Procida, comune campano in provincia di Napoli

Oggi ci troviamo in provincia di Napoli, a Procida, uno splendido comune della Campania. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Procida, caratteristico comune della Campania in provincia di Napoli. Scelta come Capitale della Cultura 2022, il territorio comprende le isole di Procida e Vivara.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

L’attuale nome deriva da quello di epoca romana Prochyta. Secondo una prima ipotesi questo nome deriva da Prima Cyme (prossima a Cuma). Una seconda ipotesi farebbe derivare il nome dal greco pròkeitai, “giace” (sul mare).

Cosa vedere a Procida?

  • Terra Murata: borgo medievale e centro storico dell’isola, si trova a picco sul mare ed è raggiungibile percorrendo una ripida salita. Dal suo promontorio si può ammirare un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli.
  • Abbazia San Michele Arcangelo: nata come monastero benedettino, la chiesa fu fondata nel 1026 e si trova sul promontorio di Terra Murata a picco sul mare. Nei secoli ha subìto numerosi cambiamenti architettonici, i più significativi ad opera del Cardinale Innico D’Avalos (1561).
  • Palazzo D’Avalos: situato nella parte alta di Terra Murata, venne costruito nel XVI secolo insieme alle mura dalla famiglia D’Avalos, governatori dell’isola fino al ‘700. Nel 1830 l’edificio fu trasformato in carcere, che fu chiuso solo nel 1988.
  • Chiesa di Santa Margherita Nuova: eretta nel 1585 insieme al convento dai frati domenicani. A metà del ‘900 i due edifici subirono importanti crolli. Dopo un restauro, terminato nel 2012, oggi la chiesa è sede di mostre ed eventi culturali.
  • Santuario Santa Maria delle Grazie: eretta nel 1679, è stata realizzata in stile barocco con pianta a croce greca. Al suo interno sull’altare centrale è possibile ammirare una tela rappresentante la Madonna delle Grazie, arricchita d’oro e d’argento nel 1854 per volere degli abitanti dell’isola, per ingraziare la Vergine del miracolo di aver liberato Procida dalla peste.
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà e San Giovanni Battista: luogo di culto storico, è situata in piazza Marina Grande. Nel 1616 i marinai e proprietari di barche chiesero al viceré Duca d’Osuna di poter edificare una piccola chiesa. Ottenuto l’assenso, la chiesetta venne completata nel 1619.
  • Museo Casa di Graziella: ricostruzione di una tipica casa procidana dedicata a Graziella, protagonista del romanzo di Alphonse de Lamartine ambientato sull’isola nel 1800. Il romanzo narra la storia d’amore tra lo scrittore e una giovane procidana, e si ispira ad un personaggio realmente esistito.

Cosa fare a Procida?

  • Isola di Vivara: riserva naturale statale dal 2002. È un importante esempio di conservazione della flora e della fauna mediterranea. Sull’isolotto sono stati trovati i resti di un villaggio miceneo del XV secolo a.C. È possibile effettuare visite previa prenotazione.
  • Area marina protetta Regno di Nettuno: è stata istituita nel 2007 per proteggere il paesaggio e l’ambiente marino, localizzata tra Procida, Vivara e Ischia.
  • Processione dei Misteri: si tiene il Venerdì Santo prima della Pasqua. Carri allegorici con rappresentazioni del Vecchio e Nuovo Testamento sfilano per le stradine isolane.
  • Le spiagge: c’è solo l’imbarazzo della scelta tra le tante spiagge, baie e insenature presenti sull’isola. La maggior parte è raggiungibile a piedi o in autobus; un’altra parte, invece, è raggiungibile in barca.

Cosa mangiare a Procida?

  • Primi piatti a base di pesce, in particolare con alici e peperoncini verdi
  • Tortano con i carciofi (racchiusi insieme a provola e salsiccia)
  • Coniglio alla procidana
  • Delizia al limone
  • Lingue di Suocera, dolci fatti con pasta sfoglia farciti con crema ai limoni
  • Limoncello

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • Ristorante Gorgonia
  • Ristorante Re Ferdinando
  • Ristorante Il Maestrale

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto Raimondo Ambrosino, sindaco di Procida:

«Come Capitale della Cultura 2022 stiamo lavorando tanto per far fare una bella figura alla Campania e all’Italia. Il Giro d’Italia passerà ai Campi Flegrei in onore di Procida e ci riempie di orgoglio. Abbiamo scoperto tantissimi sostenitori e questo ci ha riempito di orgoglio. Ci hanno sempre considerato un po’ l’isola “Calimero” del golfo di Napoli e con questa competizione abbiamo scoperto tanti ammiratori e innamorati di Procida e a noi isolani riempie di orgoglio. La nostra isola è molto legata al mare, anche dal punto di vista economico; e poi l’economia fa la cultura. I nostri concittadini per la maggior parte fanno i marittimi e girano il mondo. L’isola quindi presenta questo carattere di originalità e di autenticità proprio in virtù di questo mestiere che si fa da circa 1000-1500 anni. Quando si arriva sulla nostra isola è come se si entrasse in un’altra dimensione e in un’altra epoca, è tutto più lento. La percezione del tempo è diversa e anche i colori sono più vivi. È sicuramente un’esperienza da fare. Quello che suggerisco di fare quando si viene sull’isola è di perdersi tra le stradine, tra gli odori degli aranci e tra le zone meno battute, perché l’isola è tutta bellissima. Tra le specialità tipiche ci sono: alici e peperoncini verdi, zucchine e cozze, e tutti i piatti che mettono insieme tradizione contadina e marinaresca.»

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