Niente droga nel sangue di Matthew Perry, indagini anche per omicidio e rapina

Matthew Perry era “pulito”. I risultati dei primi test tossicologici sull’attore, morto all’età di 54 anni, non hanno rilevato tracce di sostanze come Fentanyl o metanfetamine. Ulteriori accertamenti sono tuttavia in corso per verificare la presenza di altre droghe nel sangue, oppure se eventuali farmaci assunti da Perry fossero giunti ad un livello dannoso. Bisognerà comunque attendere alcuni mesi prima di avere un quadro completo dello stato fisico della star di “Friends” che il 29 ottobre è annegato nella sua vasca idromassaggio. All’interno dell’abitazione la polizia ha trovato vari farmaci, tra cui ansiolitici e antidepressivi regolarmente prescritti con ricetta medica.

Dai verbali risulta che la morte di Perry è avvenuta in seguito ad un “sospetto annegamento” e che non sono presenti segni di violenza sul corpo, ma la divisione omicidi e rapine della polizia di Los Angeles ha preso in carico il caso. L’attore -all’arrivo dei soccorritori- era già morto, dopo che il suo assistente gli aveva tirato la testa fuori dall’acqua cercando di salvarlo, ma invano. Secondo gli investigatori, non era in acqua da molto tempo.

Perry ha lottato contro la dipendenza da alcol e droghe per la maggior parte della sua vita e ha alternato per anni riabilitazione e ricadute. La dipendenza dall’alcol si era aggravata nel ‘97 dopo un incidente con una moto d’acqua: a causa del forte dolore provocato dalle ferite iniziò a fare uso di un antidolorifico oppiaceo e presto ad abusarne. Tuttavia, stando ad alcune dichiarazioni proprio dell’attore, dal 2020 era tornato “sobrio” e negli ultimi anni aveva dedicato la sua vita ad aiutare gli altri a disintossicarsi. Perry aveva anche scritto un libro (“Friends, Amanti e la Terribile Cosa”) in cui raccontava le sue vicissitudini con alcol e droghe.

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