Rosalba Pippa, in arte Arisa, si prepara a tornare al Festival di Sanremo con il brano «Magica favola», pronta a consolidare il suo ruolo di veterana del palco dell’Ariston. La cantante, vincitrice delle Nuove proposte nel 2009 con Sincerità e dei Big nel 2014 con Controvento, racconta a Silvia Fumarola su Repubblica il percorso personale che l’ha portata a convivere con la solitudine e a cercare l’amore in modi diversi, come attraverso le app di incontri.
L’app di incontri e la libertà con un ragazzo straniero
Arisa ammette di essersi iscritta a un’app di incontri, dove si è sentita libera di mostrarsi «subito sottona» con un ragazzo straniero: «Che male c’è? Con un ragazzo straniero mi sono sentita più libera, poi sì, sottona». Sulla scelta di condividere questi aspetti privati, spiega: «Dire che uso un’app di incontri è innocuo, viene amplificato solo perché sono Arisa». Per lei queste piattaforme diventano un modo per socializzare e scambiare chiacchiere, senza necessariamente arrivare a un incontro reale.
Riflessioni sull’amore e la felicità completano il quadro: «Secondo me tutti vogliono essere amati, in un modo o nell’altro. È il fine ultimo. Ci sono chi si fa crescere i capelli, chi compra l’auto più bella: lo scopo è essere accolti e apprezzati». Sull’attuale stato sentimentale confessa: «Non si sa, non riesco a capirlo», sottolineando l’importanza del lavoro su se stessi per convivere serenamente con la solitudine.
Specchio, autostima e il complimento di Bersani
Arisa parla del rapporto con la propria immagine: «Ho bisogno di guardarmi per riconoscermi. È il contatto tra ciò che sento dentro e quello che vedo all’esterno». La cantante rivendica una autostima concreta, sempre in «continua ricerca», ricordando il complimento ricevuto da Samuele Bersani nel 2012: «Mi disse che ero intonata dentro e fuori». La felicità, per Arisa, nasce dalla consapevolezza di sentirsi a posto con se stessa.
Amori tossici e leggerezza conquistata
L’esperienza di un amore tossico, cantata in Nuvole, non le è estranea: «Purtroppo capita di sbagliare. Serve costruirsi una corazza non per attaccare, ma per difendersi da ciò che ferisce». Sulla leggerezza acquisita con l’età aggiunge: «È un dono incredibile. Non è superficialità, ma la capacità di osservare il mondo con occhi più attenti». Riguardo alla famiglia, Arisa mantiene un’apertura: «A volte sì, a volte no. Se capiterà, sarò felice di accogliere».
Le false amicizie tra colleghe e la tv come palestra emotiva
Sul fronte professionale, Arisa riconosce che la televisione le ha offerto una nuova dimensione: giurata a The Voice e dal 10 gennaio a The Voice Kids su Rai 1, ha ascoltato storie che l’hanno fatta sentire utile. Tuttavia, ammette che le amicizie nel mondo della musica non sono sempre sincere: «Per lavoro, c’è chi va da una parte, chi dall’altra. Raccontare la favola del Mulino Bianco sulle amicizie tra colleghe? No».
Con Magica favola, Arisa porta sul palco la sua maturità artistica e personale, frutto di esperienze, trasformazioni e della continua ricerca di equilibrio e autostima che l’ha accompagnata lungo la carriera.
