Sellano, borgo umbro in provincia di Perugia

Oggi ci troviamo a Sellano, un caratteristico borgo in provincia di Perugia, in Umbria. Scopriamo insieme le sue peculiarità e tutte le sue attrazioni turistiche!

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Sellano, un caratteristico borgo in provincia di Perugia, in Umbria.

Sellano sorge su di un colle prevalentemente argilloso, in un’area paesaggisticamente tipica del Subappenino umbro.

È situata nella valle del torrente Vigi e nel suo territorio ha origine il fiume Menotre, che nella frazione folignate di Altolina si getta nel fiume Topino.

In età alto medievale il territorio era inserito all’interno della giurisdizione del Ducato longobardo di Spoleto, per poi vedere la crescita di alcune famiglie feudali (fra cui gli Alviano) e divenire infine libero comune. 

Territorio oggi estraneo alle direttrici principali del traffico e del commercio, Sellano ha conservato la sua natura di comune montano immerso in un ambiente quasi intatto, di grande bellezza naturalistica, nel quale sono sparsi piccoli borghi, castelli, casolari isolati.

Proprio la montagna rappresentò in passato la ricchezza di questi luoghi: legno, carbone, pastorizia, produzione di cereali e legumi, ma anche coltivazioni che non ci aspetteremmo come alberi da frutto e viti, favorite dall’abbondanza di corsi d’acqua.

Perché si chiama così?

L’origine del toponimo “Sellano” ha lasciato adito a tre differenti interpretazioni.

Secondo la più antica, deriverebbe dalla tribù romana della gens Suilla o dei Syllinates (Plinio, Naturalis Historia, Libro III).

Tale teoria è difesa dagli storici spoletini Severo Minervio (1700) e Achille Sansi (1900), mentre altri eruditi (a cominciare dall’abate folignate Ludovico Jacobilli nel 1800) vorrebbe ricondurre il nome dell’abitato ai seguaci di Lucio Cornelio Silla, che, in retrovia a seguito della Battaglia di Spoletium (Spoleto) durante la Prima guerra civile, l’avrebbero fondata nell’84 a.C. trovandovi rifugio ed imponendovi il nome del loro capo, da cui appunto “Syllanum”.

Un’ultima interpretazione fa risalire il toponimo al vocabolo latino “sella” nel senso di “valico, giogo”. Tale tesi è avallata dallo stemma comunale, dove l’angelo raffigurato è sostenuto da una sella.

Cosa visitare?

  • Pieve cinquecentesca, conserva opere pregevoli fra le quali si cita una tela raffigurante la Madonna del Rosario e uno splendido tabernacolo ligneo (entrambi degli inizi del XVII secolo).
  • La chiesa di San Francesco o di Santa Maria della Croce, sorge all’ingresso del paese, terminata nel 1538, è a pianta ottagonale con pronao sormontato da timpano e corpo absidale a pianta rettangolare. L’interno è diviso in tre navate, tutte le cappelle hanno altari cinquecenteschi in legno e in pietra. Sull’altare principale si trova un affresco Madonna con bambino del XVI secolo
  • Ex oratorio del Santissimo Sacramento. Risalente al XVI secolo, funge oggi da teatrino comunale.
  • Palazzo comunale, costruzione con evidenti caratteristiche cinquecentesche che conserva preziose tracce di affreschi del secolo XV-XVI
  • Il locale Museo della Produzione delle Lime e delle Raspe, raccoglie documenti, immagini, manufatti e testimonianze di questa importante tradizione artigianale del sellanese.

Oggetto in tempi recenti di un accurato e felice lavoro di recupero, il vicino borgo di Postignano consente di potersi muovere per le vie di un borgo fortificato medievale, ricco di scorci suggestivi e di testimonianze artistiche

  • Chiesa di San Lorenzo,
  • Appartamento Foligno,
  • La vicina chiesa di Sant’Agata in località Colle

Gli eventi sismici hanno profondamente segnato gli edifici e i borghi del comune, accentuando in alcuni casi l’abbandono dei centri vicini, come a Montesanto e Orsano, castelli a cui il silenzio e le rovine conferiscono un grande fascino.

Splendido è poi

  • il castello di Cammoro con le sue chiese (Santa Maria Novella e Santa Lucia)
  • e il vicino ospitale di Pie’ di Cammoro, lungo l’antica via della Spina, a servizio dei viandanti e dei pellegrini che percorrevano l’antico percorso lauretano.

Fra gli altri centri si segnalano:

  • Villamagina (chiesa di San Silvestro),
  • Casale,
  • San Martino (chiesa parrocchiale),
  • Ottaggi,
  • Vio,
  • Forfi (chiesa di San Pietro),
  • Pupaggi (chiesa di San Sebastiano),
  • Montalbo (chiesa di San Severino),
  • Mocali (chiesa di Sant’Anna),
  • Apagni (chiesa di San Giovanni Battista),
  • Fonni con i suggestivi resti di Rocca Brigida,
  • Petrognano,
  • Ceseggi (chiesa di San Martino e della Madonna del Monte),
  • Civitella,
  • Setri (chiesa di San Cristoforo),
  • Peneggi,
  • Piaggia,
  • Renaro.
  • Il convento dell’Acqua Premula, fra Sellano e Montesanto, fu noto nel corso dei secoli per le sue acque curative, oggi sfruttate in parte per l’imbottigliamento industriale (Acqua Tullia).

Cosa fare? Le attività turistiche

Il territorio di Sellano, che si estende per circa 85 chilometri quadrati lungo il corso del torrente Vigi, è ricco di cose da vedere.

