I cartoni animati che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni tornano al centro del dibattito grazie a Radio Kiss Kiss. In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, la pedagogista Katty Sarallo è intervenuta in diretta per spiegare come affrontare la visione dei classici Disney con i bambini di oggi e quali accorgimenti adottare.
Cartoni Disney e bambini: come affrontare i temi difficili secondo Katty Sarallo
Durante la trasmissione Good Morning Kiss Kiss, la dottoressa Ketty Sarallo ha risposto alle domande dei conduttori e degli ascoltatori, partendo da un’esperienza personale di Max Giannini: la visione di Biancaneve insieme al figlio di dieci anni. “Mi rendevo conto del cortocircuito che c’erano in questo cartone animato e a un certo punto vedevo anche mio figlio un po’ sbigottito, nel senso che non si spiegava determinate cose”, ha raccontato Max. La pedagogista ha spiegato che Biancaneve, uno dei primi cartoni Disney, ha lasciato in molti adulti un senso di inquietudine e ansia, non tanto per le scene esplicitamente spaventose, quanto per il clima generale di fuga, solitudine e la presenza della strega. “Noi da bambini non avevamo le parole per spiegare cosa ci metteva a disagio, restavano delle immagini forti, difficili da collocare. Per i bambini di oggi, il nodo principale è la confusione tra fiducia e pericolo. La strega non è minacciosa all’inizio, è gentile, è rassicurante e questo può rendere difficile distinguere chi è sicuro da chi non lo è. Quindi non è un cartone da evitare, è piuttosto un cartone che non dovrebbe essere fatto vedere da soli. Quindi serve un adulto che possa accompagnare e che dica chiaramente che non tutte le persone gentili sono affidabili e che fidarsi non è una colpa”, ha sottolineato la pedagogista.
Quando e come parlare con i bambini dei cartoni animati
Un altro tema affrontato in trasmissione riguarda il momento giusto per parlare con i bambini dei contenuti dei cartoni animati. “Quando si guardano questi cartoni animati è bene fare le precisazioni prima di guardarlo, durante o dopo?”, ha chiesto Max. La dottoressa Sarallo ha risposto: “Prima non è necessario, nel senso che se noi riteniamo che lstiamo per proporre loro dei contenuti forti, forse è il caso di interrogarci prima se sia il caso di fare una cosa del genere. Se durante il film ci sono dei passaggi in cui ci accorgiamo che il bambino magari mostra un po’ delle emozioni intense o comunque capite che ha bisogno un attimo di stoppare, di dare un po’ un significato, una lettura aggiuntiva, bene, si stoppa e si riprende dopo, quando il cartone è terminato.”
La pedagogista suggerisce quindi di osservare le reazioni dei bambini durante la visione e di intervenire solo se necessario, offrendo spiegazioni e rassicurazioni. Il dialogo dopo la visione può aiutare a chiarire eventuali dubbi e a dare un senso alle emozioni provate.
I messaggi nascosti nei classici: Cenerentola e gli altri cartoni
Nel corso della puntata, si è parlato anche di altri classici come Cenerentola. “Cenerentola io l’ho trovato di un tosto all’inizio, senza parlare che è partito, mi ricordo questa scena, l’ho visto la prima volta, la scena proprio in cui c’era una delle sorellastre che voleva a tutti i costi mettere il piedino nella scarpa e si è tagliata le dita”, ha ricordato Max Vitale. La dottoressa Sarallo ha spiegato: “Cenerentola è uno dei cartoni che spesso viene ricordato come dolce, come rassicurante, come leggero, in realtà però racconta una storia di forte squilibrio. C’è questa bambina che subisce, che tace, che resiste in silenzio aspettando che qualcosa cambi, che qualcuno la salvi. Quindi molti adulti oggi riconoscono quanto questo modello possa avere inciso sull’idea che il dolore vada sopportato e non espresso, che essere buoni significhi adattarsi, che la salvezza arrivi dall’esterno.”
Secondo Sarallo, nei bambini questi messaggi non sono immediati ma possono sedimentarsi, trasmettendo l’idea che lamentarsi non serva e che chiedere aiuto non cambi le cose, oppure che l’amore arrivi solo come premio. La discussione si è poi allargata ad altri cartoni come Remi, Lady Oscar e Heidi, spesso caratterizzati da storie difficili e personaggi orfani. “Noi siamo cresciuti con Remi, Lady Oscar, Heidi che erano tutti sfigati, orfani, tutti contro, tutti i parenti morivano e comunque l’abbiamo accettata la cosa”, ha detto Max Vitale.
In conclusione, i cartoni animati restano uno strumento prezioso per stimolare emozioni e riflessioni nei bambini. L’accompagnamento di un adulto e il dialogo dopo la visione aiutano a comprendere i messaggi più complessi e a trasformare l’intrattenimento in un’occasione educativa.
