Lo Stato Sociale, Combat Pop: siamo qua a suonare o per vendere spazi pubblicitari?

Tre anni fa sono atterrati a Sanremo come degli alieni poi con "Una vita in vacanza" non solo sono arrivati secondi ma hanno conquistato il premio della sala stampa Lucio Dalla, il pezzo diventa il vero tormentone fino all'estate successiva al Festival della Canzone Italiana.
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Tre anni fa sono atterrati a Sanremo come degli alieni poi con “Una vita in vacanza” non solo sono arrivati secondi ma hanno conquistato il premio della sala stampa Lucio Dalla, il pezzo diventa il vero tormentone fino all’estate successiva al Festival della Canzone Italiana.

Lo Stato Sociale, il collettivo bolognese composto da Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo.

La band coglie l’occasione della partecipazione nella categoria big come una vera opportunità per il movimento musicale nazionale fermo da troppo tempo e con la missione di far accadere qualcosa di speciale su un palco dopo tanti mesi .

Combat Pop, il loro nuovo singolo, recita nel steso:

“Nella vita si può anche dire di no, alla canzoni d’amore, alle lezioni di stile, le hit del mese, alle buone maniere …ma che senso ha?”

COMBAT POP

Il titolo del brano si ispira al disco più famoso dei Clash,  “Combato Rock”.

La band produce musica senza sosta, lo scorso 19 febbraio i 5 sono già tornati sul mercato discografico  con una nuova, incredibile, sfida: 5 dischi per 5 artisti, uno per ogni componente della band. Un’operazione nata per spiegare la differenza tra una band che ha un leader fisso e i ragazzi di Bologna capaci di dare spazio alle singole personalità e alle idee artistiche individuali:

«Solo noi potevamo farlo e lo abbiamo fatto, era quasi obbligatorio»

Dopo gli eccellenti esordi di Bebo, Checco e Carota, il testimone passa a Lodo, pronto a stupire , Il suo disco “solista” entra a gamba tesa, senza paura di sfociare nel politicamente scorretto.

Quello di Lodo non è un lavoro che verte su un concept ben definito ma, come racconta lui stesso – «ha più a che fare con lo spirito punkettone con le borchie del me stesso 15enne, mentre “Una Vita in Vacanza” tende più a tenere sulle ginocchia il me stesso 7enne» – e raccoglie una folta schiera di amici, invitati ad impreziosire la tracklist del progetto:

«Per me simbolicamente era importante fare un disco in cui non cantassi da solo dall’inizio alla fine…perché canto da solo quando sono con la mia band!».

Combat Pop pone un quesito.

Perché siamo qua a suonare ? Per dire qualcosa, per fare arte, per stare bene con gli altri? Oppure per vendere spazi pubblicitari ed essere sottoposti alle regole del sistema?

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