Ieri sera, mercoledì 11 febbraio 2026, Rai 1 ha trasmesso in prima visione ‘One Life’, il film che racconta la straordinaria storia di Sir Nicholas Winton, interpretato da Anthony Hopkins. La pellicola narra come, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Winton riuscì a salvare 669 bambini ebrei dalla persecuzione nazista, organizzando il loro trasferimento in Gran Bretagna.
La missione di salvataggio di Nicholas Winton
Nel 1938, Nicholas Winton, un giovane agente di borsa londinese di origine ebraica, si recò a Praga rispondendo alla richiesta di aiuto di un amico impegnato con i rifugiati in Cecoslovacchia. Giunto nella capitale ceca, Winton si trovò di fronte a migliaia di famiglie in fuga dalla minaccia nazista, molte delle quali in condizioni disperate. Colpito dalla sofferenza dei bambini, decise di organizzare un piano di salvataggio: riuscì a far partire otto treni che trasportarono 669 bambini verso la Gran Bretagna, trovando per ciascuno famiglie affidatarie disposte ad accoglierli e occupandosi delle complesse pratiche burocratiche per i visti e i trasporti attraverso l’Europa.
Il riconoscimento tardivo di un eroe silenzioso
Nonostante il successo dell’operazione, la storia di Winton rimase sconosciuta al grande pubblico per decenni. Fu solo nel 1988, durante una puntata del programma televisivo della BBC ‘That’s Life!’, che molte delle persone da lui salvate, ormai adulte, si presentarono in studio per sorprenderlo e rendergli omaggio. Questo incontro toccante, ricreato nel film, mostra un uomo che deve confrontarsi con il senso di colpa per quelli che non riuscì a salvare e con l’eredità di una vita dedicata agli altri.
Anthony Hopkins nel ruolo di Sir Nicholas Winton
Nel film ‘One Life’, Anthony Hopkins offre una performance intensa e misurata nel ruolo di Sir Nicholas Winton, incarnando con grande profondità l’uomo dietro l’eroismo. Hopkins riesce a trasmettere la determinazione e il coraggio necessari per organizzare il salvataggio di centinaia di bambini, ma anche la profonda umanità e modestia che caratterizzavano Winton nella vita reale. Il suo volto, spesso silenzioso e riflessivo, diventa lo specchio delle difficoltà morali e del senso di responsabilità che accompagnarono ogni scelta durante la missione in Cecoslovacchia.
