Trieste, capoluogo della regione Friuli-Venezia Giulia

Oggi ci troviamo nel capoluogo del Friuli, Trieste, un caratteristico comune. Scopriamo insieme le sue peculiarità e tutte le sue attrazioni turistiche!

Oggi ci troviamo nel capoluogo della regione italiana a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, Trieste.

La città è affacciata sull’omonimo golfo nella parte più settentrionale dell’Alto Adriatico, fra la penisola italiana e l’Istria, a qualche chilometro dal confine con la Slovenia nella regione storica della Venezia Giulia.

Rappresenta da secoli un ponte tra l’Europa centrale e quella meridionale, mescolando caratteri mediterranei, mitteleuropei e slavi ed è il comune più popoloso e densamente popolato della regione.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perchè si chiama così?

L’etimologia del nome Tergeste è di origine preromana con base preindoeuropeaterg in antico illirico significa infatti “mercato”, mentre il suffisso –este è tipico della lingua venetica.

Analogamente a “Trento“, “Trieste” cominciò ad essere usato come nome nel Risorgimento, per simboleggiare il desiderio di ricongiungimento all’Italia di Trieste e della Venezia Giulia, e rimase in voga fino al primo dopoguerra, quando avvenne tale annessione, con un’ulteriore ripresa in popolarità durante l’occupazione jugoslava della città, fino al 1954.

Cosa visitare?

Troppo spesso considerata solo una città di passaggio per chi va a trascorrere l’estate in Istria o Slovenia, Trieste merita invece più di una visita di qualche ora.

  1. Piazza Unità e Molo Audace,  I triestini si vantano che sia la più grande piazza affacciata sul mare in Europa e molto probabilmente è così; nella piazza c’è la Fontana dei Quattro Continenti costruita tra il 1751 e il 1754. Le figure sono un’allegoria dei quattro continenti allora conosciuti (Europa, Asia, Africa e America).
  2. Il Borgo Teresiano, il borgo prende il nome da Maria Teresa, prima imperatrice d’Austria, che nel 1700 decise di costruire un intero quartiere interrando le saline. Oggi il Borgo Teresiano è uno dei fulcri della vita di Trieste perché ha visto nascere molti caffè, ristoranti e negozi.
  3. La Cattedrale di San Giusto, è la chiesa più importante di Trieste e si trova sull’omonimo colle che domina la città. La chiesa è il risultato dell’unione della Chiesa di Santa Maria e di quella dedicata a San Giusto avvenuta negli anni tra il 1302 e il 1320.
  4. Il Castello di Miramare, Nido d’amore costruito in vano” così Giosuè Carducci chiama il Castello di Miramare nell’omonima poesia. Il Castello, in effetti, fu voluto nel 1850 dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo per farne la dimora insieme alla consorte Carlotta del Belgio.
  5. I Caffè storici, pare che James Joyce abbia scritto molte pagine dell’”Ulisse” e di “Gente di Dublino” ai tavoli della Pasticceria Pirona. Da non perdere il Caffè degli Specchi in Piazza Unità, il Caffè Tommaseo del 1830, il più antico di Trieste. Gli intellettuali di ieri e di oggi si incontrano al Caffè San Marco mentre il Caffè Pirona è sempre il posto dove gustare o comprare i dolci tipici, accolti dalla foto di James Joyce che sembra approvare.
  6. Cattedrale di San Giusto, è il principale edificio religioso cattolico della città di Trieste. Si trova sulla sommità dell’omonimo colle che domina la città. Come viene riferito dalla maggior parte degli storici triestini, l’aspetto attuale della basilica deriva dall’unificazione delle due preesistenti chiese di Santa Maria e di quella dedicata al martire san Giusto, che vennero inglobate in un unico edificio dal vescovo Rodolfo Pedrazzani da Robecco tra gli anni 1302 e 1320 per provvedere la città di una cattedrale imponente
  7. Il Faro della Vittoria, è un monumento pieno di simboli, un ottimo luogo da cui guardare Trieste da una prospettiva diversa e anche un utilissimo strumento per la navigazione nell’Adriatico, costruito nel 1923, in pieno fascismo, commemora i marinai italiani caduti durante la Prima Guerra Mondiale ma è evidente, nei simboli e nei materiali usati, anche la celebrazione la vittoria italiana contro l’Impero Austro-Ungarico. Sul basamento c’è l’iscrizione creata da Gabriele D’Annunzio “Splendi e ricorda i caduti sul mare“.
  8. Il Tram di Opicina, il Tram di Opicina o de Opcina come lo chiamano i triestini, sferraglia per il centro di Trieste e si arrampica fino all’altezza di 348 metri sulle alture del Carso che sovrastano la città giuliana.
  9. La Grotta Gigante, scoperta per caso nel 1890, nel 1908 entrarono i primi visitatori turistici. La galleria è formata da un unico, spettacolare vano, di 98,50 metri di altezza, 167,60 di lunghezza 76,30 di larghezza. Nella sala colorata di infinite sfumature sono presenti stalagmiti, stalattiti e colate di carbonato di calcio depositato dall’acqua piovana. La stalagmite più imponente è la Colonna Ruggero, alta 12 metri. Al centro della caverna c’è la stazione di ricerca geofisica dell’Università degli Studi di Trieste per lo studio dei movimenti della crosta terrestre. Si risale attraverso il Sentiero Carlo Finocchiaro per raggiungere un Belvedere a 95 metri d’altezza da cui si gode una vista straordinaria.

