“La Divina Commedia” di Tedua arriva il 2 Giugno

Il rapper della scuola genovese Tedua svela la data d'uscita del nuovo progetto discografico "La Divina Commedia", il 2 Giugno.

Oltre 1 milione di follower su instagram – precedentemente noto come Incubo o Duate – Tedua, uno dei componenti del Wild Bandana, collettivo musicale genovese di cui fanno parte anche Izi, Vaz Tè, Guesan e Ill Rave ha svelato la data d’uscita del nuovo album: “La Divina Commedia”, il 2 giugno.

“I biglietti 🎫 per le nuove date sono disponibili DA SUBITO su livenation.it e su tutti i siti di rivendita ufficiali.

PS: Bologna sta per finire, la seconda data di MILANO è durata meno di 24h. Veloci per la terza perché ho già venduto più di 4000🎫 e non avevo ancora comunicato♥️.

28.10 P.d.t. JESOLO (Data Zero)
04.11 Nelson Mandela Forum FIRENZE
04.12 Mediolanum Forum MILANO
08.12 Unipol Arena BOLOGNA
10.12 Palapartenope NAPOLI
12.12 Pala Alpitour TORINO”

Dopo oltre tre anni l’artista genovese ha annunciato l’arrivo del suo nuovo progetto discografico “La Divina Commedia”, la cui copertina, rappresentazione del Purgatorio, è scattata da David Lachapelle, uno dei nomi più importanti della fotografia contemporanea. Scoperto da Andy Warhol, Lachapelle è uno dei fotografi che più ha segnato l’immaginario pop attuale, avendo realizzato scatti iconici per artisti del calibro di Madonna, Tupac Shakur, Lana Del Rey, Eminem, Lady Gaga, Nicki Minaj, Kanye West, Rihanna, Travis Scott e attori come Leonardo di Caprio, Uma Thurman, Elizabeth Taylor, River Phoenix e molti altri.

Cover de “La Divina Commedia”, il nuovo album di Tedua

Si tratta del terzo album per Mario Molinari, questo il vero nome dell’artista, un viaggio immaginario tra le terre dantesche, dalle voragini dell’Inferno fino all’ascesa al Paradiso. E non solo David Lachapelle nel nuovo progetto artistico, anche una collaborazione con Lazza, il cantante della hit sanremese Cenere che ha accolto proprio Tedua in uno dei suoi concerti al Forum di Assago.

E sul nuovo album Tedua dichiara: “Dante l’ho scoperto a scuola e, siccome anche allora amavo tantissimo scrivere in versi, il collegamento è nato dal fatto che tutti mi chiamavano “il poeta”. Ovviamente sono consapevole di non esserlo (o meglio, se lo sono me lo diranno quando sarò morto, non certo adesso), ma mi sembrava una bella idea, dopo un album come Mowgli, riprendere in mano un personaggio della letteratura per tracciare un percorso, avere uno sfondo a 360° di possibilità per sviluppare la mia creatività. La Divina Commedia è un immaginario collettivo riconosciuto ovunque, tutti possono rivedercisi”.

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