Orietta Berti: “Ho preferito lasciare che i miei figli crescessero a casa con i nonni”

Ad 81 anni Orietta Berti è ancora sulla cresta dell’onda e si sente proprio una rockstar. A parlare della sua vita e dei successi degli ultimi anni è lei stessa nell’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. Recentemente è stata madrina del Pride di Milano e quest’estate è in radio con Fiorello e la loro canzone Una vespa in 2.

E pensare che suo padre la immaginava soprano, mentre la giovane Orietta ha abbracciato il pop, costruendo una carriera longeva e ricca di successi. Oggi è ancora molto richiesta in televisione e per eventi pubblicitari, concerti e collaborazioni con altri artisti. All’orizzonte c’è anche un tour in giro per tutta Italia con l’album La mia vita è un film.

La cantante ci tiene ad evidenziare di essere al passo con i tempi e svela di affidarsi allo stesso stilista di Achille Lauro e Måneskin, Nick Cerioni, che lei ha conosciuto per prima. A proposito invece del tempo che passa, l’artista dice: “Viaggio ancora tutti i giorni, faccio un sacco di cose tra programmi tv, concerti, pubblicità da registrare: mi fermo giusto per il cambio d’abito. Ho la stessa energia di 30 anni fa”.

Se qualcuno però fa notare come Orietta Berti sia ormai un po’ un prezzemolino, la stessa cantante spiega che ad accettare tutte le proposte è il suo agente Pasquale Mammaro, grazie al quale si deve la partecipazione a Sanremo 2021.

“Sia io che Osvaldo non intendevamo partecipare. Il mio agente Pasquale Mammaro fece però di testa sua e mi propose ad Amadeus, senza dirmi nulla: io lo scoprii in diretta tv, mentre al Tg1 annunciavano i big. Quel giorno ci arrabbiammo tantissimo con lui ma ora devo riconoscere che aveva ragione. Quel festival mi svoltò la carriera”.

Orietta è anche mamma e nonna e diversamente da altre donne ha potuto contare sul sostegno della famiglia. Infatti, spesso lasciava i figli con i nonni, piuttosto che portarli con sé: “Ho preferito fare un sacrificio io, anziché chiederlo a loro. Per anni ho fatto i salti mortali per riuscire a stare un po’ con loro: a volte viaggiavo di notte solo per vederli un’oretta, al mattino, prima che andassero a scuola, e poi ripartivo”.

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