Bisaccia, borgo campano in provincia di Avellino

Oggi ci troviamo in provincia di Avellino, a Bisaccia, uno splendido comune della Campania. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Bisaccia, caratteristico comune della Campania in provincia di Avellino. Si trova vicino alla Puglia e alla Basilicata ed è a metà strada tra Napoli e Bari. Ha origini medievali, sebbene scavi archeologici abbiano rivelato che il luogo era già abitato nell’VIII-X secolo a.C.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

Secondo alcuni studiosi, il toponimo deriverebbe dal latino bis facta (cioè “fatta due volte”), secondo altri da vis (“forza”) e acies (“schiera”), secondo altri ancora da castrum Byzacii.

Cosa vedere a Bisaccia?

  • Cattedrale di Bisaccia: venne costruita dai Normanni, ma venne rasa al suolo da vari terremoti. La chiesa odierna fu terminata nel 1747 utilizzando parte dei materiali dell’edificio precedente. Sulla facciata, in stile gotico, vi è un portale del 1515 caratterizzato da bassorilievi e uno spesso cornicione.
  • Cappella di Santa Maria del Carmine: era una proprietà privata del nobile Carmine Bucci e risale al 1667. Solo nel 1827 venne aperta al pubblico. Sul portale in pietra è rappresentata la Madonna del Carmine.
  • Chiesa di Sant’Antonio da Padova: è dedicata al Patrono del paese. Presenta due navate di cui la navata destra, crollata a seguito di un terremoto, non è più stata ricostruita.
  • Castello ducale di Bisaccia: si trova a pochi passi dalla Cattedrale. Venne costruito intorno alla seconda metà dell’VIII secolo dai Longobardi, ma venne distrutto nel 1198. Venne poi ricostruito nel XIII secolo da Federico II di Svevia. Nel XVI secolo venne trasformato in residenza signorile e ospitò anche Torquato Tasso. Dal 1977 il castello appartiene al comune.
  • Museo civico archeologico: si trova nel Castello Ducale e al suo interno conserva numerosi reperti di civiltà passate, oltre a reperti funerari rinvenuti nel cimitero vecchio. Di particolare rilevanza, la presenza della tomba della principessa di Bisaccia.

Cosa fare a Bisaccia?

  • Attività all’aperto: a Bisaccia, che è circondata da tanto verde, c’è la possibilità di fare tante attività in mezzo alla natura, passeggiate a piedi o in mountain bike.
  • Festa di Sant’Antonio: festa del Patrono che si tiene il 13 giugno, in cui si tengono anche numerosi concerti. Nel giorno precedente la banda del paese passa per le stradine, addobbate con luminarie.

Cosa mangiare a Bisaccia?

  • I treidde, cavatelli bisaccesi fatti in casa
  • Gli strufoli (strufele), tipico dolce natalizio
  • La squarcella (squarcedda), tipico dolce pasquale

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • Locanda Il Grillo d’Oro
  • Ristorante Zi Nicolina
  • Trattoria Solazzo

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto Donato Cela, Presidente Associazioni di Bisaccia:

«Siamo in provincia di Avellino, ma vicino alla Puglia e alla Basilicata. E siamo equidistanti da Napoli e da Bari. Bisaccia, inoltre, un borgo adagiato su una collina chiamato geologicamente “Zatterone”. Iniziamo la visita dalla piazza dove c’è la cattedrale e nei pressi del castello. La cattedrale è stata rifatta più volte perché distrutta più volte dai terremoti. Il Castello Ducale è uno dei più belli della provincia, di origine longobarda e rifatto da Federico II. Ha un loggione fantastico da cui si può ammirare un panorama fantastico. Il Museo Civico Archeologico conserva i reperti degli antichi insediamenti dei romani e civiltà antiche. Il giro potrebbe continuare alla Chiesa del Carmine, che era una cappella privata della famiglia Bucci. Anche dal convento si può ammirare un bellissimo panorama, dove si trova una terrazza sulla Puglia. La Chiesa dei Morti, invece, si chiama così perché lì si svolgevano le funzioni per i defunti, ma attualmente è chiusa. Tanti palazzi storici fanno parte della nostra storia. Sotto l’aspetto naturalistico, qui si possono fare tantissime passeggiate nei dintorni. La nostra cucina viene da una tradizione povera. Tra i dolci tipici c’è la “squarcella”, che si fa in particolare a Pasqua.»

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