LIFE: a giugno apre il bando europeo per migliorare la qualità della vita

Come si fa a cambiare lo stile di vita degli europei ed in particolare dei latini e mediterranei, particolarmente energivori, per migrare verso una società più sana, verde e sostenibile?
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Come si fa a cambiare lo stile di vita degli europei ed in particolare dei latini e mediterranei, particolarmente energivori, per migrare verso una società più sana, verde e sostenibile?

Mentre si parla del PNRR e di come verranno ripartiti i fondi di Next Generation EU destinati all’Italia, si apre a giugno un nuovo bando europeo per la difesa della “vita” sulla Terra. Si tratta di LIFE cui sono assegnati ben 5,4 miliardi per il periodo 2021/2027. Destinatari di queste risorse sono enti pubblici e privati dei 27 Paesi dell’Ue. Le aree tematiche che possono essere finanziate sono diverse: biodiversità, economia circolare e qualità della vita appunto. Tra le finalità della misura ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici, il che richiede mutamenti nei comportamenti individuali dei cittadini oltre agli investimenti infrastrutturali.

Serve infatti costruire piste ciclabili se poi le persone prediligono comunque automobili e motorini alle biciclette?

Lanciato nel 1992, il programma Life è stato rafforzato con lo scopo di spingere l’Europa verso gli obiettivi ambientali prefissati dall’Agenda 2030 e dal Green New Deal.

Le proposte progettuali destinate a Life non dovranno essere nuove in assoluto e potranno anche riproporre iniziative e modelli già esistenti che verranno però valutate da un team di esperti in base alla qualità della proposta ed ai costi.

Il Covid è stato un acceleratore di tendenze e ha fatto emergere un maggiore responsabilità sociale soprattutto per ciò che riguarda l’ambiente! La R di responsabilità e rispetto, dovrebbe aggiungersi alle 4 R che descrivono l’economia circolare per farla funzionare nella vita di tutti i giorni. Secondo il noto schema di Wangari Maathai premio nobel 2004, l’economia circolare funziona così: Ridurre l’uso e lo spreco delle risorse (ad esempio più biciclette, meno mezzi a combustione), Riutilizzare i prodotti più volte prima di buttarli via (il vintage è anche tornato di moda!), Recuperare i prodotti già utilizzati destinandoli a nuovi usi (i pneumatici delle auto ad esempio hanno diverse applicazioni in altri settori industriali), Riparare gli oggetti prima di sostituirli con altri. Ma per quanto riguarda la Responsabilità che serve a far applicare le 4 fasi, quanto durerà l’effetto COVID sui nostri comportamenti individuali? Il picco di traffico cittadino riscontrato in questi giorni subito dopo le riaperture post lockdown non fa ben sperare. Per stimolare nel lungo periodo cambiamenti intelligenti negli uomini occorrono motivazioni forti, il che rende determinanti i fattori culturali. In Giappone è stata coniata la parola MOTTAINAI per esprimere il senso di rammarico per lo spreco, un rammarico che appartiene però anche alla nostra tradizione specialmente in certe aree del Paese, per esempio quelle rurali (non solo al Sud) dove sperperare è visto, intimamente, quasi come un “peccato”, una colpa.

Entro il 2050 il mondo consumerà risorse pari a tre pianeti Terra, mentre la produzione annuale di rifiuti aumenterà del 70%. L’Europa è quindi alla ricerca di soluzioni in grado di invertire questa tendenza ma “deve accelerare la transizione verso un modello di crescita rigenerativo che restituisca al pianeta più di quanto prende”; un modello che riduca i consumi e raddoppi la percentuale di riutilizzo dei materiali.

In Italia degli esempi positivi esistono già con livelli di qualità della vita in linea con gli standard europei della Next Generation EU, si pensi a Bolzano, Trento e Belluno dove c’è una integrazione quasi perfetta tra uomo e ambiente.

Si tratta di traslarli adattandoli in altre zone del nostro Paese ed il programma Life può essere uno stimolo importante in questa direzione.

Ne abbiamo parlato con Luca Iovine e Raoul nella rubrica “Economia per tutti”.

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