Carlo Cecchi, nato a Firenze nel 1939, è deceduto all’età di 86 anni. Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio. La sua carriera, caratterizzata da una profonda dedizione al teatro e al cinema, lo ha reso una figura di spicco nel panorama artistico italiano.
Una vita dedicata al teatro
Dopo essersi diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica "Silvio D’Amico", Cecchi ha intrapreso una carriera teatrale che lo ha visto sia come attore che come regista. Nel 1982, ha diretto e interpretato "Ivanov" di Anton Čechov, presentato in prima nazionale al Teatro Caio Melisso durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto. La sua interpretazione del dramma "Finale di partita" di Samuel Beckett è considerata una delle più significative del teatro italiano.
Contributi al cinema italiano
Nel cinema, Cecchi ha lasciato un segno indelebile con la sua interpretazione di Renato Caccioppoli in "Morte di un matematico napoletano" (1991) di Mario Martone. Ha collaborato con registi del calibro di Cristina Comencini in "La fine è nota" (1993), Bernardo Bertolucci in "Io ballo da sola" (1996) e Ferzan Özpetek in "Il bagno turco" (1997). Nel 2013, ha recitato in "Miele" di Valeria Golino, interpretando un anziano professore che sceglie il suicidio assistito.
Riconoscimenti e ultime apparizioni
Nel 2007, Cecchi ha ricevuto il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano. Nelle ultime stagioni, ha portato in scena "La leggenda del santo bevitore" di Joseph Roth, con adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah, offrendo un’interpretazione profonda e struggente.
