azienda Ballesio, per raccontare la storia e i segreti del celebre Gianduiotto torinese. Durante la trasmissione “Mi Piace”, Ballesio ha condiviso curiosità e dettagli sulla produzione artigianale che rende unico questo cioccolatino simbolo del Piemonte.
Il Gianduiotto: storia e tradizione artigianale secondo Luca Ballesio
Nel corso dell’intervista con Marta Martinez, Luca Ballesio ha spiegato le origini storiche del Gianduiotto, un cioccolatino nato nell’Ottocento in seguito al blocco navale che limitava l’importazione del cacao. “Il Gianduiotto è nato nell’Ottocento quando c’è stato il blocco navale sul cioccolato. Il Piemonte era ricco di nocciole, quindi si è aggiunta la nocciola al cioccolato che si poteva importare ed è nato questo cioccolatino. Ed è stato anche il primo cioccolatino ad essere incartato”, ha raccontato Ballesio.
L’artigianalità è il vero punto di forza della produzione Ballesio. “Il nostro Gianduiotto è ancora tagliato a mano come una volta, quindi viene fatto con le coltelle, non è fatto con gli stampi e neanche con le macchine”, ha sottolineato Ballesio. Anche il confezionamento segue la tradizione: “Viene incartato uno per uno con una carta stagnola color oro ed è incartato uno per uno a mano”. Questi dettagli fanno sì che ogni Gianduiotto sia unico, riconoscibile anche a occhio nudo per la sua forma irregolare e la cura nella lavorazione.
Materie prime e passione: la ricetta del successo Ballesio
La qualità delle materie prime è fondamentale per Ballesio, che seleziona con attenzione i fornitori locali. “È molto importante per la qualità comunque del prodotto. Per le nocciole ci serviamo da un fornitore locale, che ha l’IGP Piemonte, quindi la nocciola nostra piemontese è top, è la migliore”, ha spiegato Ballesio durante la diretta.
Un altro aspetto interessante emerso dall’intervista è la storia personale di Luca Ballesio, che non proviene da una famiglia di cioccolatieri ma si è avvicinato a questo mondo per passione. “Io ho aperto l’attività nel 2007, è un’attività che il prossimo anno fa 20 anni, partendo da zero”, ha raccontato con orgoglio. Questa dedizione ha permesso all’azienda di diventare un punto di riferimento per il cioccolato artigianale a Torino e non solo.
Oltre il Gianduiotto: le altre specialità Ballesio e il legame con la tradizione torinese
L’offerta dell’azienda Ballesio non si limita al Gianduiotto. “Noi creiamo cioccolatini, tavolette, creme spalmabili, la Giacometta dedicata alla maschera di Gianduia, la maschera di carnevale di Torino, e abbiamo creato questo cioccolatino che è fatto sempre con lo stesso impasto di Gianduiotto, ma viene aggiunta una granella di nocciola caramellata”, ha spiegato Ballesio.
Il legame con la tradizione torinese è forte anche nei nomi e nelle forme dei prodotti. “Il nome del Gianduiotto, ha preso il nome dalla forma del cappello di Gianduia, la maschera di carnevale”, ha aggiunto Ballesio, sottolineando come la cultura locale sia parte integrante dell’identità aziendale.
L’intervista si è conclusa con un invito a visitare la postazione Ballesio in Piazza Vittorio Veneto durante CioccolaTò 2026, un’occasione per scoprire e assaggiare le eccellenze del cioccolato torinese direttamente dalle mani di chi lo produce con passione e dedizione.