Vasco Rossi: “Vivo la mia vita per scrivere canzoni e per fare concerti dal vivo”

Intervista a Vasco Rossi ospite in "Fuori Tutto" con Pippo Pelo ai microfoni di Radio Kiss Kiss.
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Dopo l’uscita del suo nuovo singolo “Siamo Qui“, Vasco Rossi si è raccontato in “Fuori Tutto” con Pippo Pelo ai microfoni di Radio Kiss Kiss.
In un’intervista esclusiva ed intima il grande rocker ha raccontato le sue passioni, i suoi pensieri, i suoi amori, la sua vita.

Vasco Rossi: «Grazie per avermi ospitato, non vedo l’ora di venire in concerto a Napoli. è stato un periodo davvero drammatico per tutti, e anche per me, perché sono rimasto orfano della musica dal vivo. Sapevo già quanto i live fossero importanti per me, ma non farli per un lungo periodo è stata davvero un’esperienza forte e dura. Speriamo di esserne usciti e di cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel. Sono contentissimo di tornare a suonare a Napoli, nello stadio Maradona. Napoli ha un’energia incredibile e ha una cultura musicale straordinaria.»

Pippo Pelo: «Hai detto che in questo periodo ti sei sentito orfano della musica dal vivo. Cosa ti mancava in particolare?»

Vasco Rossi: «Lo scambio fortissimo con il pubblico e l’adrenalina da palco, perché ormai sono 40-45 anni che faccio concerti e vivo sui palchi. Vivo la mia vita per scrivere canzoni e per fare concerti dal vivo. La musica è suonare dal vivo davanti ad un pubblico. La musica è condividere.»

Pippo Pelo: «Cosa vuoi dire ai tanti che ci stanno ascoltando e che hanno ascoltato il tuo ultimo singolo “Siamo Qui”?»

Vasco Rossi: «”Siamo Qui” è una canzone che ho scritto prima del Covid e parla della condizione umana. È una canzone d’amore nei confronti della condizione umana; ognuno di noi cerca di trovare un senso alla vita, ma il senso non fa parte della natura. Solo noi uomini cerchiamo un senso, perché la natura funziona e basta. Quando qualcuno ti ama, all’improvviso la nostra vita acquista un senso. Quando la canzone dice “Siamo qui, pieni di guai”, si intende che si nasconde ciò che si è dentro ciò che si ha, perciò si hanno dei guai. Perché abbiamo dimenticato ciò che siamo e pensiamo di essere ciò che abbiamo.»

Pippo Pelo: «Da questo brutto periodo pensi che ne usciremo migliori?»

Vasco Rossi: «Questa pandemia ha messo a dura prova tutti e sono venute fuori grandi difficoltà economiche, soprattutto per chi ha perso il lavoro. C’è quindi una sorta di rabbia sociale, alimentata da politici senza scrupoli che alimentano l’odio e cavalcano questa rabbia sociale a cui invece andrebbero date risposte concrete. Io credo che la maggior parte di noi abbia imparato da questa esperienza che le cose che contano sono gli affetti e le persone che amiamo, e che non abbiamo bisogno di tante cose. L’uomo non ha la mancanza di avere, ha la mancanza di essere. E ha la mancanza di essere artefice del proprio destino.»

Pippo Pelo: «Vasco, sei innamorato?»

Vasco Rossi: «Io sono sempre innamorato, della musica però. E della grande potenza che possiede una canzone. Le canzoni possono commuovere, possono consolare e cambiare l’umore. Per canzoni intendo le parole, perché io ne uso poche, con frasi sintetiche ma che arrivano dove devono. Io sono il più sintetico possibile e, dopo le frasi importanti, ci metto sempre una pausa, così le persone riflettono e ci mettono ciò che vogliono.»

Pippo Pelo: «Vasco, tu sei stato anche un conduttore radiofonico, giusto?»

Vasco Rossi: «Certo, io fondai la seconda radio pirata in Italia. A quel tempo erano radio pirata perché andavano contro il monopolio della RAI e venni anche denunciato. Poi ho avuto un processo e sono stato assolto perché è stato dichiarato incostituzionale il monopolio della RAI. C’era bisogno di musica diversa da quella che passava la RAI.»

Pippo Pelo: «Qual è il tuo talento nascosto?»

Vasco Rossi: «Il mio talento nascosto è un talento di cui è meglio non parlare in radio. Scherzo, il mio talento è quello di scrivere canzoni. Diciamo così.»

Pippo Pelo: «Tu non hai mai fatto duetti, perché?»

Vasco Rossi: «Non ho mai amato i duetti nemmeno negli anni ’80. Oggi i featuring sono all’ordine del giorno, ma non per me, perché scrivo canzoni che devo cantare io. Le mie canzoni possono essere cantate anche da altri, come nel caso di Fiorella Mannoia che mi è piaciuta molto, ma vanno cantate da una persona alla volta.»

Pippo Pelo: «Cosa ti piacerebbe che i tuoi figli non facessero della tua “vita spericolata”?»

Vasco Rossi: «Per vita spericolata intendo una vita vissuta veramente e rischiando. Amo frequentare i limiti, soprattutto quelli della mia mente, facendo attenzione a non oltrepassarli. Ai miei figli ho spiegato a che cosa stare lontani: come prima cosa l’eroina, perché è la cosa più micidiale che possa esistere. Sanno cosa evitare. Negli anni ’80 io ho usato sostanze stupefacenti per rimanere più sveglio, ma mai l’eroina. Per esempio, nella canzone “Se ti potessi dire” ho confessato il mio frequentare questi limiti che sono l’inferno della mente, ma è lì che trovo le parole e le ispirazioni. Finora ne sono sempre uscito.»

Pippo Pelo: «Ti dispiace che Valentino Rossi lasci la Moto GP?»

Vasco Rossi: «Tantissimo, anche perché penso che uno come Valentino non ci sarà più. Mi mancherà molto.»

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