Juventus, meglio fuori dalla Conference che dalla Champions

La società bianconera attende le decisioni dell’Uefa sull’eventuale esclusione di un anno dall’Europa.

Lo spettro dell’esclusione dalle coppe europee per la Juve si sta materializzando. Il patteggiamento con multa salata (ma senza ammissione di colpa, usufruendo dell’art.127 Cgs) che ha chiuso in Italia la vicenda stipendi non dovrebbe avere peso nel giudizio dell’Uefa sulle presunte violazioni al Fair play finanziario. Tuttavia il procedimento è ancora alla fase d’investigazione, l’inchiesta è abbastanza complessa e per il dibattimento a Nyon ci vorranno almeno una quindicina di giorni.

Auspicabile dunque prevedere una sentenza di primo grado entro la metà di luglio, seguita per ragioni d’urgenza da una richiesta di appello non davanti ai giudici della federazione ma direttamente al Tas di Losanna. L’obiettivo delle parti è ottenere una risposta al massimo per i primi di agosto, in tempo per completare la lista delle squadre iscritte alla Conference League ed effettuare il sorteggio dei playoff.
I documenti al vaglio dell’Uefa sono quelli chiesti a Figc e Procura di Torino, tradotti ed esaminati, ma i colloqui tra il club e l’istituzione calcistica europea sono iniziati prima della rinuncia alla Superlega. Non è ancora perciò il momento di ipotizzare scenari e soluzioni. La Juventus ha firmato nel 2022 un accordo triennale, il cosiddetto “settlement agreement” che consente un rientro più morbido (e meno punitivo) dalla situazione debitoria, a condizione che i traguardi fissati siano raggiunti.

Nella fattispecie, alla società è stata comminata una multa da 3 milioni che potrebbe tuttavia risalire fino ai 23 della sanzione globale, con ripercussioni anche sul mercato e sulla rosa di calciatori, ma c’è anche il pericolo di un “settlement” nullo se il giudice dovesse considerare le violazioni molto gravi.
Ecco perché alla Juventus considerano la squalifica di un anno una prospettiva in assoluto accettabile, tanto da rinunciare probabilmente al ricorso al Tas e alla partecipazione alla coppa meno nobile. Non così, se l’esclusione andasse invece dai due anni in su, mettendo a rischio la presenza ad una futura Champions eventualmente riconquistata sul campo.

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