Cosa fare? Le attività turistiche.

Se vi trovate a Trieste e non sapete cosa fare, ecco quali sono le attività più seguite e più particolari da fare.

  1. Trieste Via Ferrata Experience, siete appassionati di sport all’aria aperta e volete raggiungere altezze più impegnative? Le vie ferrate sono percorsi che si sviluppano su terreno roccioso equipaggiato con funi, pioli e scalette metalliche che facilitano la progressione rendendola più divertente.
  2. Grotte di Postumia e Castel Lueghi con partenza da Trieste, l’itinerario comprende la visita alle grotte di Postumia, le più note del mondo, e il castello di Predjama, l’unico in Europa dentro una grotta a essersi conservato.
  3. Grotta Gigante e Castello di Duino da Trieste, partirete per l’Altopiano carsico dove visiterai la Grotta Gigante, uno dei luoghi più interessanti del Friuli Venezia Giulia, regione in cui turismo, ambiente e ricerca scientifica si fondono insieme e dove la natura si mostra con forme e colori di rara bellezza.
  4. Tour privato del lago di Bled e Lubiana da Trieste, scopri Lubiana e il lago di Bled in questo tour di 8 ore e goditi la bellezza della Slovenia. Dopo circa 2 ore di auto al Lago di Bled, entrerai in una storia meravigliosa, riflessa nell’acqua scintillante color smeraldo e nel verde lussureggiante paesaggio. Respira la fresca aria alpina e goditi semplicemente la vista di fronte a te.

Cosa mangiare? I piatti tipici.

  1. La Jota, probabilmente il piatto più tipico della cucina triestina, è una zuppa di crauti, patate e fagioli insaporito con carne di maiale, dal gusto tendente all’acido
  2. Minestra de “bobici”, una minestra di mais e fagioli, anch’essa con carne di maiale.
  3. Gnocchi di pane, delle grosse palle di pane raffermo, latte e spezie, insaporiti con prezzemolo e spek o prosciutto. Vengono serviti con il burro oppure al sugo di carne o pomodoro.
  4. Gulasch, a differenza dell’est Europa, dove è una minestra, il Gulasch alla Triestina è uno spezzatino di carne in sugo, con la paprika
  5. Ćevapčići, salsiccette di carne mista speziata,immancabili in ogni grigliata Triestina. Vengono rigorosamente accompagnati dalla deliziosa salsa Ajvar, a base di peperoni.
  6. Sardoni in Savòr, un saporito piatto di alici con le cipolle, marinate nell’aceto bianco.
  7. Strucolo, la versione triestina del celebre Strudel di tradizione austriaca. Viene servito con diversi ripieni, i cui più noti sono quello di mele, ciliegie e fichi.
  8. Putizza e Gubana, tre dolci lievitati da forno, con ripieni più o meno abbondanti di frutta secca e spezie.
  9. Pinza Triestina, un pan dolce che ricorda la colomba Pasquale, ma con aromi di anice, buccia d’arancia e rum.
  10. Favette Triestine, palline di pasta di mandorle e zucchero in 3 tipici sapori: cacao, vaniglia e maraschino.

