Sanremo 2026, Angelica Bove: una nuova voce che nasce dal dolore

Angelica Bove racconta a La Repubblica il suo debutto a Sanremo con “Mattone”, una canzone intima e autobiografica che segna l’inizio di un nuovo percorso artistico e personale.

È un’intervista rilasciata a La Repubblica a raccontare il momento decisivo che Angelica Bove sta vivendo alla vigilia di Sanremo 2026. La cantautrice romana, classe 2003, sarà una delle quattro Nuove Proposte sul palco dell’Ariston con il brano “Mattone”, una canzone che per lei non rappresenta solo una gara, ma un punto di partenza.

Una nuova voce a Sanremo

Angelica Bove arriva a Sanremo dopo aver vinto Sanremo Giovani lo scorso dicembre. Il suo percorso, però, non è quello classico dell’artista costruita a tavolino: c’è una storia forte alle spalle e una scrittura che nasce dall’urgenza di raccontarsi. “Ora dovrò farmi notare”, dice senza giri di parole. E per farlo ha scelto una ballata intensa, emotivamente esposta, lontana da qualsiasi formula rassicurante.

“Tana”, un esordio che mette tutto a nudo

In parallelo alla partecipazione al Festival, Angelica ha pubblicato il suo primo album, “Tana”, uscito il 30 gennaio. È un disco profondamente autobiografico, che affronta il trauma della perdita dei genitori, morti nel 2022 in un incidente, e il conseguente smarrimento vissuto insieme ai suoi cinque fratelli. Non c’è retorica, ma un racconto diretto della crisi e di una lenta, faticosa rinascita.

“Mi sono aperta completamente – spiega – già dal titolo”. Tana è un rifugio, ma anche un luogo in cui esporsi senza filtri.

“Mattone”: dal peso alla base

Il brano in gara a Sanremo è il centro simbolico di tutto il progetto. “Mattone” racconta un cambiamento di prospettiva: ciò che inizialmente schiaccia diventa la base su cui costruire. Angelica parla apertamente del disagio provato davanti alla morte, di un dolore difficile persino da nominare. “Ho avuto paura di farmi vedere fragile”, racconta. Poi la consapevolezza: il problema non era lei, ma il mondo intorno.

È da qui che nasce la forza del pezzo, scritto insieme a Federico Nardelli e Matteo Alieno, che accompagna Angelica anche nel percorso artistico.

L’Ariston come passaggio, non come traguardo

Per Angelica Bove Sanremo è un’occasione preziosa, ma non un punto d’arrivo. “È un contenitore – dice – conta cosa ci metti dentro e cosa fai dopo”. L’obiettivo vero è incontrare il suo pubblico, costruire un percorso live autentico, partendo anche dai piccoli locali. Un’idea quasi controcorrente, ma coerente con la sua visione: crescere lentamente, senza scorciatoie.

Dall’esperienza a X Factor alla scelta di restare se stessa

Il pubblico televisivo l’ha conosciuta a X Factor 2023, un’esperienza che lei definisce “una scuola”. Prima ancora, Angelica faceva tutt’altro: cameriera, operaia in Germania, con l’idea di partire e girare il mondo. La musica non era un piano preciso, ma qualcosa che insisteva. X Factor le ha dato una conferma: è questo il mestiere che vuole fare.

Anche dopo le prime delusioni, come Sanremo Giovani 2024, Angelica non si è fermata. Ha capito cosa non voleva essere: una cantante che racconta storie non sue.

Famiglia, identità e futuro

Il legame con i fratelli è diventato ancora più forte dopo il lutto. “Ora la famiglia siamo noi”, dice. Uno di loro sarà con lei a Sanremo, gli altri la seguiranno da casa. È una presenza silenziosa ma fondamentale.

Guardando avanti, Angelica non nasconde le paure: restare se stessa se dovesse arrivare il successo. Ma c’è anche entusiasmo, soprattutto per la possibilità di portare un disco così intimo davanti a un pubblico ampio. “Sono pronta”, conclude. E Mattone, più che una canzone, sembra davvero la prima pietra di una nuova costruzione.

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