Michael Jackson, il fratello: “Si travestiva da senzatetto per non farsi riconoscere”

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Se oggi per personaggi come Justin Bieber o Fedez è impossibile condurre una vita sociale normale (fare una passeggiata o andare al supermercato), in era analogica e senza social sarà stato ancora più difficile per Michael Jackson, la più grande star musicale di tutti i tempi per vendite di dischi.

Interprete di Thriller, Bad, Heal the world, Don’t stop til you get enough e autore di We are the world, Michael Jackson rinunciò ad una vita normale. Una rinuncia pesante per il Re del Pop, come è stato descritto da suo fratello Marlon nel corso di un’intervista rilasciata al periodico Guardian.

«Michael si era dipinto dentro una scatola – ha spiegato Marlon E per lui era difficile. Molto difficile. Devastante. Se fosse uscito, nel giro di qualche secondo la gente gli avrebbe chiesto cosa stesse facendo. Per questo aveva iniziato a travestirsi.»

Un giorno Marlon e Michael si incontrarono in un negozio di dischi: «Lo avvicinai e gli sussurrai in un orecchio: “Michael, cosa ci fai qui?”. Era vestito da barbone. I suoi vestiti erano sporchi, aveva i denti sporgenti e una pettinatura afro. Le sue scarpe erano sporche e la sua maglietta strappata, ma stava comprando degli ottimi dischi.»

«Gli dissi che oltre ai dischi un’altra cosa l’aveva tradito – ha proseguito Marlon Le scarpe. “Indossi sempre quelle”. Erano gli stessi mocassini che usava quando si esibiva sui palchi.»

Una delle sorelle di Michael, Jackie, ha raccontato quanto Michael le manchi: «Ogni volta che vado a Las Vegas lo vedo di fianco a me. È come se avessi il suo volto stampato su un enorme cartellone di fianco al mio sedile. Mi fermo a un semaforo e gli dico: “Che succede, fratello?”.»

Michael Jackson anticipò nell’era analogica il Celebrity Hunted, tanto diffuso oggi.

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Il musicista poi ha spiegato che “voleva provare qualcosa di diverso. Sentivo ci fossero pezzi più deboli, e si trattava delle canzoni che avevano bisogno di una band”.