Calendasco, comune emiliano in provincia di Piacenza

Questa mattina, nella nostra rubrica saluti da Kiss Kiss, abbiamo parlato di Calendasco, comune dell’Emilia Romagna in provincia di Piacenza, guidati dalle parole del sindaco Francesco Zangrandi.

Secondo lo storico piacentino Pier Maria Campi il toponimo Calendasco deriverebbe dal nome del presunto fondatore del borgo in epoca romana, un certo Calendius, da cui sarebbe derivato in seguito il nome del paese, che in epoca longobarda era scritto con la k iniziale (Kalendasco). Altri studi, invece, identificano il toponimo come di origine celtica, con l’originario significato di luogo vicino a una foresta. La desinenza in -asco è tipica dell’ambito ligure antico, anche se compatibile con una successiva presenza celtica (spesso indicata da un -atefinale).

Luoghi di interesse ed attività a Calendasco
  • Hospitale e Romitorio di San Corrado: antico ricovero destinato all’ospitalità dei pellegrini transitanti lungo la via Francigena costruito sulle basi di un preesistente xenodochio di epoca longobarda di cui si conservano alcuni resti posti in una cripta al di sotto del piano terra dell’edificio.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: la prima chiesa di Calendasco viene citata in età longobarda con il nome di Santa Maria in monticello, a causa della sua edificazione su una piccola altura che contribuiva a proteggere l’edificio in caso di inondazioni del vicino fiume Po. Di questo edificio originario, situato nello stesso luogo in cui sorge la chiesa di Santa Maria, non rimangono resti.
  • Villa Dal VermePalazzo costruito in stile neoclassico, subì importanti lavori durante i primi anni del XIX secolo ad opera del conte Pietro Dal Verme, il quale, dopo aver passato buona parte della sua vita in viaggi e missioni all’estero. Il palazzo conserva al suo interno delle carte da parati raffiguranti scene provenienti dalla mitologia e afferenti al mondo della caccia.
  • Castello di Calendasco: complesso fortificato posizionato di fianco alla chiesa parrocchiale, il primo nucleo dell’edificio, il recetto, risale all’epoca dell’anno Mille e fu costruito per volontà del vescovo-conte di Piacenza. Il castello vero e proprio sorse, invece, circa un secolo dopo ed è citato per la prima volta in un documento del 1187. In seguito fu distrutto nel 1346 nell’ambito delle guerre combattute tra guelfi e ghibellini, per poi venire ricostruito negli anni immediatamente successivi.
Piatti e prodotti tipici a Calendasco

Oltre ai tortelli di Piacenza, questa splendida città emiliana offre molte altre specialità da assaggiare durante una gita fuori porta. I pisarei e fasö sono piccoli gnocchetti di farina e pane grattugiato serviti con un sugo di fagioli: sono considerati uno dei primi piatti più apprezzati di sempre.

Rivivi l’intervista a Max & Max al sindaco di Calendasco, Francesco Zangrandi

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