Montecosaro, borgo marchigiano in provincia di Macerata

Oggi ci troviamo a Montecosaro, uno splendido comune delle Marche in provincia di Macerata. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.
Montecosaro
ph Erinaceus Wikipedia

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Montecosaro, caratteristico borgo delle Marche in provincia di Macerata. Il suo territorio è principalmente interessato dalla valle del fiume Chienti. Fa parte de “I Borghi più belli d’Italia“.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

Il toponimo dovrebbe derivare dal latino Mons Causarius (luogo delle cause), perché nel suo punto più alto (mons, monte), dove sorgeva il cassero, avevano anticamente sede il pretore e il tribunale di giustizia.

Cosa vedere e cosa fare a Montecosaro?

  • Basilica romanica di Santa Maria a Pie’ di Chienti: conosciuta anche come basilica della Santissima Annunziata, è uno dei capolavori dell’architettura romanica della regione. È stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. Di probabile origine longobarda, se ne ha notizia dal 936 e fu consacrata nel 1125. L’edificio possiede una forma architettonica molto originale in Italia. Ha uno squisito gioco di volumi della parte absidale esterna.
  • Chiesa di San Rocco: risalente al 1447, conserva magnifici affreschi attribuiti a Simone de Magistris (1576), pittore marchigiano allievo di Lorenzo Lotto. Da notare il borgo di Montecosaro raffigurato nell’affresco del catino absidale.
  • Porta San Lorenzo: è l’unica delle tre antiche porte ad essersi conservata e risale al 1200. Oggi fusa con palazzo Marinozzi.
  • Collegiata di San Lorenzo: venne costruita nel 1723 sui ruderi dell’antica pieve, di cui resta il campanile romanico del X secolo. L’interno, a navata unica, conserva opere recuperate dalla precedente pieve, come l’affresco trecentesco della Madonna del latte.
  • Complesso Agostiniano: è costituito dal compatto fronte di mattoni della chiesa di Sant’Agostino – che ha cancellato le sue origini duecentesche con la ristrutturazione del 1773 – e dal palazzo Comunale.
  • Teatro delle Logge: inaugurato nel 1809, presenta un impianto a ferro di cavallo privo di loggione, con platea e tre ordini di palchetti. Il loggiato sul fronte posteriore è del 1785. Oggi è dedicato ad Anita Cerquetti.
  • Parco del Cassero: area verde realizzato sui pochi ruderi di un’antica rocca fortificata.
  • Basilica romanica di Santa Maria a Pie’ di Chienti: conosciuta anche come basilica della Santissima Annunziata, è uno dei capolavori dell’architettura romanica della regione. È stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. Di probabile origine longobarda, se ne ha notizia dal 936 e fu consacrata nel 1125. L’edificio possiede una forma architettonica molto originale in Italia. Ha uno squisito gioco di volumi della parte absidale esterna.
  • Chiesa di San Rocco: risalente al 1447, conserva magnifici affreschi attribuiti a Simone de Magistris (1576), pittore marchigiano allievo di Lorenzo Lotto. Da notare il borgo di Montecosaro raffigurato nell’affresco del catino absidale.
  • Porta San Lorenzo: è l’unica delle tre antiche porte ad essersi conservata e risale al 1200. Oggi fusa con palazzo Marinozzi.
  • Collegiata di San Lorenzo: venne costruita nel 1723 sui ruderi dell’antica pieve, di cui resta il campanile romanico del X secolo. L’interno, a navata unica, conserva opere recuperate dalla precedente pieve, come l’affresco trecentesco della Madonna del latte.
  • Complesso Agostiniano: è costituito dal compatto fronte di mattoni della chiesa di Sant’Agostino – che ha cancellato le sue origini duecentesche con la ristrutturazione del 1773 – e dal palazzo Comunale.
  • Teatro delle Logge: inaugurato nel 1809, presenta un impianto a ferro di cavallo privo di loggione, con platea e tre ordini di palchetti. Il loggiato sul fronte posteriore è del 1785. Oggi è dedicato ad Anita Cerquetti.
  • Parco del Cassero: area verde realizzato sui pochi ruderi di un’antica rocca fortificata.
  • Museo Archeologico o Museo del fossile: situato nel Complesso Agostiniano Montecosaro, conserva reperti di epoca romana provenienti da una nave affondata nel vicino Mare Adriatico, oltre ad un’ampia raccolta di fossili.
  • Museo Cinema a pennello: situato nella sede di Palazzo Marinozzi, il museo presenta l’unica esposizione permanente a livello nazionale esclusivamente dedicata alla cartellonistica cinematografica.

Cosa mangiare a Montecosaro?

  • Vincisgrassi, tipica pasta al forno marchigiana
  • Passatelli in brodo
  • Pollo in potacchio, cotto in un sugo ristretto
  • Frascarelli, piatto di polenta fatto con farina bianca condita con sugo e prosciutto
  • Sfrappe

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • Ristorante Il San Lorenzo
  • Ristorante Due Cigni
  • Ristorante Arcadia

A Radio Kiss Kiss è intervenuta Lorella Cardinali, assessore al Comune di Montecosaro:

«Iniziamo la visita del borgo dalla parte pianeggiante per poi salire in alto fino al centro storico. La prima cosa da vedere è la Basilica dell’Annunziata. È una chiesa in stile romanico davvero molto bella, conservata benissimo. La parte alta del borgo si trova a circa 250 metri sopra il livello del mare. Il centro storico è un borgo medievale con le mura di cinta. Ci sono le porte per entrare. Del castello restano solo alcuni resti. Piazza Trieste è davvero favolosa, dove troviamo la Collegiata San Lorenzo, che è la chiesa parrocchiale del paese, e la chiesa di Sant’Agostino, che fa parte di un monastero e ha una parte che è la sede del Municipio: all’interno c’è un chiostro bellissimo da visitare. Sul fiume Chienti è possibile fare escursioni, a piedi o in bici, e ci sono laghetti accanto al fiume che regalano un paesaggio veramente riposante. Il Teatro delle Logge è bellissimo ed è stato dedicato ad Anita Cerquetti. Tra le specialità tipiche marchigiane ci sono i vincisgrassi e il pollo in potacchio. Un nostro piatto tipico, invece, sono i “frascarelli” che si fanno solitamente nelle case, con la farina bianca. Il piatto è una polenta fatta con questa farina bianca che deve formare dei grumi, che vengono conditi con il pomodoro fresco e il pezzo finale del prosciutto, che è quello più saporito.»

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