Timothée Chalamet trionfa ai Golden Globe 2026: “Le sconfitte passate rendono questo momento ancora più dolce”

L'attore vince il suo primo Golden Globe per 'Marty Supreme' e ringrazia la compagna Kylie Jenner.

Dopo quattro nomination finite a mani vuote, Timothée Chalamet è finalmente riuscito a stringere tra le mani il suo primo Golden Globe. L’attore statunitense ha trionfato all’edizione 2026 dei premi consegnati dalla stampa estera di Hollywood grazie alla sua interpretazione in Marty Supreme, conquistando il riconoscimento come Miglior attore in un film commedia o musicale e superando una concorrenza di altissimo profilo, che includeva nomi come Leonardo DiCaprio e George Clooney.

La vittoria è arrivata al Beverly Hilton di Los Angeles, al termine di una serata che ha consacrato Chalamet come uno dei volti più solidi e trasversali del cinema contemporaneo. Sul palco, visibilmente emozionato, l’attore ha ricordato il valore delle sconfitte che hanno preceduto questo momento, spiegando come proprio quelle esperienze abbiano reso il successo ancora più significativo. Cresciuto con un forte senso della gratitudine, ha raccontato di aver sempre lasciato le cerimonie passate “a testa alta”, anche quando la statuetta non arrivava, pur ammettendo che quelle delusioni hanno dato un sapore speciale alla vittoria di oggi.

Il ruolo in Marty Supreme

Il film di Josh Safdie racconta la storia di Marty Mauser, giovane ossessionato dal ping-pong che sogna di diventare un campione negli anni Cinquanta. Il personaggio è ispirato alla figura reale di Marty Reisman e ha richiesto a Chalamet una preparazione intensa: mesi di allenamento al tavolo da gioco, studio dei movimenti e una dedizione che, secondo lo staff tecnico, non conosceva pause. L’esperienza nella danza ha aiutato l’attore ad acquisire rapidamente scioltezza, ma il perfezionismo lo ha spinto a chiedere ripetizioni continue anche quando le scene risultavano già efficaci.

Il successo del film non si è limitato alla critica. Marty Supreme ha superato gli 84 milioni di dollari al botteghino globale, trainato anche da una campagna promozionale fuori dagli schemi orchestrata dallo stesso Chalamet: giacche a vento in stile anni Cinquanta diventate virali, un dirigibile arancione in volo su diverse città americane, apparizioni spettacolari e un’estetica coordinata che ha trasformato l’uscita del film in un vero e proprio evento pop.

Ringraziamenti e momenti di leggerezza

Nel suo discorso di ringraziamento, Chalamet ha voluto citare il regista Josh Safdie, lo sceneggiatore Ronald Bronstein e lo studio A24, oltre all’intero cast. Non è mancato un momento di ironia quando ha chiamato in causa Kevin O’Leary, volto televisivo di Shark Tank e presente nel film, strappando risate alla platea. A chiudere, un ringraziamento speciale alla sua compagna Kylie Jenner, seduta tra il pubblico: un gesto di affetto già visto pochi giorni prima ai Critics Choice Awards.

Verso gli Oscar

Con questo Golden Globe, Chalamet diventa uno dei grandi favoriti per gli Oscar 2026. Se dovesse conquistare anche la statuetta dell’Academy, diventerebbe il secondo attore più giovane di sempre a vincere il premio come Miglior attore protagonista. Un traguardo che sembrava lontano dopo le sconfitte incassate con Chiamami col tuo nome, Beautiful Boy, Wonka e A Complete Unknown, ma che oggi appare improvvisamente possibile.

Il suo successo ai Golden Globes non è solo un premio a una singola interpretazione, ma la fotografia di una carriera costruita passo dopo passo, tra ruoli rischiosi, disciplina ferrea e la capacità di trasformare ogni delusione in una spinta verso qualcosa di più grande.

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