Che fatica la vita da boomer: cosa significa “cringe”?

Che vuol dire "cringe"? Lo avrete sentito molte volte, lo avrete cercato sul web, ma ora ci penseranno Max e Max a chiarirvi le idee. Forse...
Con Che fatica la vita da boomer, andiamo alla scoperta di nuovi vocaboli: oggi chiediamo il senso della parola “cringe” a Max e Max.

Forse la spiegazione di “cringe” data da Max Vitale vi ha solo confuso le idee. Andiamo per ordine. “Cringe” deriva dalla lingua inglese, come moltissimi neologismi che stanno entrando nel dizionario giovanile. Nella lingua d’origine, è un termine attestato da secoli, ma ha visto un’ascesa sempre crescente sul web, dove sempre di più se ne è fatto uso in varie lingue.

Dal 2021, il vocabolo è sotto l’attenzione dell’Accademia della Crusca e di Treccani. La particolarità del termine è che può essere utilizzato in modo invariabile sia come sostantivo che come aggettivo. Leggiamo la definizione del vocabolario Treccani.

Cringe: agg. inv. Detto di fatti, comportamenti o frasi percepiti come ridicoli e imbarazzanti da chi osserva o chi ascolta. Come sost. m. inv., la sensazione di disagio e imbarazzo provata; anche, in concreto, ciò che provoca tale sensazione.

Quindi, è cringe quando Max Vitale risponde alla domanda sul senso del termine, così come Max Giannini che balla nominando Belen Rodriguez ci fa provare un cringe assurdo. L’uso sempre più pervasivo del termine deriva dai dialoghi su forum, e poi social network, tra utenti del mondo.

Leggendo l’etimologia del termine inglese, si scopre questo significato: rannicchiarsi o contrarre i muscoli involontariamente come per il freddo o per il dolore. In seguito, per estensione, indietreggiare per il disgusto; rannicchiarsi per paura o per servilismo; provare imbarazzo e vergogna per qualcosa.

L’Accademia della Crusca ne attesta l’uso in lingua italiana addirittura dieci anni fa, nel 2012, quando un utente su Twitter scriveva: “E a me sembra di essere ad un appuntamento con mio fratello […] brrrrr #cringe“. In un articolo, addirittura, il termine si trova nel 2011, quando La peggior settimana della mia vita, la commedia di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi e Miriam Leone, veniva descritta come cringe comedy“.

In effetti, il termine si trova spesso accostato a film e soprattutto alle serie tv. Ha fatto la storia delle sitcom l’uso che The Office, che ha portato a compimento quel tipo di comicità e ha ispirato tantissime serie successive.

Ti sentivi un boomer? Beh, ora sai cosa vuol dire cringe, scatenati e usalo sempre!

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