Che correlazione c’è tra peso e intolleranze alimentari?

Allergie e intolleranze alimentari? Qual è la differenza? E quanto influiscono sul peso? Tutti i chiarimenti.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di intolleranze alimentari e peso con la nutrizionista Adriana Carotenuto.

Buongiorno dottoressa bentornata! “Non riesco a dimagrire, avrò qualche intolleranza?” Quante volte se l’è sentito dire?

«Buongiorno a tutti voi! Avrò sentito questa frase decine di volte, ma le intolleranze non fanno ingrassare. Chiariamo qualcosa. Tutti i test per cui si spendono tanti soldi. come l’alcat-test, l’analisi del capello, fanno parte solo di un circuito commerciale che fa leva sul concetto diffusissimo che se scopro che sono intollerante a qualcosa risolvo tutti i miei problemi di peso. la cosa peggiore di questo circo delle intolleranze è che vengono fuori diete di esclusione che non sono assolutamente necessarie. Le uniche intolleranze accettate dalle società scientifiche sono solo i test anticorpali genetici per la celiachia, che è una malattia, e l’intolleranza al lattosio, che è diagnosticabile solo col breath test. Non esistono intolleranze approvate dalle società scientifiche che riguardano il pomodoro o le melanzane.»

Questa è una cosa davvero interessante, spesso l’intolleranza è il paravento per tutti i nostri problemi, no?

«Assolutamente sì.»

Che differenza c’è, invece, tra allergia e intolleranza?

«I termini allergia e intolleranza indicano una reazione indesiderata quando il nostro organismo viene a contatto con una determinata sostanza. Ma l’allergia alimentare attiva il sistema immunitario, la cui produzione comporta gli anticorpi gE, che determinano il rilascio di stamina. Perciò si manifesta con prurito, gonfiore alle mucose orali, con cose molto pericolose. Mentre in caso di intolleranza alimentare, a essere importanti sono le manifestazioni gastrointestinali: diarrea, nausea, dolori addominali. Tipico, appunto, dell’intolleranza al lattosio.»

L’intolleranza si presenta subito, anche se non dovessi sapere di averla? Ad esempio, mangio qualcosa e mi vengono queste disfunzioni.

«Diciamo che l’intolleranza alimentare può verificarsi, ad esempio, con una difficoltà nella digestione, dolori addominali, diarrea, nausea, debolezza. Ovviamente, l’intolleranza alimentare, come quella al lattosio, è ovvio che faccia dimagrire, perché la soluzione è quella di eliminare il lattosio e gli alimenti che lo contengono. Anche cibi in cui il latte è utilizzato nella preparazione, come biscotti, dolci, salumi. Mi sembra chiaro che la persona dimagrisce.»

Beh non può mangiare 800 prodotti su 900.

«Ma anche chi non è intollerante al lattosio dimagrisce se non mangia questi prodotti. Ovviamente se sei intollerante al pomodoro o alla melanzana, il che non è possibile, non dimagrirai mai.»

Questi esami che ha citato dove possono essere fatti? Anche in farmacia? Sono esami facili?

«Questi esami vengono fatti nei laboratori diagnostici. Quindi nei laboratori di analisi oppure negli ospedali, nelle ASL di riferimento. Soprattutto il breath test, che è più lungo, ci vuole qualche ora.»

Lanciamo un appello riguardo i DCA, i disturbi alimentari, per cui, anche se a volte non ci sono disfunzioni, bisogna rivolgersi ai professionisti.

«Assolutamente. La cosa importantissima dei DCA è che, al primo campanello d’allarme, c’è bisogno di rivolgersi a un esperto, quindi al proprio nutrizionista di riferimento, o dei centri dove si possono occupare di queste patologie, a Napoli ne abbiamo tanti.»

Grazie dottoressa!

«Grazie a voi e Kiss Kiss a tutti!»

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