Brutte notizie per l’Atalanta. Charles De Ketelaere si è fermato nel riscaldamento dell’ultima sfida contro la Cremonese, un campanello d’allarme che si è trasformato in una diagnosi precisa e preoccupante. Gli esami hanno evidenziato una lesione del corno posteriore del menisco interno del ginocchio destro, uno stop che priva Palladino di un elemento chiave nella fase offensiva.
L’infortunio è arrivato in un momento delicato della stagione, con la Dea impegnata su più fronti e alla ricerca di continuità nei risultati. La perdita del belga rappresenta dunque un duro colpo per gli equilibri della squadra.
La diagnosi e il viaggio a Bruxelles
Dopo i primi accertamenti in Italia, De Ketelaere è volato a Bruxelles per sottoporsi a ulteriori valutazioni specialistiche. Al momento non sono ancora stati definiti con precisione i tempi di recupero: molto dipenderà dalla decisione sul percorso terapeutico da intraprendere.
Resta infatti da chiarire se il giocatore dovrà sottoporsi o meno a intervento chirurgico. Una scelta che inciderà in maniera determinante sulla durata dello stop e sulla programmazione del suo rientro in campo.
Quanto starà fuori: i tempi di recupero
Una cosa è certa: De Ketelaere non tornerà prima della sosta di marzo. Anche nello scenario più ottimistico, il belga dovrà osservare un periodo di stop significativo per consentire al ginocchio di recuperare completamente.
Nel caso si rendesse necessario l’intervento chirurgico, i tempi potrebbero ulteriormente allungarsi, rendendo più complesso il suo ritorno in campo nel finale di stagione. Con i Mondiali ormai alle porte, la gestione dell’infortunio diventa ancora più delicata sia per il club sia per il giocatore.
Le conseguenze per l’Atalanta
L’assenza dell’ex Milan costringe Palladino a rivedere soluzioni e gerarchie offensive. De Ketelaere aveva trovato spazio e continuità, offrendo qualità tra le linee, inserimenti e imprevedibilità. La sua indisponibilità obbligherà la Dea a cercare alternative interne per non perdere brillantezza nella manovra.
In attesa di ulteriori aggiornamenti da Bruxelles, l’Atalanta incrocia le dita. Il rientro del belga resta legato agli esiti delle valutazioni mediche, ma la sensazione è che lo stop sarà tutt’altro che breve.