Bob Dylan e la storia degli “autografi falsi”

Il mistero degli autografi "fatti a macchina" di Bob Dylan e le scuse dell'artista ai sui fan.

Più di 77 album pubblicati, di cui solo 39 in studio e 16 live; Bob Dylan è riuscito ad imporsi, nel corso degli anni e della sua carriera, come una delle più importanti figure a livello internazionale in campo musicale, in quello della cultura di massa e in quello della letteratura. Classe 1941, nato Robert Allen Zimmerman, nelle ultime ore è nell'occhio del ciclone per via di alcuni fotografi "fatti a macchina". Scopriamo perché.

Ne erano circa novecento - sì, avete letto bene - novecento copie di un’edizione limitata del suo nuovo libro, The Philosophy of Modern Song, che erano state messe in vendita a 600 dollari proprio in quanto autografate, se non fosse stato però che quegli autografi erano state fatte con una macchina da riproduzione firma. Insomma, un po' una truffa e questo ai fan non è piaciuto troppo e che hanno trovato conferme facendo confronti con altri fan sui social network, che come loro se ne erano lamentati con l’editore del libro, Simon & Schuster - per l'appunto.



Inizialmente, infatti, la casa editrice aveva negato che le firme fossero state fatte a macchina, ma poi si era scusata e aveva promesso dei rimborsi, che ad oggi non sappiamo ancora se sono arrivati o meno. Venerdì, invece, le scuse dell'artista in un lungo post su Facebook: «Ai miei fan e follower, sono stato informato della controversia che riguarda le firme apposte su alcune mie stampe artistiche e su un’edizione limitata di Philosophy of Modern Song. In tutti questi anni ho firmato a mano ogni singola stampa e non ci sono mai stati problemi. Tuttavia, nel 2019 ho sofferto di brutti capogiri che sono proseguiti durante la pandemia. Ci vogliono cinque persone che lavorano a stretto contatto con me per aiutarmi ad apporre tutte le firme e non siamo riusciti a trovare un modo sicuro ed efficace per farlo, mentre il virus imperversava».



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