Lorenzo Richelmy: “Sarò in un thriller sul tennis”

Su Radio Kiss Kiss, Lorenzo Richelmy ci ha parlato delle sue esperienze recitative, delle sue serie preferite e dei suoi progetti futuri.

Lorenzo Richelmy è stato ospite di Lucilla in Stasera… che serie.

Oggi un ospite specialissimo: Lorenzo Richelmy! Ciao Lorenzo!

«Ciao, buongiorno a voi!»

Tu sei stato protagonista di una serie, peraltro molto cara al nostro editore, “Marco Polo“. Comincio con questo, come hai fatto a prepararti per il ruolo di Marco Polo?

«Marco Polo è stata una delle prime serie prodotte da Netflix. Quando la abbiamo fatta, Netflix non era ancora in Europa. Hanno voluto aprire al mondo i loro contenuti. Netflix è uscita con House of Cards e Orange Is the New Black, poi due anni dopo con Narcos e Marco Polo, per prendere Sud America e Asia. Io sapevo a malapena l’inglese, la storia di come sono arrivato a fare il provino con loro è lunga e tortuosa. Stavano girando in Malesia, il provino l’ho fatto da casa. Mi hanno chiamato lì e mi hanno spiegato che sarebbe stata una serie che si vedeva sul web. Non ci avevo ovviamente capito niente. Sono stati loro a farmi preparare in due mesi e mezzo su inglese, kung fu, arco, cavallo, wrestling. 24 ore al giorno, in Malesia, senza distrazioni.»

Tu sul set di “Marco Polo” hai recitato accanto a Benedict Wong, il Wong di “Doctor Strange”. Mi chiedo: come sarebbe Lorenzo Richelmy nel multiverso, chi sarebbe?

«Io ho due anime: una molto sporca e cattiva e una molto angelica. In questo mondo sono in equilibrio, sempre in un limbo tra lupo buono e lupo cattivo. Mio malgrado, credo che nel multiverso sarei la parte un po’ aggressiva e, diciamo, “rock ‘n’ roll”.»

Ora, è il momento della tua top 3, le tue tre serie tv “must watch”.

«Spero di non scontentare troppe persone, ma sono serie parecchio famose. Al terzo posto metto Peaky Blinders. Sono innamorato fortemente di Cillian Murphy e di quell’atmosfera iper teatrale. Chi l’ha vista si renderà conto che è fatta in uno studio e in due strade. È molto piccola come produzione. La medaglia d’argento va a I Sopranos. Perché è Shakespeare, perché il livello recitativo è altissimo, i personaggi sono molto ambivalenti. È una serie crudissima ma che parla di famiglia, sia in senso mafioso, certo, ma anche in quello più comune. Prima posizione alla prima stagione di True Detective. Ho avuto la fortuna di conoscere il regista, Cary Fukunaga. Una persona tranquillissima, gli chiesi come avesse fatto a fare qualcosa di così bello; lui, con tutta la sua grande intelligenza, ha semplicemente risposto “beh, ci siamo preparati”. Beh, giustamente.»

Lorenzo, prima di lasciarci ti chiedo se ci puoi anticipare cosa stai facendo, dove ti vedremo prossimamente?

«Ho girato a inizio anno un thriller per la Eagle Pictures con Aurora Giovinazzo, grande attrice, bravissima e bellissima. Adesso sto girando una serie per Amazon UK, ieri ero a Londra infatti. Si tratta di un thriller sul mondo del tennis. Interpreto un campione, come se fossi Berrettini che però diventa grande quanto Federer. Il tennis fa da sfondo, è una serie corale. Poi, in autunno, uscirà un thriller e una commedia romantica, gli opposti. In uno faccio un personaggio tutto scuro, un “uccellaccio” sempre col cappotto addosso e nell’altro un ragazzetto del Sud, simpatico.»

Tutto ciò tra l’autunno e il 2023, giusto?

«Esatto.»

Grazie a Lorenzo Richelmy!

«Grazie a voi, un saluto.»

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