Luigi Lo Cascio: “Vi presento The Bad Guy. Bugie su di me? Sono alto 1.70 non 1.56!”

Su Radio Kiss Kiss, Luigi Lo Cascio ci ha parlato della sua nuova The Bad Guy, delle sue serie preferite e di qualche curiosità su di sé.
Luigi Lo Cascio è stato ospite in Stasera… che serie! con Lucilla.

Un grande attore è ospite con noi, Luigi Lo Cascio! Ciao Luigi!

«Buongiorno, ciao a tutti.»

Impegnatissimo in questi giorni perché giovedì è uscita la tua nuova serie “The Bad Guy” che, come si dice, è una serie “crimedy”. Oggi si fa la crasi un po’ di tutti i generi perché ci sono vari mix, ma ho detto bene?

«Sì, hanno fuso le due parole i nostri due registi, Stasi e Fontana, che hanno unito, appunto, crime e comedy. È una commedia scura, che ha un mistero, c’è qualcosa di fosco. Il tutto con un tono anche umoristico, si sorride, si ride, le situazioni sono abbastanza matte.»

In molte serie è forte l’impronta dell’umorismo nero, a volte anche negli horror c’è un pizzico di comicità. In “The Bad Guy” interpreti Nino, un Pubblico Ministero che ha dedicato tutta la sua vita alla lotta alla mafia e poi… poi succede qualcosa.

«Poi succede qualcosa. Guarda, mi avevano dato un fascicolo, un faldone pieno di cose con scritto “no spoiler, no spoiler, no spoiler”»

Le mine da evitare!

«Sì, perché ora sono usciti i primi episodi, poi si completerà la serie. Allora, io ho preso tutto questo fascicolo, l’ho messo fuori dalla porta e ho detto “non dico nulla così non sbaglio”. Insomma, questo Nino Scotellaro, un Pubblico Ministero integerrimo e pazzescamente votato alla lotta contro la mafia, sta inseguendo un latitante che continua a comandare cosa nostra da chissà quale luogo. Lo insegue ma non riesce mai a prenderlo, finché lui stesso finisce vittima di un tranello: delle intercettazioni false fanno sembrare che anche lui sia colluso con la mafia, e viene quindi condannato. A partire da questa condanna, per cui gli hanno rovinato la vita, non è più magistrato, hanno infangato il suo onore e la sua reputazione, decide di vendicarsi e diventare cattivo. Decide di infiltrarsi tra di loro e fingersi il peggio di quello che è capace di essere, anche con una certa spietatezza.»

A proposito, una domanda per il Luigi uomo, non tanto attore. Anche sulla scia di Dahmer, cattivi si nasce o si diventa?

«Guarda, è molto complicato, ma già “cattivo”, che noi usiamo con disinvoltura, è una modalità d’essere che non è totale: uno non è un cattivo, ma compie delle azioni spregevoli. È quello che sentiamo nelle interviste dopo un dramma, quando dicono “non ce l’aspettavamo, era una brava persona”. È l’atto a essere scellerato, terribile e atroce, magari le situazioni portano una persona a compiere azioni che nemmeno sapeva di poter fare.»

Ci dai il tuo podio delle tre serie più belle di sempre?

«Un podio zoppo, c’è solo la prima e la seconda posizione perché ho visto solo due serie nella mia vita [ride, ndr].»

Ma è una cosa incredibile!

«Sono la persona meno attendibile su questo. Al primo posto metto Breaking Bad e al secondo posto metto Better Call Saul, che non ho finito però, sono al terzo episodio della sesta stagione. Non ho mai avuto tempo per vederle. Breaking Bad l’ho vista perché siccome si parla sempre delle serie tv, che hanno un po’ sostituito i discorsi sui libri e sul cinema, e ogni volta ero stanco di sentire “non hai visto Breaking Bad? Ma come fai, come puoi?” E infatti era vero, perché è pazzesca.»

È proprio la base! Hai visto quella così poi potevi star tranquillo.

«Esatto, l’abecedario. Poi, però, siccome mi sono piaciuti molto i personaggi della serie, ho seguito anche Saul.»

Quindi non sei ancora arrivato all’episodio crossover.

«Esatto. Già nella quinta si incontra il detective. Ora incontreranno gli altri, ma non lo sapevo, quindi grazie!»

Prima di salutarci, una domanda di simpatia: se dovessi sfatare una leggenda metropolitana su di te, quale sarebbe?

«Che sono alto 1 metro e 56. Ho letto in qualche sito questa informazione. Io sono alto uno e 70, me lo sono sudato questo sette davanti allo zero. Sono stato 1.55 in quarta ginnasio. Ero il più basso di tutti, anche delle ragazze, e mi chiamavano “quarta elementare”. Allora, avevo guardato sulle riviste come allungare gli arti, ho messo dei pesi con le gambe fuori dal letto. Invece, improvvisamente, dopo un’estate, ho guadagnato questi 14 centimetri, sudatissimi, che mi fanno bassino, però normale. Quindi sfato questa cosa, sono altissimamente alto uno e 70.»

Luigi, ti ringrazio, ci vediamo con The Bad Guy, e poi ci vediamo molto presto qui a Napoli!

«Grazie a te, a presto!»

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