Aieta, borgo calabro in provincia di Cosenza

Oggi ci troviamo in provincia di Cosenza, ad Aieta , un caratteristico borgo calabro. Scopriamo insieme le sue peculiarità e tutte le sue attrazioni turistiche!

Oggi ci troviamo nella provincia di Cosenza, nell’Alto Tirreno Cosentino, uno dei “Borghi più belli d’Italia”: Aieta.

Ospita chiese e palazzi di rilevante interesse storico tanto da rientrare nel prestigioso club dei “Borghi più belli d’Italia”.

Aieta, Cosenza – ph Serena Gallini

Un borgo dove il tempo si è fermato e dove pace e tranquillità regnano sovrane. Passeggiando tra le piccole vie non passano di certo inosservati il bianco delle facciate e il rosso dei tetti degli edifici. 

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perchè si chiama così?

Il toponimo di origine greca deriva probabilmente da aetòs, «aquila», per la posizione del borgo alle pendici dei monti o alla presenza nella regione di numerose aquile; l’aquila è anche raffigurata nello stemma del paese.

Tra mare e montagna, questo borgo dell’Alto Tirreno cosentino sorprende per il tocco rinascimentale che in terra di Calabria è raro.

Cosa visitare?

Aieta offre numerose chiese e piccole cappelle e non solo.

  1. La Chiesa Madre di Santa Maria della Visitazione fu edificata su un edificio di età normanna nel XVI secolo, il portale d’ingresso è in pietra mentre all’interno sono presenti vari affreschi e dipinti su tavola; di rara fattura invece il Crocefisso in legno artigianale e l’icona della Vergine. 
  2. Il Palazzo Rinascimentale, dichiarato monumento nazionale nel 1913, fu eretto dai Martirano nel XVI secolo e si sviluppa su tre piani. Al suo interno, nel 2012, è stato inaugurato il MU.VI.D’A. (Museo Virtuale D’Aieta) in cui, attraverso una grafica 3D, è possibile riscoprire il Palazzo Rinascimentale nel suo momento di massimo splendore.
  3. resti del convento dei Padri Minori Osservanti di San Francesco d’Assisi (1520) che si riassumono nella chiesa di San Francesco, l’unioca cosa che resta di tutto il complesso.
  4. La Cappella di San Vito Martire si trova a circa un chilometro dal centro storico di Aieta, lungo la strada provinciale. Fu eretta nel XVII secolo; all’interno custodisce una statua lignea raffigurante il giovane San Vitosanto patrono e protettore di Aieta, dal 1712.
  5. Il Buco di Calimaro è un antro naturale situato sul monte Calimaro. Su quest’inghiottitoio da sempre aleggiano aliti di mistero e leggende popolari. La cavità d’ingresso è molto piccola, ma all’interno sembra non avere mai fine: le pietre scaraventate nell’inghiottitoio rotolano senza mai raggiungere una metà e il rumore si perde in un suono sordo.
  6. Il Palazzo Spinelli è il principale monumento di Aieta. Fu eretto, nel XVI secolo, dai marchesi Cosentino: signori di Aieta dal 1577. La struttura fu ceduta, nel 1767, agli Spinelli di Scalea. Nel 1913, fu dichiarato Monumento Nazionale; dal 1980 è di proprietà del Comune di Aieta.

Cosa fare? Le attività turistiche.

Chi ama camminare può tentare di in vedere il giglio rosso ripercorrendo quelli che sa secoli sono i passaggi di pastori, contadini, legnaioli e carbonai, che portano a boschi di cerri e faggi.

Si può praticare trekking per raggiungere i paesi di Papasidero, Laino Borgo e Laino castello, e con uno più impegno per i più allenati, la cima del monte Ciagola

Le montagne aietane sono incantevoli in particolare il Massiccio del Monte Ciagola, da sempre meta di escursionisti e appassionati della montagna, ma anche il Curatolo e il Calimaro

Un weekend ad Aieta è anche l’occasione giusta per godere delle attività all’aperto che è possibile praticare nel contesto naturalistico del Parco Nazionale del Pollino.

Cosa mangiare? I piatti tipici.

  1. Alici di trebisacce: In un vaso di creta comporre uno strato di sale fino, uno di peperoncino rosso piccante, uno di acciughe fino a porre il disco di legno e, per peso, il sasso circolare. Dopo la stagionatura, versate un dito d’olio d’oliva e tenete in luogo freddo
  2. Salmorigano: E’ una salsa ottima per umettare i pesci da cuocere al forno e per condirli sul piatto da portata
  3. I fasuli poverelli di Aita: I lagani sono fettuccine larghe e spesse accompagnati da ceci o fagioli 
  4. Cossa ‘mbittunata: la coscia di castrato o agnello con aglio, peperoncino, prezzemolo, vino bianco e rosmarino
  5. Prisuttu di puorcu: prosciutto di maiale, che ad Aieta presenta la caratteristica di un gusto un po’ salato. Per questo tipo di salume si prepara anche una sagra tipica agostana.

Il dolce tipico natalizio: Aetòs

Quest’anno il dolce tipico natalizio per il comune di Aieta è Aetòs.

Il dolce è stato presentato presso il Palazzo Rinascimentale di Aieta nel 2019, una sala gremita ha accolto il maestro pasticcere originario di Brescia, Iginio Massari, che da qualche anno si rifugia in questo piccolo angolo di Calabria. 

Il dolce preparato dal famoso pasticcere è un pandolce con gli ingredienti del territorio, miele di Aieta e cedro locale, le uova e le farine locali e tutti i prodotti della tradizione e della terra.

Massari definisce il dolce: Un antidepressivo naturale che, se mangiato in modiche quantità, può solo fare bene

La classifica dei tre ristoranti da provare assolutamente

1. Il Ristorante La Baita

2. Il Ristorante Le Due Lanterne

3. Il Ristorante Trattoria da Maria

Quello che non sai: le curiosità

  1. E’ parte del club dei “Borghi più belli d’Italia”
  2. Grazie a Giacomo Cosentino, nato a Lagonegro nel 1888 e deceduto ad Ajeta nel 1967, giunsero in Italia le macchine per la lavorazione della lana, alcune di esse, avevano un funzionamento manuale, mentre altre funzionavano mediante delle pulegge, che a loro volta venivano fatte girare con dei motori, prima a vapore e successivamente elettrici.
  3. Ad Aieta si trova “Vico dei Baci”, uno dei vicoli più stretti d’Italia, largo appena 52 cm.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss è intervenuto il sindaco di Aieta, Pasquale De Franco:

«Aieta è uno dei Borghi più belli d’Italia e c’è tanto da vedere. Si trova a 550 metri sopra il livello del mare e qui vicino, a 10 chilometri, c’è Praia a Mare, in passato chiamata Praia di Aieta. Il borgo si trova nel Parco del Pollino. Il Palazzo Rinascimentale Martirano-Spinelli è una delle poche opere rinascimentali del Meridione di grandissimo valore ed è Monumento nazionale. Sotto l’aspetto naturalistico c’è la Valle dei Mulini e c’è anche una serie di sentieri, tra cui alcuni montani che saranno aperti a breve. Ad Aieta c’è anche una bellissima pineta dedicata ai picnic e dove è presente anche un’area per la sosta camper. Tra le eccellenze di Aieta c’è il vino. Il dolce tipico, invece, è stato creato dal pasticciere Iginio Massari, a cui abbiamo conferito la cittadinanza onoraria. Si tratta del dolce Aetòs.»

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