Per due set Lorenzo Musetti domina la scena e costringe Novak Djokovic a inseguire, sotto gli occhi increduli della Rod Laver Arena. Poi, quando la semifinale sembra a un passo, arriva lo stop forzato che ribalta tutto. Il quarto di finale degli Australian Open si chiude con il ritiro dell’azzurro sul 6-4 6-3 1-3: avanti Djokovic, che attende in semifinale uno tra Jannik Sinner e Ben Shelton.
Musetti prende in mano la partita
Dopo un inizio nervoso, segnato dal break subito in apertura, Musetti cresce progressivamente e trova il ritmo migliore proprio nel momento più delicato. Il servizio diventa più affidabile, la costruzione del punto più ordinata, la gestione dello scambio matura. Djokovic, dieci volte vincitore a Melbourne, fatica a trovare continuità e accumula errori non abituali.
Il primo set gira sull’errore di Djokovic
La svolta arriva sull’1-2 del primo parziale, quando un dritto del serbo finisce fuori e restituisce il break a Musetti. Da quel momento il set prende una direzione precisa: l’azzurro varia con intelligenza, passa in lungolinea e chiude 6-4, mentre Djokovic è spesso costretto a forzare le soluzioni.
Secondo set sotto controllo azzurro
Nel secondo parziale Musetti continua a dettare il gioco. Anche dopo un breve calo iniziale, il toscano riprende il comando sfruttando gli errori gratuiti dell’avversario e la qualità del proprio dritto. Il 6-3 finale sembra spalancare la porta alla prima semifinale Slam in Australia.
Il problema fisico e la resa
All’inizio del terzo set, però, la partita cambia improvvisamente volto. Sul punteggio di 1-2 Musetti avverte un dolore alla coscia destra. Le smorfie diventano evidenti, arriva la richiesta del medical time out e il fisioterapista interviene a lungo sull’inserzione tra coscia e anca. Lorenzo prova a riprendere, incoraggiato dal box, ma la mobilità è limitata. Sul 15-40 arriva la decisione di fermarsi, senza consultarsi con il team.
Djokovic: “Il migliore era lui”
Al termine del match Djokovic non nasconde quanto accaduto: «Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore è stato Musetti: ma è stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto. Io nei primi due set non sentivo la palla, avevo qualche vescica — ma niente di particolare. Semplicemente era lui ad essere più forte. Sono stato fortunato: ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha dato di giocare un’altra semifinale, vorrà dire che stanotte pregherò un altro po’…».
Classifica e occasione persa
Alla delusione per il ritiro si aggiunge quella per la classifica. Musetti perde la possibilità di salire al numero 3 del ranking mondiale, mentre Djokovic supera Zverev e resta davanti all’azzurro, trasformando una serata quasi perfetta in una doppia beffa.
Talento e fragilità, il nodo irrisolto
Resta il contrasto che accompagna da sempre la carriera di Musetti: un tennis capace di mettere in difficoltà chiunque, ma un percorso spesso segnato da ostacoli inattesi. A Melbourne, però, rimane una certezza: il livello espresso è quello dei grandi, anche se il risultato finale continua a raccontare un’altra storia.
