Montefiore Conca, borgo romagnolo in provincia di Rimini

Oggi in saluti da Kiss Kiss, abbiamo parlato di Montefiore Conca, un affascinante borgno in Emilia Romagna. È intervenuto in diretta il sindaco, Filippo Sica.

Montefiore Conca è un piccolo comune romagnolo in provincia di Rimini. È situato sull’Appennino tosco-romagnolo, a pochi chilometri da San Marino e alla località costiera di Cattolica. Si trova a 385 chilometri sul livello del mare ed è popolato da poco più di 2200 cittadini.

Luoghi di interesse ed eventi a Montefiore Conca:

  • Rocca Malatestiana: castello simbolo del comune, secondo recenti studi, pare possa risalire all’XI secolo. Contiene il museo della ceramica.
  • Santuario di Cella Bonora: ospita un antico dipinto con la Madonna che allatta il figlio.
  • Porta Curina: di epoca medievale, costituiva la porta di accesso al borgo.
  • Rocca di Luna Festival: nel primo week-end del plenilunio di Luglio.
  • Festa del MangiarSano: in ottobre.
  • Sagra della Castagna: tutte le domeniche di ottobre.
  • Presepe Vivente: in dicembre.
Alcuni dei piatti e prodotti tipici di Montefiore Conca:
  • Piadina romagnola
  • Tigella
  • Tagliatelle al ragù di cinghiale
  • Castagne
  • Squacquerone
  • Salumi

Con Max e Max, abbiamo ascoltato in diretta su Radio Kiss Kiss le parole del sindaco di Montefiore Conca, Filippo Sica.

«Siamo a circa 20 chilometri da Riccione, all’interno della valle del Conca, un area con colline dolci simile alle terre toscane. Qui ci sono una serie di borghi tra cui Montefiore. Abbiamo un territorio vasto, quasi 22 chilometri quadrati, tanto lavoro, tanto bosco.»

«Siamo in terre malatestiane, dei primi del ‘300. E abbiamo l’imponente Rocca Malatestiana, antichissima. All’interno, ci sono salvati tantissimi segreti, tra cui la storia di Costanza e Ormanno, lei signora del castello che fu fatta assassinare barbaramente dallo zio per motivi di eredità. La Rocca ha anche il suo fantasma, sono anche stati condotti degli studi scientifici a proposito. Il fantasma è proprio quello di Costanza, con il suo amato Ormanno.»

«La Porta Curina è un’antica porta fortificata che aveva un ponte levatoio. Una volta entrati da lì, salendo sul borgo si arriva al Muro Grosso, il primo sbarramento del castello, poi lì si sale alla Rocca. È integra, ristrutturata di recente. Al suo interno sono stati trovati vari reperti, tanto che vi è allestito il museo della ceramica. Sono state allestite anche le stanze da letto e situazioni di vita quotidiana.»

«Ci sono una serie di sentieri che ci permettono di raggiungere aziende agricole e agriturismi dove assaporare i nostri piatti tipici. Il mio preferito sono le tagliatelle al ragù di cinghiale.»

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