Negli ultimi anni, gli attacchi hacker alle aziende italiane sono cresciuti in modo esponenziale, colpendo realtà di ogni dimensione e settore. Per capire le cause di questo fenomeno e come difendersi, Radio Kiss Kiss ha intervistato l’esperto tech Matteo Flora durante la trasmissione “Good Morning Kiss Kiss”.
Perché aumentano gli attacchi hacker alle aziende italiane: le spiegazioni di Matteo Flora
Durante l’intervista, Matteo Flora ha subito chiarito la differenza tra hacker e criminali informatici: “Sono aumentati gli attacchi dei criminali informatici, gli hacker sono quelli ‘bravi'”. Flora ha spiegato che la crescita degli attacchi non è dovuta solo a un aumento dei criminali, ma soprattutto all’espansione dell’uso del digitale nella vita quotidiana e lavorativa: “Oggi come oggi, per qualunque lavoro, per una qualunque professione e a qualunque livello si usa un cellulare o un computer. Non è che sono aumentati teoricamente gli attacchi, sono aumentati i momenti in cui mettiamo del digitale nella nostra vita. E il digitale è un ottimo vettore d’attacco, è un ottimo posto dove infilarsi, mettiamola così, se si hanno le competenze giuste”.
Flora ha fatto un esempio pratico: “Il panettiere che prima faceva pagare in contanti e aveva la bilancia manuale ancora con i pesi, adesso ha un computer lì, un computer nella cassa, un computer nel cellulare. L’esposizione è cambiata molto”. In sostanza, più dispositivi digitali vengono utilizzati, più aumentano le possibilità di essere attaccati. La platea di potenziali vittime si è allargata enormemente, coinvolgendo non solo grandi aziende ma anche piccole realtà e privati cittadini.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sugli attacchi informatici
Un altro tema affrontato durante la trasmissione è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’aumento degli attacchi informatici. Alla domanda su quanto l’IA abbia inciso su questo fenomeno, Flora ha risposto: “Tanto ultimamente, perché gli attacchi più banali, quelli che si possono fare a milioni di persone in contemporanea, come le finte mail di chat dove ti dicono ‘sono la ragazza ucraina o il belloccio portoricano’ quelle cose lì prima richiedevano un gran dispendio di tempo. Io dovevo scrivere bene o male in una lingua particolare dall’altra parte del mondo, tentando ad esempio di truffare dieci, quindici, venti persone al giorno. Questa cosa invece è esplosa. Le truffe di quel tipo sono esplose perché? Perché l’intelligenza artificiale è molto brava nel gestire le comunicazioni, lo può fare a milioni di persone in parallelo e soprattutto in tutte le lingue del mondo”.
Secondo Flora, l’IA ha reso più semplice e veloce per i cybercriminali colpire un numero elevatissimo di persone contemporaneamente, automatizzando processi che prima richiedevano tempo e competenze linguistiche. Questo ha portato a una vera e propria esplosione delle truffe online, rendendo ancora più importante la consapevolezza e la formazione degli utenti.
La carenza di esperti in cyber security e le difficoltà delle aziende italiane
Un altro aspetto emerso nell’intervista riguarda la difficoltà delle aziende italiane a trovare esperti di sicurezza informatica. Flora ha spiegato: “Non abbiamo una vera e propria cultura della sicurezza informatica. Quindi cerchiamo un operaio non specializzato che ci gestisca i computer. Il resto del mondo paga i professionisti di questo livello uno zero in più del normale all’interno del nostro sistema”.
Flora ha sottolineato che in Italia manca una cultura aziendale orientata alla sicurezza informatica e spesso si cerca di risparmiare, affidando la gestione della sicurezza a personale non specializzato e con budget ridotti: “Le persone qui da noi hanno pochi mezzi, poco budget”. L’esperto ha anche ricordato che gli italiani sono tra i più bravi al mondo nel settore della sicurezza informatica, ma spesso scelgono di lavorare all’estero dove le condizioni economiche sono migliori.
Dalle parole di Matteo Flora emerge un quadro chiaro: la crescita degli attacchi informatici è il risultato di una digitalizzazione diffusa e poco protetta. Per le aziende italiane, la sfida passa ora da maggiore consapevolezza, investimenti adeguati e una vera cultura della cyber security.
