Carpaneto Piacentino, comune emiliano in provincia di Piacenza

Questa mattina, nella nostra rubrica saluti da Kiss Kiss, abbiamo parlato di Carpaneto Piacentino, comune emiliano in provincia di Piacenza, guidati dalle parole del sindaco Andrea Arfani.

L’ipotesi tradizionalmente considerata come più verosimile riguardo all’origine del toponimo Carpaneto enuncia che esso derivi dalla presenza sul territorio del carpino, un albero che presenta diverse similitudini con la betulla e che sarebbe stato molto diffuso nella zona di Carpaneto. Al toponimo Carpaneto venne, poi, aggiunto l’aggettivo Piacentino nel 1929, mentre nel 1931 venne approvato il nuovo stemma comunale in cui è presenta una pianta di carpino; peraltro, anche nello stemma precedente era presente la pianta, nonché il castello e un lago popolato da carpe, che, secondo l’etimologia popolare potrebbero rappresentare un’altra possibilità riguardo all’origine del nome.

Un’ulteriore ipotesi farebbe discendere l’etimo dal latino carbonetum significante deposito di carbone; questa ipotesi trae le sue origini dal fatto che Carpaneto sia stato storicamente una piazza di scambio di cereali e carbone, estratto nella zona dei monti MenegosaLama e Pelpi che veniva, poi, trasportato per mezzo di muli fino a Carpaneto percorrendo la strada della val Chero, che veniva denominata per questo strada del carbone. Secondo altre fonti, il termine carbonetum non deriverebbe dal commercio del carbone, ma dal nome del fondatore del paese, un certo M. Carbo, vissuto prima della nascita di Cristo.

Luoghi di interesse ed attività a Carpaneto Piacentino
  • Chiesa dei Santi Fermo e Rustico: già citata in alcune pergamene databili intorno all’anno Mille, conserva al suo interno affreschi cinquecenteschi. All’inizio del Novecento è stato costruito il campanile, mentre nel 1950 l’edificio è stato allungato di un’arcata, con il conseguente rifacimento della facciata in modo da essere allineato con la nuova torre campanaria.
  • Mistadelli: la religiosità popolare e rurale ha portato alla costruzione di cappelle votive principalmente poste lungo gli assi viari della val d’Arda e delle valli limitrofe. Tali monumenti, pur non presentando pregi artistici particolari, sono comunque indicativi della concezione religiosa del mondo agricolo basato principalmente su un rapporto di do ut des.
  • Castello di Carpaneto: risalente al XII/XIII secolo, venne raso al suolo nel 1321 da truppe al soldo dei Visconti. Nei secoli successivi fu distrutto e ricostruito a più riprese fino a arrivare all’abbattimento di una parte consistente della parte più antica dell’edificio, nel 1930. La superstite parte quattrocentesca del complesso, con il loggiato che presenta colonne in granito e capitelli di arenaria, ospita la sede del comune. All’interno del castello si trovano le sole aeropitture murali opera del pittore futuristaBOT – Barbieri Osvaldo Terribile, realizzate nel 1934 per la volontà del podestà locale Carlo Nazzani e poste nel salone a lui dedicato al piano superiore dell’edificio. Altre opere furono dipinte nel 1937 lungo loscalone d’accesso. Di queste ultime, due pannelli di 5×4 m, realizzati sul tema dell’impero e delle forze armate, vennero coperti nell’immediato dopoguerra. Alcune opere furono riscoperte nel 2008 a seguito dei lavori di restauro a cui fu sottoposto il salone.
  • Castello di Rezzano: intorno all’anno mille l’edificio era di proprietà del vescovo di Piacenza, venne, poi, donato al monastero di San Savino. Fu distrutto una prima volta nel 1246 da Enzo di Svevia e, poi, nuovamente nel 1314 da parte di Galeazzo I Visconti. Nel 1636 vi si combatté una battaglia tra le forze locali guidate da Alfonso Pallastrelli e Cristoforo Confalonieri e l’esercito spagnolo in lotta contro Odoardo I Farnese. L’edificio è stato, infine, adattato alla funzione residenziale con il ribassamento, avvenuto nel XIX secolo della torre quadrata.
  • Torre Confalonieri: situata non lontano dalla frazione di Celleri, sulle rive del torrente Vezzeno, era originariamente nota come Castello vecchio di Celleri. Divenuta di proprietà della famiglia Confalonieri, secondo alcune fonti ospitò nel 1290 la nascita di san Corrado Confalonieri. Nel XIX secolo venne rimaneggiata con la trasformazione a dimora residenziale e la costruzione di un ampio edificio adiacente alla torre vera e propria.
Piatti e prodotti tipici di Carpaneto Piacentino

Oltre alla tradizionale coppa piacentina DOP, la cucina piacentina rappresenta una parte importante delle tradizioni locali. Diversi sono i piatti tipici della cucina.

  • La  Burtleina è molto diffusa in tutto il piacentino ed in particolare si può gustare nelle feste paesane. E’ ottima se servita ancora calda, ma se preparata con abilità rimane friabile anche quando si è raffreddata. Si può gustare accompagnata da salumi piacentini DOP (coppa, salame, pancetta) e a formaggi morbidi.
  • Pisarei e fasò altro non sono che appetitosi gnocchetti con sugo di fagioli, fatti con la ricetta originale, quella delle nonne, baluardo di una cucina contadina povera, ma ricca di sapore, di genuinità e cultura. Una volta, per realizzare questa ricetta, la farina veniva tagliata con il pane raffermo, il tutto chiaramente per non sprecare la farina, considerata come l’oro della dispensa.
  • Gli anolini piacentini (anvei) sono un piatto un po’ laborioso; confezionarli richiede vari passaggi e diverse ore in piedi, ed è per questo che ancora oggi nelle famiglia la giornata dedicata alla preparazione è da considerarsi piena. Vengono convocate più persone – in genere donne – con una divisione dei ruoli piuttosto rigida: chi è addetto a tirare la pasta, chi a riempire, chi a chiudere e tagliare e chi a sistemare i piccoli anolini in bell’ordine.
  • Per concludere come dessert la cucina piacentina offre il Bùslan (ciambella). E’ un tipico dolce piacentino di fine pasto da accompagnarsi con un buon vino bianco. Un tempo per dare forma al dolce si usavano i coperchi delle pentole di rame o alluminio, al centro dei quali si poneva uno scodellino rovesciato.

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