Pubblicità su ChatGPT: tutte le novità e i rischi spiegati da Alessandro Longo su Radio Kiss Kiss

Alessandro Longo, esperto tech, spiega in diretta su Radio Kiss Kiss le novità sugli annunci pubblicitari in ChatGPT, le motivazioni di OpenAI e i possibili rischi per gli utenti.

L’intelligenza artificiale continua a evolversi e, con essa, anche i servizi più utilizzati come ChatGPT. Durante la trasmissione “Good Morning Kiss Kiss” su Radio Kiss Kiss, si è parlato delle ultime novità annunciate da OpenAI: l’introduzione di annunci pubblicitari per gli utenti del piano gratuito e del nuovo ChatGPT Go. Per fare chiarezza, è intervenuto Alessandro Longo, esperto tech, che ha spiegato come funzionerà questa novità e quali potrebbero essere le conseguenze per gli utenti.

Annunci pubblicitari su ChatGPT: cosa cambia per gli utenti

Durante la trasmissione, i conduttori hanno introdotto il tema sottolineando come la pubblicità stia per arrivare su ChatGPT, ma solo per chi utilizza il servizio gratuitamente o tramite il nuovo piano ChatGPT Go. Alessandro Longo ha spiegato: “Al momento è disponibile in fase di test solo agli utenti statunitensi, però Sam Altman, il capo di ChatGPT, ha detto sempre la pubblicità è la sua ultima risorsa per far quadrare i conti, ci andrà piano, almeno all’inizio, non apparirà i minorenni, eviterà le conversazioni troppo sensibili su problemi di salute, psicologici, quindi cercherà, almeno all’inizio, di tenere un equilibrio di decenza”.

Longo ha chiarito che la pubblicità non sarà visibile ai minorenni e non comparirà durante conversazioni su temi delicati come salute e psicologia. L’obiettivo, almeno nella fase iniziale, è quello di mantenere un certo equilibrio e rispetto per gli utenti. Tuttavia, la novità riguarda solo chi utilizza ChatGPT senza abbonamento o con il nuovo piano economico, mentre chi paga per il servizio non vedrà annunci.

I rischi della pubblicità nei chatbot: la voce degli esperti

Alessandro Longo ha sottolineato come la pubblicità inserita nei chatbot rappresenti una novità molto diversa rispetto a quella presente sui social o nei motori di ricerca. “C’è una relazione intima, si crea davvero una relazione intima. Molti ragazzi, la maggioranza dei ragazzi, addirittura secondo alcune statistiche, vedono il proprio chatbot come un amico, un amico intimo con cui confidarsi. Quindi, se questo amico intimo a cui ti confidi poi ti dice “guarda, però c’è questo prodotto”, l’influenza — e anche la manipolazione delle tue esigenze — diventa molto più potente”, ha spiegato Longo.

L’esperto ha aggiunto che la pubblicità non riguarda solo prodotti, ma anche messaggi politici: “Ricordiamo che la pubblicità non è soltanto di prodotti, ma anche politica. C’è sempre più pubblicità politica sui social, spesso non esplicita: non ti dice “vota qui”, ma magari ti segnala un problema di sicurezza attraverso una pubblicità pagata da un certo partito. Quindi, effettivamente, diventa un’arma potentissima di manipolazione di massa, potenzialmente”. Secondo Longo, la presenza di annunci pubblicitari in un contesto così personale come quello di un chatbot potrebbe avere un impatto molto forte sugli utenti, soprattutto sui più giovani.

Le motivazioni economiche dietro la scelta di OpenAI

Longo ha quindi spiegato che la scelta di inserire la pubblicità nasce dalla necessità di sostenere i costi elevati di gestione di ChatGPT. Secondo alcune voci, OpenAI potrebbe avere difficoltà economiche nei prossimi anni, ma per ora l’azienda continua a ricevere investimenti grazie alla fiducia nel potenziale rivoluzionario dell’intelligenza artificiale. “Potrebbe continuare a trovare fondi da altri investitori, nella speranza che prima o poi non solo faccia tanti soldi, ma diventi una vera rivoluzione economica. E che quindi diventino super ricchi e super potenti tutti quelli che ci hanno creduto. È questa la logica con cui Sam Altman, il capo di OpenAI, continua a ottenere miliardi su miliardi. Fino adesso la barca regge su questa speranza globale, chissà fino a quando?”, ha concluso Longo.

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