Bosa, borgo sardo in provincia di Oristano

Oggi ci troviamo a Bosa, uno splendido comune della Sardegna in provincia di Oristano. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Bosa, caratteristico borgo della Sardegna in provincia di Oristano. Fa parte dell’Unione di comuni della Planargia e del Montiferru Occidentale.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

Il toponimo avrebbe origine preindoeuropea. L’appellativo bosa indicherebbe un contenitore a forma di catino, immagine che richiamerebbe la morfologia del territorio su cui sorge la città, racchiusa in una vallata circondata da colline. Altri, invece, ritengono che il toponimo derivi dal paleosardo osa, con b prostetica, termine che significherebbe “foce”.

Cosa vedere e cosa fare a Bosa?

  • Chiesa di San Pietro: risalente all’XI secolo, fu cattedrale della diocesi ed è una delle più antiche chiese romaniche della Sardegna. La località venne abbandonata in seguito alla fondazione del vicino villaggio medievale (l’attuale Bosa), sorto sotto il castello di Serravalle.
  • Concattedrale dell’Immacolata Concezione: l’edificio è stato ricostruito su una chiesa antecedente del XII secolo. L’aspetto attuale risale al rimaneggiamento operato a partire dal 1803.
  • Chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos: venne edificata nel XIV secolo quale cappella palatina del castello di Serravalle. L’interno è costituito da un unico ambiente, più volte rimaneggiato. Durante i restauri del 1974 vennero alla luce alcuni affreschi nelle pareti laterali e nella controfacciata, databili tra il XIV e il XV secolo.
  • Castello di Serravalle: situato nella parte alta del borgo, è conosciuto anche come Castello dei Malaspina. Fu edificato in varie fasi, per volere dei Malaspina, a partire dalla seconda metà del XIII secolo. Nella piazza d’armi del castello, all’interno della cinta muraria, lunga 300 m e presidiata da sette torri, si trova la chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos.
  • Ponte Vecchio: venne edificato nel 1871, in trachite rossa e a tre arcate, su disegno dell’ingegnere del genio civile Carlo Pizzagalli. Ha sostituito quello precedente – in legno e a sette archi – crollato all’inizio del XIX secolo.
  • Spiagge: a Bosa sono presenti spiagge bellissime con mare cristallino. Tra queste ci sono Bosa Marina, S’abba Druque (L’acqua Dolce), Capo Marrargiu, Cumpoltittu.
  • Attività all’aria aperta: oltre allo snorkeling, nell’entroterra è possibile effettuare sentieri di trekking e birdwatching. Inoltre, è possibile anche effettuare la navigazione lungo il fiume Temo.

Cosa mangiare a Bosa?

  • S’azzada, zuppa di aragosta
  • Linguine all’aragosta
  • Piatti a base di pesce e molluschi
  • Tonno alla bosana
  • Cordula, frattaglie di agnello con piselli
  • Salumi e formaggi sardi
  • Olio evo locale
  • Malvasia, a marchio DOC

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • Ristorante Sa Nassa
  • Locanda di Corte
  • Trattoria Tipica Sarda

A Radio Kiss Kiss è intervenuto Piero Franco Casula, sindaco di Bosa:

«Iniziamo la visita dal fiume Temo, l’unico fiume navigabile della Sardegna, al cui interno c’è anche il porto fluviale. Il fiume sta diventando anche una risorsa economica, perché lo si può visitare con un battello per risalire il fiume attraverso le campagne, fino alle sorgenti. Si può fare il percorso anche in kayak. Al Ponte Vecchio troviamo subito la Cattedrale che fa quasi da guardia alle migliaia di case colorate, che sono arroccate intorno al Castello dei Malaspina. Il mare dista circa 1,5 km, quindi il borgo e la Marina sono un’unica realtà. Il nostro territorio ha visto la ripopolazione dei grifoni e oggi ce ne sono anche troppi. Inoltre, in questi giorni saranno liberati anche degli esemplari di aquila del Bonelli. Tra le specialità tipiche ci sono le malvasie, i taglieri con prodotti sardi, l’aragosta e anche le pizze. Tra i prodotti tipici anche i carciofi bosani e l’olio evo.»

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