Pietrapertosa, comune lucano in provincia di Potenza

Questa mattina, nella nostra rubrica saluti da Kiss Kiss, abbiamo parlato di Pietrapertosa, comune della Basilicata in provincia di Potenza, guidati dalle parole della sindaca Teresa Colucci.

Il territorio comunale di Pietrapertosa, insieme ai territori dei paesi limitrofi, forma il parco regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Fa parte del club I borghi più belli d’Italia, che comprende quasi 200 località situate lungo tutta la penisola. Nel 2019, infatti, la CNN ha inserito Pietrapertosa tra “20 borghi più belli d’Italia”. L’antico nome della città, invece, ovvero “Pietraperciata” (che significa pietra forata) era stato dato per via della presenza del foro in una grande rupe, visibile dalla città. La data di costruzione della città è incerta, le teorie più accreditate danno nell’VIII secolo a.C. la sua fondazione ad opera dei Pelasgi, mentre stavano attraversando l’Italia meridionale. I Pelasgi costruirono le loro dimore nella parte bassa del paese, al fine di proteggersi da eventuali attacchi nemici e innalzarono fortificazioni sulle rocce.

Luoghi di interesse ed attività a Pietrapertosa
  • Chiesa di San Giacomo Maggiore (Chiesa Matrice o Chiesa Madre): è stata costruita durante il Basso Medioevo, nel 1400 circa. L’originario impianto romanico si è conservato integro, soprattutto nell’aspetto massiccio delle strutture murarie che, con i restauri più recenti, sono state riportate allo stato di pietra a vista, in modo da restituire alla chiesa l’antica solennità medievale. 
  • Convento di San Francesco: fondato nel 1474 dai Frati Minori Osservanti locali; al suo interno è conservato il dipinto Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova realizzato nel 1631 da Giovanni De Gregorio (detto il Pietrafesa), l’Immacolata del 1628 di Filiberto Guma e numerosi affreschi di Giovanni Luce.
  • Cappella di San Cataldo: situata su un’altura, sotto il Castello Normanno – Svevo, quasi all’ingresso dell’abitato. È una piccola chiesa (forse la più antica del paese), eretta probabilmente nel XII secolo, in onore del Santo, la cui venerazione era molto diffusa all’epoca per l’opera di rievangelizzazione di queste regioni dopo la fine della dominazione saracena.
  • L’Arabata: si tratta del rione più antico di Pietrapertosa. Il suo nome deriva dagli arabi che qui hanno avuto il dominio sul territorio per circa cinquanta anni. Il rione è collocato nella parte più alta del paese ai piedi del castello, su pendici molto scoscese e di difficile accesso, precluso al traffico automobilistico. È costituito da piccole case contadine, appoggiate sulla roccia che affiora di continuo, in un labirinto di stradine tutte in salita e di scalette, con stalle e piccoli orti.
  • Orologio Solare o Meridiana di Pietrapertosa: costruita di recente, è collocata sulla facciata di un edificio scolastico in Piazza Plebiscito. Assume importanza perché sul quadrante è riportato, in forma stilizzata, uno scorcio del vecchio panorama di Pietrapertosa, dove dominava il caratteristico picco roccioso del “Becco della Civetta” (dalla forma di una roccia che sovrastava l’abitato e che riproduceva alla perfezione una civetta con il becco aperto). Una figura simbolica del paese, ormai abbattuta a seguito di un intervento di messa in sicurezza, all’inizio degli anni sessanta del secolo scorso.
Piatti e prodotti tipici di Pietrapertosa
  • Le beccacce ripiene;
  • La frittata di lampascioni;
  • La Rafanata: una specie di frittata a base di uova, rafano e formaggio;
  • La Pancia Ripiena;
  • I ravioli di ricotta con sugo di funghi cardoncelli;
  • La Pastorale o Cutturidd;
  • I maccheroni con mollica fritta e noci.

Rivivi qui l’intervista di Max e Max a Teresa Colucci, sindaca di Pietrapertosa.

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