Saluti dall’Isola d’Elba: la cucina elbana

In questo speciale di “Saluti da” ci troviamo sull’Isola d’Elba con Michele Nardi, emotion chef per parlare delle tradizioni enogastronomiche elbane.

Buongiorno Michele! Kiss Kiss a te!

«Ciao, buongiorno!»

Si è fatta quasi ora di andare a tavola, cosa ci consigli.

«Beh certo l’Elba offre, come avete detto voi, un panorama vastissimo di tradizione culinaria proprio grazie all’influenza che c’è stata da parte dei vari popoli, sia dai francesi che gli spagnoli, gli arabi. Parlavate della “Schiaccia briaca” che ha una piccola particolarità: in realtà è di derivazione araba, non nasce “briaca” nel senso che è arrivata all’Elba come un pane per i marinai quindi fatto di olio, acqua e farina curato con miele e poi tanta frutta secca, era difatti un pane energetico che si conservava a lungo per i grandi viaggi. Così arrivato all’Elba è piaciuto ma sull’isola c’è sempre stato un problema di approvvigionamento d’acqua ma non di vino fin dai tempi dei romani ci sono state coltivazioni di viti ovunque.»

Hai citato anche il vino elbano, anche Napoleone stesso lo denominò col DOCG. Tu Michele sei famoso, soprattutto all’estero, per il foraging; ci spieghi cos’è?

«Tutto è nato un po’ vivendo l’Elba e vivendo all’Elba, osservandola si capisce che ha delle potenzialità enormi. Io andando a fare – per l’appunto – passeggiate lungo le coste e lungo i sentieri ho notato che da zero anzi da meno cento, perchè è da sott’acqua fino ai mille metri del Monte Capanne in cui si trova un po’ tutta la flora e la fauna mediterranea. Qui in questo piccolo coriandolo di terra in mezzo al mare c’è un po’ di tutto.»

Che spettacolo. Praticamente fai la spesa fra una passeggiata al mare o in montagna.

«Sì, esatto faccio questo e diciamo che è un po’ una nuova proposta gastronomica può essere questa unita alla tradizione ovvero fare territorio, fare esperienza di territorio quindi portare quello che si vede durante una passeggiata, durante un giorno al mare, i profumi ed i colori, gli odori e tutto ciò che si vede, di portarli nel piatto. Quindi unire il mare con la terra, unire le erbe spontanee che ce n’è sono di tutti i tipi al pescato.»

Possiamo definirla l’apoteosi di ciò che più si trova di “fresco” nella cucina. Michele ti ringraziamo per essere stato con noi e aver parlato con noi di questa caratteristica dell’Isola d’Elba, buon lavoro e non dimenticate di consultare il sito visitelba.info per tutti gli aggiornamenti ed i dettagli su questa splendida isola del Mediterraneo!

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