Lago di Vigi

È circondato da una lussureggiante vegetazione. In cui boschi di faggi e querce si alternano a splendide foreste, valli ed altopiani, abitati da fauna selvatica ed attraversati da limpidi corsi d’acqua.

Il borgo, nonostante i numerosi terremoti che hanno provocato danni agli edifici, presenta ancora pressoché intatte le forme del castello medievale di poggio.

Con una strada principale che corre lungo la cresta del colle dalla quale si diramano le vie trasversali minori. Un tempo il centro storico doveva essere circondato da due ordini di mura difensive, oggi in gran parte ancora conservate.

Alla città si accedeva tramite cinque porte d’ingresso, di cui solo due sono ancora visibili nel tessuto urbano moderno. Si tratta della Porta dell’Annunziata e la Porta Spoletina o di Santa Maria.

Infine la località di Villamagina è strettamente collegata ad una famosissima attività artigianale del sellanese: la produzione di lime e raspe lavorate a mano.

A questa rinomata tradizione è stata dedicata una sezione dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra. Inoltre, dal 1945, il Comune di Sellano ospita la Società Cooperativa Artigiana di Villamagina.

Entrambe le iniziative sono finalizzate alla valorizzazione della tradizione ma anche alla salvaguardia della produzione e del commercio di questi pregiati manufatti.

La lavorazione manuale del sellanese fa in modo che le punte siano disposte in maniera irregolare sulla superficie delle raspe. Il che conferisce alle produzioni artigianali un pregio maggiore rispetto a quelle prodotte in fabbrica.

Oltre a ciò, il borgo umbro propone una serie di eventi dal grande valore:

  • “Festa Contadina” di Casa Rampi (metà di agosto)
  • “Cammoro in Festa” (fine aprile)
  • la processione per la festa del Beato Giolo (giugno) 
  • la processione per San Paterniano (luglio)
  • Ogni anno fra la tarda primavera e l’autunno, presso il Castello di Postignano si può assistere ai diversi eventi de “Un castello all’orizzonte” con un ricco repertorio di concerti, cineforum, conferenze, corsi di formazione, presentazione di libri

A piedi, in auto, ma anche a cavallo o in mountain bike, si possono percorrere interessanti itinerari naturalistici, storico-artistici, letterari (“le vie di Edvige”), musicali (“Sulle note di Mustafà”).

Cosa mangiare? 

Piatti tipici sono la Fojata (una sfoglia di pasta salata con ripieno di verdure e formaggio) e l’Attorta (un dolce costituito da una sfoglia con ripieno di frutta secca, uva e fichi), a cui è dedicata l’omonima sagra (metà di agosto).

Il territorio di Sellano è caratterizzato da una ospitalità diffusa, con agriturismi e strutture ricettive presso cui si possono gustare i prodotti della zona: legumi, cereali, formaggi, castagne, tartufi.

Tra i dolci troviamo la pizza di Pasqua dolce, i maccheroni con le noci, il sanguinaccio (a base di sangue di maiale).

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • Osteria Il Canevaro
  • La Casa Rosa
  • Ristorante Casaletto

Quello che non sai: le curiosità

  • Fa parte del circuito de “Borghi più belli d’Italia”.
  • A Montesanto presso l’antico palazzetto della comunità è ospitato il Centro studi “Montesanto per la scienza”, che promuove, sostiene, gestisce, coordina attività di studio, ricerca, formazione e divulgazione riguardanti la Scienza, compresi i risvolti filosofici ed etici, organizza convegni e seminari in collaborazione con l’Università e i centri di ricerca nazionali e internazionali nonché attività editoriali.
  • Il territorio di Sellano ha dato i natali nel corso dei secoli a personaggi illustri come il beato Giolo, Taddeo Collicola (che nel Cinquecento fu medico alla corte pontificia) e Giovan Battista Tutorio (letterato del XVII secolo). In epoca più recente si può ricordare la poetessa Edvige Pesce Gorini (1890-1983): allieva di Luigi Pirandello, insegnante, dedicò tutta la sua vita alla poesia, fondando “Il Giornale dei Poeti”, intorno a cui ruotarono i maggiori scrittori dell’epoca, italiani e stranieri.

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto il sindaco di Sellano, Attilio Gubbiotti:

«Direi di iniziare la visita entrando dalla Porta Spoletina che collega tutta la Val Nerina. È una delle porte più importanti e attraverso questa porta si entra nella meravigliosa Sellano, un borgo ristrutturato dal 1997. Dal centro partono molti percorsi naturalistici. Nei paesi di montagna il tempo scorre sempre un po’ più lento e chi decide di venire qui trova molta pace. Ora, tra l’altro, c’è anche la neve e il paesaggio è bellissimo. Il nostro comune ha 44 frazioni e in ognuna c’è tanto da vedere. Inoltre, qui abbiamo molte sorgenti, anche curative, che nel tempo sia benedettini che francescani hanno curato. Nella vallata giù al borgo, dove c’è il lago di Vigi, grazie ai fondi del PNRR faremo un ponte tibetano che collegherà Sellano e Montesanto, e si passerà sopra a questi laghi. La progettazione è già avviata e spero che sarà pronto tra un anno. Un’attività tipica della zona è la pesca alla trota, nelle forme tradizionali o con l’arco. Tra le nostre specialità gastronomiche ci sono i formaggi e i salumi, ma soprattutto abbiamo la Fojata, per cui si tiene anche una sagra ad agosto. Si tratta di una sfoglia di pasta salata con ripieno di verdure e formaggio.»

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