Il documentario in tre episodi "Take That", disponibile su Netflix, offre uno sguardo approfondito sulla storia della celebre boy band britannica, mettendo in luce non solo i successi musicali, ma anche le sfide personali affrontate dai suoi membri. La serie ripercorre l’ascesa e le difficoltà di Gary Barlow, Howard Donald, Mark Owen, Jason Orange e Robbie Williams, evidenziando come il successo possa celare profonde battaglie interiori.
La formazione e l’ascesa dei Take That
Nel 1990, il manager Nigel Martin Smith concepì l’idea di creare una boy band britannica ispirata al successo dei New Kids on the Block. Attraverso audizioni mirate, selezionò Gary Barlow, Howard Donald, Mark Owen, Jason Orange e Robbie Williams, ciascuno con un ruolo specifico all’interno del gruppo. Gary Barlow, già cantautore e musicista, divenne il leader creativo, mentre gli altri membri contribuirono con le loro abilità vocali e di danza. I primi passi della band furono caratterizzati da esibizioni in locali gay e scuole, strategie che permisero di costruire una solida base di fan. Il singolo "Do What U Like" del 1991, con un video provocatorio, attirò l’attenzione del pubblico, segnando l’inizio del loro successo. La svolta arrivò con "Pray" nel 1993, consolidando la loro fama internazionale.
Le tensioni interne e le sfide personali
Nonostante il successo, le dinamiche interne del gruppo iniziarono a deteriorarsi. La pressione per mantenere la popolarità e le divergenze creative portarono a tensioni, in particolare tra Gary Barlow e Robbie Williams. Robbie, sentendosi limitato nel suo ruolo, iniziò a manifestare segni di disagio. Ha confessato: "Ero depresso, tornavo in hotel, mi scolavo una bottiglia di vodka fino a perdere i sensi, avevo 19/20 anni ed ero un alcolizzato furibondo". Questa situazione culminò con la sua uscita dalla band nel 1995. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1996, Gary Barlow affrontò disturbi alimentari e depressione, mentre Howard Donald, senza prospettive lavorative, considerò il suicidio, pensando di gettarsi nel Tamigi, ma desistette definendosi "troppo vigliacco".
La reunion e la rinascita della band
Nel 2005, i membri rimanenti dei Take That decisero di riunirsi, segnando l’inizio di una nuova era per la band. La reunion fu accolta con entusiasmo dai fan e portò a nuovi successi, tra cui il tour "Progress Live" del 2011, che vide il ritorno temporaneo di Robbie Williams. Gli otto concerti all’Etihad Stadium e al Wembley Stadium superarono il precedente record detenuto dal "Bad World Tour" di Michael Jackson nel 1988. Dal 2014, la band prosegue come trio composto da Gary Barlow, Howard Donald e Mark Owen, continuando a esibirsi e a produrre nuova musica. Il documentario evidenzia come, nonostante le difficoltà personali e professionali, i Take That siano riusciti a reinventarsi e a mantenere un legame con il loro pubblico.
