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Anna Ferzetti è una docente nel film “Domani interrogo”: “Mia figlia di 13 anni è nata con Instagram. I social andrebbero studiati a scuola”

L'attrice Anna Ferzetti discute l'importanza dei social media nella vita dei giovani e propone l'insegnamento dei social a scuola.

La scuola torna protagonista sul grande schermo. Dopo le serie tv “La preside” e “A testa alta”, incentrate sulla figura delle dirigenti scolastiche interpretate rispettivamente da Luisa Ranieri e Sabrina Ferilli, arriva al cinema “Domani interrogo”, film che mette al centro una docente e il suo rapporto con gli studenti.

A interpretarla è Anna Ferzetti, che ha raccontato il progetto in un’intervista a Vanity Fair, offrendo anche uno sguardo personale sul mondo della scuola e sul rapporto con i giovani.

La trama

“Domani interrogo”, nelle sale dal 19 febbraio, è tratto dall’omonimo libro di Gaja Cenciarelli (Marsilio editore). La protagonista è una professoressa d’inglese che non si limita a spiegare la materia o a mettere voti, ma sceglie di mettersi in ascolto dei suoi studenti, accompagnandoli nel loro percorso di crescita.

“Il mio personaggio ha un amore profondo per le cose che fa, è una donna che ascolta i suoi ragazzi senza giudicarli. Cerca di indirizzarli e valorizzare i loro punti forti e le fragilità”, ha spiegato l’attrice.

Ferzetti sottolinea quanto oggi sia necessario dare spazio alla voce dei giovani: “Oggi non facciamo più parlare i ragazzi, non li ascoltiamo. Lo dico da madre. Sono il nostro futuro. I giovani hanno paura del fallimento e di non essere all’altezza, lo vedo con le mie figlie. La performance per loro è tutto e questo mi mette ansia. Invece bisogna insegnare che nella vita si può anche fallire e che gli errori fanno crescere. L’ho vissuto anche io come attrice. A scuola inoltre faticavo e mi sentivo inadatta”.

Anna Ferzetti e il rapporto con le figlie

Nel corso dell’intervista l’attrice ha parlato anche della sua vita privata e delle preoccupazioni legate al presente.

“Non vorrei essere nei panni dei ventenni di oggi. Ogni giorno se ne sente una nuova. Ho paura per il futuro delle mie figlie. Cerco di ascoltarle, di essere forte e indirizzarle. Alla loro età, a 13 e 20 anni, non avevo i social. Attraverso tutti questi strumenti vedono e sentono tutto. Che ansia! Da lì esce la rabbia della gente. In Spagna i social sono vietati ai minori di 16 anni. Mia figlia di 13 anni è nata con Instagram. Vietarlo sarebbe come togliere il ciuccio a un neonato. Forse bisognerebbe inserire lo studio dei social a scuola, e usarli in modo intelligente”.

Le sue parole riflettono un tema sempre più centrale nel dibattito educativo: il rapporto tra scuola, famiglia e mondo digitale.

Un film omaggio alla scuola

Il film si presenta come un omaggio alla scuola e a quei docenti che, nonostante le difficoltà, continuano a credere nel proprio ruolo educativo.

“È un film importante in un momento storico complesso, in cui i professori dovrebbero essere tutelati e invece sono abbandonati e per nulla sostenuti dalla società”, dichiara Anna Ferzetti.

A ribadire il valore centrale dell’istituzione scolastica è anche Gaja Cenciarelli: “La scuola è il fondamento di tutte le istituzioni, è la base della democrazia. Nonostante tutto i docenti sono tenuti a non desistere. Si vince, si soffre, si fallisce e i ragazzi si perdono, ma si deve andare avanti. È un obbligo morale, non solo professionale”.

Domani interrogo arriva così nelle sale come racconto di resistenza quotidiana e come riflessione sul ruolo, spesso solitario, di chi sceglie di insegnare.

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