Cingoli, borgo marchigiano in provincia di Macerata

Oggi ci troviamo in provincia di Macerata, a Cingoli, uno splendido borgo nel marchigiano. Scopriamo insieme le sue peculiarità e tutte le sue attrazioni turistiche!

Oggi ci troviamo a Cingoli, uno splendido borgo in provincia di Macerata, parte del club dei “Borghi più belli d’Italia”. Sorge sulla sommità del Monte Circe – la maga incantatrice che tentò di sedurre Odisseo.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perchè si chiama così?

Il termine Cingulum deriva dal latino e significa “qualcosa che cinge”: ed in effetti sin dai primi secoli la città si presentava come una realtà costruita su un monte per cingerlo. Cingoli, quindi, sarebbe una città edificata sul ripiano di un monte.

Cosa visitare? I monumenti storici.

  1. La Collegiata di Sant’Esuperanzio: l’edificio religioso più importante della città. Sorge in via Sant’Esuperanzio e rappresenta un notevole esempio dell’architettura gotica della regione conservando notevoli affreschi di Scuola umbro-marchigiana del XV e XVI secolo.
  2. La Biblioteca comunale Ascariana: il suo nome deriva dal cognome del monaco silvestrino Ascari al quale si deve la donazione che ne costituisce l’origine. Questa raccolta libraria – circa 3.000 volumi – è il più importante fondo antico dell’attuale Biblioteca comunale.
  3. La Fontana del Maltempo: detta così perché quando era alimentata soltanto da un’esile vena, l’acqua non scaturiva se non dopo abbondanti acquazzoni. Inoltre si racconta che “Chi beve alla fontana del Maltempo torna a Cingoli ogni tanto tempo” come se le acque stesse avessero dei poteri magici da far scaturire negli uomini che le bevono una struggente nostalgia, tale da farli ritornare a Cingoli.
  4. Il Palazzo del Comune: palazzo del ‘200 che venne ristrutturato nel 1482 dal Mastro Antonio da Milano che aggiunse il quadrante in pietra bianca all’orologio della torre.

Cosa fare? Le attività turistiche.

  1. Il Museo Internazionale del Sidecar: l’unico museo in Italia dedicato interamente ai sidecar ed ospita più di 100 esemplari suddivisi per periodo storico: fra questi sidecar risalenti alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale ma anche quello più lungo del mondo o il più piccolo.
  2. Il Cingoliavventura: il famoso parco avventura del Lago di Cingoli, sito a valle della diga di Castreccioni, vicino alla splendida “Oasi Faunistica Provinciale” dell’omonimo lago. Immersi nella natura, si può sfidare il vuoto in assoluta sicurezza con percorsi suddivisi per ogni età.
  3. Il Fiume Incantato Di San Vittore: ideale per i più piccini, è un sentiero immerso completamente nella natura, suddiviso in tre percorsi: il Percorso fiabesco, il Bosco del Bambù e il Percorso della natura. L’ingresso è libero e gratuito, inoltre vi è anche un’ampia zona per poter sostare i camper.
  4. Il Vai Vai E-Scooter: per poter noleggiare scooter elettrici ed ecologici per viaggiare senza alcun problema per le dolci colline marchigiane.
Il Cingoliavventura

Cosa mangiare? I piatti tipici.

  1. Il baccalà con salsa verde: una ricetta molto semplice ma anche molto golosa, basterà solo bollire il sedano, le carote, la cipolla ed il baccalà con le patate, dopo 15′ di ebollizione togliere il baccalà e terminare la cottura delle patate. Impattare, condire con l’olio ed il gioco è fatto.
  2. Il cuscus di pesce: di derivazione nord-africana, è molto usato anche nel Mediterraneo e varia, a seconda del luogo in cui viene preparato.
  3. Le foglie di salvia fritte: una croccante golosità molto apprezzata. Servono, infatti, solo delle belle foglie sane e profumate di salvia da intingere in una pastella fatta con farina, birra, albume e olio.
  4. L’omelette ai tartufi: la frittata più famosa del marchigiano, una delle chicche da non perdere!
  5. La salsa ai tomini: ottima sugli asparagi lessi, spalmata sul pancarré, con le verdure lesse in genere.
  6. Il vincisgrassi: un piatto tipico marchigiano e umbro, variante regionale delle lasagne al forno, tradizionalmente condito con ragù, besciamella e rigaglie di pollo.

Il dolce tipico natalizio: il Cavalluccio di Cingoli
I cavallucci di Cingoli sono un dolce di origine contadina. Appartengono al genere delle paste farcite la cui origine risale all’Alto Medioevo. Si ritiene infatti che il cavalluccio di Cingoli fosse un prodotto diffuso particolarmente nelle fasce meno “nobili” della popolazione, dato che per prepararlo venivano utilizzati ingredienti poveri e di facile reperibilità. Ingredienti essenziali sono le noci, le nocciole e le mandorle insieme alla cannella e i frutti canditi per comporre il ripieno.

I cavallucci di Cingoli

La classifica dei tre ristoranti da provare assolutamente, secondo TripAdvisor!

  1. Il Ristorante “IL BOCCALE D’ORO
  2. Il Ristorante “Lo Smeraldo
  3. L’agriturismo “Gli Ulivi

Quello che non sai: le curiosità.

  1. E’ soprannominato “il balcone delle marche” perché domina tutta la vallata del Musone e dalla sua altura si può godere di un fantastico paesaggio.
  2. Il giorno di Ferragosto in collaborazione con San Severino Blues Festival, la città organizza in Piazza Vittorio Emanuele un fantastico concerto con artisti fama internazionale.
  3. E’ parte del club dei “Borghi più belli d’Italia”.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss è intervenuto il sindaco di Cingoli, Michele Vittori:

«A Cingoli la natura e l’uomo hanno fatto un vero capolavoro. Cingoli è un borgo immerso nel verde circondato da importanti viali alberati. Per una visita inizierei dalla piazza principale, dove si trovano il Palazzo Comunale e il Duomo. All’interno del Palazzo Comunale, c’è da visitare la sala degli Stemmi, dove sono raffigurati tutti gli stemmi delle famiglie nobiliari di Cingoli. Il centro storico è ricco di bellezze architettoniche. Assolutamente da vedere l’opera “Madonna del Rosario” di Lorenzo Lotto, uno degli ultimi capolavori del pittore veneziano. Particolarità di Cingoli è la torre con l’orologio, perché ha non solo un orologio, ma anche un faro. Sotto l’aspetto naturalistico, sono presenti anche due aree protette: la Macchia di Montenero e la Macchia delle Tassinete, due siti di interesse comunitario e li si può scoprire a piedi o in bicicletta. Cingoli, inoltre, è stato riconosciuto, nel 1928, con l’appellativo di “balcone delle Marche” con apposito decreto. Si può ammirare un panorama mozzafiato su tutte le Marche e, nelle giornate più serene, si possono scorgere addirittura le terre al di là dell’Adriatico. Il dolce tipico natalizio sono i “Cavallucci”.»

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