Il dolce tipico natalizio: Presnitz

Il presnitz è un tipico dolce triestino e goriziano a base di pasta sfoglia arrotolata con un ripieno di noci, mandorle, pinoli, fichi, prugne, albicocche, uvetta, cioccolata grattugiata, zucchero, cannella, chiodi di garofano e rum.

Gli ingredienti variano a seconda di chi lo produce, essendo il dolce preparato artigianalmente e potendo constare di varianti.

A volte viene erroneamente chiamato anche “dolce di Sissi”, ma si tratta di un evidente errore cronologico in quanto la principessa Elisabetta di Baviera (Sissi) nacque nel 1837, ovvero cinque anni dopo la presunta creazione del dolce.

Per certi aspetti, il presnitz è simile alla gubana e allo strudel.

È un tipico dolce pasquale: infatti la forma circolare ad anello ha un significato simbolico della tradizione cristiana, ovvero la corona di spine di Cristo. Un altro dolce pasquale tipico, la pinza triestina, rappresenta invece la spugna intrisa d’aceto offerta al Cristo in croce

La classifica dei tre ristoranti da provare assolutamente

  1. Il Ristorante Biancospino Ristorante
  2. Il Ristorante Buffet Clai
  3. Il Ristorante Bracerie Venete

Quello che non sai: le curiosità

  1. Non c’è un solo tipo di Bora, c’è la bora scura, c’è la bora chiara, c’è la bora antica. La bora scura è quella che soffia nei giorni di brutto tempo, quando il cielo è nero e il mare è in burrasca. Quella chiara, invece, le nuvole le porta via lasciando splendere il sole. La bora antica, infine, come ricordano Luigi Nacci e altri autori prima di lui, è quella che non esiste più, che durava per più giorni, ma non era mai molesta o insalubre.
  2. I caffè triestini, hanno nomi tutti particolari che chi visita la città per la prima volta forse non conosce. Il caffè espresso si chiama “nero”, il macchiato “capo”, il cappuccino è un “caffellatte”, per esempio, e poi c’è il “gocciato”, che ha solo una goccia di schiuma di latte al centro della tazzina. E questo solo per citarne alcuni. Inoltre, ognuno può essere ordinato “in B”, ossia in bicchiere: capo in B, nero in B
  3. L’invenzione dei coriandoli, Trieste è la città natale dei coriandoli. Furono inventati nel 1876 da un giovanissimo Ettore Fenderl, che passerà alla storia come ingegnere legato a doppio filo alla fisica nucleare. Quando aveva quattordici anni, durante il Carnevale, la parata passò sotto casa sua e lui, che era troppo povero per acquistare i confetti in uso allora o i petali di rosa, decise di ritagliare dei pezzettini di carta da lanciare per celebrare le maschere. In molti seguirono il suo esempio e oggi i coriandoli sono diventati uno dei simboli della festa.
  4. Trieste è una città letteraria, quando si nomina Trieste, è inevitabile pensare anche agli autori famosi che sono legati a lei. Umberto Saba, per esempio, ma anche Italo Svevo (pseudonimo di Aron Hector Schmitz) e James Joyce e non solo, ci sono Eugenio Montale, Jules Verne, Scipio Slataper, Claudio Magris, Angelo Ara, Mauro Covacich, Ivo Andrič
  5.  Trieste, si posiziona al primo posto nella classifica sulla Qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore. Quinta negli ultimi due anni, si conferma dopo i successi del 2005 e 2009 e conquista anche il primato nell’indice tematico di ‘Cultura e tempo libero’, arriva seconda in ‘Affari e lavoro’ e quarta in ‘Ambiente e servizi’.

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza:

«Iniziamo la visita di Trieste da piazza Unità d’Italia, che in questo momento è completamente addobbata per le feste natalizie. Poi andrei al Castello di Miramare, dal cui terrazzo si può ammirare un panorama in cui si vedono la Croazia, la Slovenia, l’Italia ovviamente, e le montagne dell’Austria. Da vedere anche la Cattedrale di San Giusto, che è qualcosa di splendido, e il Castello di San Giusto. Tra i musei da visitare c’è la casa del Barone Revoltella, uno dei finanziatori del Canale di Suez. Trieste è una città splendida, multietnica e multi-religiosa, con la chiesa serbo-ortodossa e la seconda sinagoga d’Europa per grandezza. Il dolce tipico natalizio friulano è la “gubana”, dolce fatto con uva passa e noci; i triestini, invece, hanno la “putizza” con ripieno di frutta secca e spezie.»

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