Targhe Tenco 2021: tutti i premiati, da Madame a Samuele Bersani

Tornano le Targhe Tenco 2021, ambiti riconoscimenti assegnati annualmente, considerati tra i più prestigiosi premi della musica italiana.
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Samuele Bersani, Madame, Peppe Voltarelli, Fratelli Mancuso, gli autori Enrico Botta e Dario Faini che, insieme a Madame, hanno scritto «Voce» e il progetto «Ad esempio a noi piace Rino»: sono questi i vincitori delle Targhe Tenco 2021 che si terranno dal 21 al 23 ottobre.

Presenterà Antonio Silva, insieme al fisarmonicista Gianni Coscia e all’attore e conduttore Claudio Bisio, che si esibiranno sul palco delle tre serate.

«Dopo il 2020, anno terribile per tutti noi, torna il premio Tenco e, compatibilmente con le disposizioni anti covid, sarà in presenza», queste le parole di Sergio Secondiano Sacchi.
All’incontro stampa a distanza c’era anche Fiorella Mannoia, la donna che ha ricevuto più riconoscimenti nella storia della manifestazione.

Sergio Staino, fumettista e presidente ha dichiarato: «Non è stato semplice in questa situazione mettere insieme tutto; io sono qui solo in quanto presidente e responsabile legale del tutto, ma spero che non sia in collegamento Michela Murgia che certamente avrebbe da dire con questa sessione maschile così forte». Ma è una battuta. Per Sacchi: «Una canzone senza aggettivi. È questo il titolo che segna un passaggio dell’evoluzione del Club Tenco. Una volta esisteva solo la musica leggera poi sulla fine degli anni ’50 abbiamo cominciato a vedere un sacco di aggettivi che andavano a definire la canzone. Commerciale, alternativa, da festival, da evasione. Su queste basi in un periodo di grandi contrapposizioni ideologiche è nato lo stesso Tenco, orgogliosamente. Man mano certe differenze venivano a cadere e certi cantautori occupavano le categorie di vendita facevano cadere le canzoni di qualità (piccoli numeri) e quelle di grandi numeri (massa). Sono passati tanti anni e se ci pensate il muro di Berlino è durato molto meno del Tenco. Brunori ha vinto il Tenco e poi è andato al Festival questo dimostra quanto le canzoni non siano più una discriminante e noi non viviamo più per rappresentare una specie di Araldica della musica italiana. Gli unici aggettivi che hanno diritto di cittadinanza sono: bella o brutta».

Il primo cambiamento simbolico e sostanziale è stato quello di dedicare il Premio Tenco a Mogol. Ci sarà una conferma anche a Vittorio De Scalzi (collaboratore di De André, Bardotti, collegamento umano e creativo tra la canzone d’autore e il cantautorato pop).
Tanti i riconoscimenti, da quello a Fiorella Mannoia a Enrico Ruggeri, da Stefano Bollani a Paolo Pietrangeli che scrisse “Contessa” a 20 anni.

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