Sabrina Impacciatore: “Io ce l’ho fatta da sola senza l’aiuto di nessun uomo potente. L’Italia è ancora un paese maschilista”

L'attrice italiana Sabrina Impacciatore si confida sulla sua esperienza con la fama e il suo ruolo nella nuova serie 'The Paper'.

Sabrina Impacciatore veste i panni di una giornalista in The Paper, sitcom ambientata nella redazione del Toledo Truth-Teller, quotidiano del Midwest americano in forte crisi. Nella serie interpreta Esmeralda Grand, personaggio guidato da passione, scrupolo e senso di responsabilità. Un ruolo che diventa occasione per riflettere sul valore dell’informazione e sul significato della libertà.

In un’intervista a La Stampa, l’attrice afferma con decisione che «bisogna combattere per la libertà» e che «il nemico di questa società è il potere: il potere tenterà sempre di avere il controllo».

Il sogno di ispirare le nuove generazioni

Vivendo da vicino l’esperienza di una redazione, anche se raccontata dalla fiction, Impacciatore esprime un desiderio preciso: «Mi auguro che qualche ragazzino decida di voler fare il giornalista, avendo dentro di sé il sogno della missione etica. Penso che voler fare il giornalista sia come una vocazione: chi desidera farlo davvero vuole raccontare una storia e rivelarla agli altri».

L’American Dream visto dall’Italia

The Paper è la seconda serie girata negli Stati Uniti per l’attrice, un ulteriore capitolo di un percorso che lei stessa definisce come la realizzazione di un sogno. «Per me evidentemente esiste ancora. Credo di rappresentare anche in America l’American Dream: forse è per questo che loro mi vogliono così tanto bene. Perché sono la rappresentazione fisica che l’American Dream non è morto».

Il successo conquistato da sola

La soddisfazione più grande, per Sabrina Impacciatore, è legata al modo in cui è arrivata al successo. «Davvero, senza nessuno attorno, senza il supporto di un uomo potente». Un’affermazione che si accompagna a una riflessione più ampia sulla cultura italiana: «Noi siamo abituati – soprattutto in questo Paese, e mi dispiace dirlo, perché è uno dei Paesi più maschilisti d’Europa credo – che una donna abbia bisogno del sostegno di un uomo importante per riuscire. E quindi, siccome per tutta la vita ho sentito attorno a me questo senso di solitudine, ho pensato che non ce l’avrei mai fatta».

Da Cenerentola al ballo

Quel senso di solitudine affonda le radici nell’infanzia. «Ho l’ossessione di Cenerentola e ora mi sento nel momento in cui Cenerentola è arrivata al ballo. Questo successo, inteso come una cosa che è successa, è accaduta, è qualcosa che dà un senso alle mie scelte».

I no come forza

Nel racconto dell’attrice, anche i rifiuti diventano parte fondamentale del percorso. «Ho un carattere abbastanza forte, quindi devo ammettere che per me il no non è un’ipotesi. Il no per me è una porta che non vedo mai chiusa: è sempre socchiusa. E io so che in questo spiraglio infilerò la mia leva d’oro trasformandolo in un forse e poi in un sì».

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