Tancredi: «L’album “Golden Hour” nasce da un malessere che avevo dentro»

Tancredi, classe 2001, si racconta nel format "Due Kiss a distanza" condotto da Marco e Raf su Radio Kiss Kiss.

Tancredi è l’ospite di questo appuntamento con “Due Kiss a distanza“, l’irriverente format di Radio Kiss Kiss condotto da Marco e Raf.

Marco e Raf: «Tancredi, il tuo nome completo è Tancredi Cantù Rajnoldi. Per caso, hai origini nobili?»
Tancredi:
«No, non ho origini nobili. Ho un doppio cognome, perché questa persona non aveva eredi ed ha deciso di “donare” il suo cognome alla mia famiglia Cantù.»

Marco e Raf: «Se non avessi fatto il cantante, cosa avresti fatto?»
Tancredi
: «Sempre il cantante. O comunque avrei lavorato nel mondo della musica. Il mondo artistico è quello che mmi piace più di tutti. So che mi piace fare questo.»

Marco e Raf: «Lo scorso anno hai avuto un enorme successo con “Iride”, il tuo album di esordio. Ma sei mai stato a Las Vegas?»
Tancredi:
«In verità, sto aspettando di compiere 21 anni, perché così, quando andrò, potrò viverla tutta come si deve. E sarebbe molto figo fare un concerto a Las Vegas. Magari! Intanto sono in un periodo creativo molto proficuo, ho tante idee e sto già lavorando per cose future.»

Marco e Raf: «Hai mai pensato di avere una famiglia numerosa con tanti figli?»
Tancredi
: «Per ora no ed ho un pensiero forse poco condivisibile: per come sta andando il mondo oggi, mi sento di non voler “condannare” una persona a vivere in un mondo che non sta andando nel verso giusto, soprattutto a livello ambientale. Però sono giovane, magari cambierò idea.»

Marco e Raf: «Come funziona tra voi cantanti? Commentate a vicenda i contenuti sui social?»
Tancredi
: «In realtà io sono poco social. Passo poco tempo sui social, resto di più nella vita reale.»

Marco e Raf: «Parlaci del tuo nuovo album “Golden Hour”. Com’è nato questo progetto?»
Tancredi:
«È uscito da pochissimo e sono molto emozionato. Sono molto soddisfatto perché ci ho lavorato tanto. Sono riuscito a curarlo in ogni minimo dettaglio, questa volta ho curato anche le immagini e i video. Ho dato tante idee. “Golden Hour” nasce da un sentimento di malessere che ho avuto quando sono uscito dal talent. Mi sono ritrovato in un mondo completamente nuovo, la mia vita era cambiata e non ero abituato. Anche io ero cambiato e non mi riconoscevo. Ho sofferto per questa cosa e mi ci è voluto del tempo per stare bene di nuovo. Se non avessi superato questo periodo “buio” avrei avuto più difficoltà a parlarne, ma adesso l’ho superato e ne parlo anche molto volentieri. Non nascondo di essere stato “debole” o di essermi lasciato andare alla tristezza.»

Marco e Raf: «Che differenze ci sono tra “Iride” e “Golden Hour”?»
Tancredi:
«In “Golden Hour” c’è un sound diverso nel corso di tutto il progetto. Ho voluto sperimentare tanto. Ci sono basi molto minimal, come in “Groovy”, e altre molto più corpose e articolate, come in “Paranoie”. Ho voluto fare un mix per trasmettere un’emozione. E ringrazio tutti i produttori che mi hanno aiutato. Inoltre, mi sono raccontato e ho parlato soprattutto del mio ultimo periodo, in cui ho affrontato tanti dubbi e la paura di non farcela. Avevo paura che non mi piacesse questa vita. Ho analizzato alcune cose passate che mi sono successe, ma ho trattato anche cose belle. Ad esempio, in “Wah Wah” e “Golden Hour” ci sono situazioni di spensieratezza. Nella canzone “Veleno”, invece, che è dedicata a mia madre, viene descritto il rapporto un po’ malsano che c’è tra di noi. Ho cercato di scrivere tante volte una canzone sul nostro rapporto, fallendo miseramente. Questa volta ce l’ho fatta. A volte mi viene meglio descrivere qualcosa in musica invece che a parole. Ho scritto questo disco proprio come se stessi parlando faccia a faccia con un’altra persona, infatti ho abbandonato tecnicismi e rime, concentrandomi di più sulle cose da dire. Erano più importanti le cose da dire del modo in cui dirle.»

Marco e Raf: «”Paranoie” ha anticipato il disco ed è anche questa una canzone autobiografica, no?»
Tancredi
: «Sì. Inizialmente volevo chiamarla “Sbalzi d’umore”, perché nasce da un paio di sessioni, tutte nello stesso giorno, in cui iniziavo sessioni di scrittura di pezzi e poi le chiudevo poco dopo perché non mi veniva niente in mente. In quell’occasione ero entrato in studio molto tranquillo e ne ero uscito in preda ad un attacco d’ira. Il mio produttore e un chitarrista presenti mi guardarono sconvolti, e mi suggerirono di parlare di questo, degli sbalzi d’umore. Pochi giorni dopo scrissi tutta la canzone.»

Marco e Raf: «Ci vuoi confidare qualcosa che nessuno sa?»
Tancredi:
«Due settimane fa mi sono ritrovato per l’ennesima volta chiuso fuori di casa alle 4 del mattino, per aver dimenticato alle chiavi di casa.»

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