Rocco Siffredi: «Troppe cose brutte nel mondo, fate quello che vi piace»

Il pornoattore e regista pornografico Rocco Siffredi si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss con Pippo Pelo.

Rocco Siffredi, pornoattore, personaggio televisivo, ex modello e regista pornografico, si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss con Pippo Pelo.

Cosa bisogna fare, oggi, per diventare un attore porno?
«Oggi è facilissimo. Oggi il mondo del porno è pieno di attori che, pur non avendo la capacità fisica, attraverso la possibilità della chimica, che oggi c’è e prima non c’era, più o meno chiunque può fare questo mestiere. Mi riferisco alle difficoltà che potrebbero trovare gli uomini, con la mancata erezione. La telecamera è adrenalina e l’adrenalina è nemica dell’erezione, quindi fare l’attore porno è un mestiere complicato, ma oggi è alla portata di tutti.»

Quali sono i capolavori della tua vita?
«Capolavori della mia vita? Al primo posto i miei figli, poi mia moglie e la mia carriera, che ho sempre voluto fare. I primi capolavori veri sono i miei genitori, che non mi hanno mai ostacolato.»

Qual è il tuo senso del pudore?
«Sicuramente il mio senso del pudore è diverso da quello degli altri. Mi tocca molto vedere i bambini strumentalizzati e colpiti dalla guerra. Non è la sessualità. Quando si toccano i bambini, mi sento male. Ma anche quando si parla di accoglienza e immigrazione, dico: e se ci trovassimo noi al loro posto? Io seguo solo un comandamento, unico: non fare mai quello che non vorresti ricevere e quindi se ti trovi dall’altra parte, vorresti tanto che qualcuno ti desse una mano, tutto qui.»

Tu trasmetti un grande senso di libertà…
«Sì, hai toccato una parola chiave. Quando mi si diceva “Perché vuoi fare il pornoattore?”, rispondevo che lo facevo perché mi piaceva il sesso, era il mio sogno e volevo avere tante donne. Poi dopo ho cambiato risposta: per il senso di libertà. Il porno mi ha dato la possibilità di vivere la vita che volevo. Chi fa sesso, chi lo pratica, capisce la mia vita; chi non lo pratica non la capisce.»

Secondo te, perché in tante famiglie il sesso non si fa?
«Perché andiamo un po’ contro natura. Io ho sempre consigliato di non provare mai a cambiare chi si ama, perché quando si prova a farlo si perde tutto. Si perde la coppia. Bisogna cercare di assecondare la persona che si ama per quello che è. Questo è quello che mia moglie ha fatto con me e non la cambierei con nessun’altra donna al mondo.»

Tu sei geloso di tua moglie?
«È lei a dire che io sono molto geloso. Quando la conobbi, anche un solo sguardo ad un altro mi faceva ingelosire, perché non conoscevo il sesso con sentimento. La chiave del nostro matrimonio (quasi 30 anni) è che siamo molto diversi e ci vogliamo tanto tanto bene. Con mia moglie faccio sesso, lo faccio con molto sentimento, e come piace a entrambi, sicuramente diverso da come lo faccio sul set, perché mia moglie ha esigenze diverse.»

A 57 anni il sesso è più bello rispetto ai 30 anni?
«A 57 anni il sesso è molto, molto più bello per vari motivi: senti che l’età va via, apprezzi tutto quello che prima non guardavi, non lasci nulla e fai anche la scarpetta. E c’è più esperienza. Viva l’esperienza e viva il desiderio.»

Come hai spiegato ai tuoi figli il tuo lavoro?
«In realtà, più che spiegarglielo, io e mia moglie ce li portavamo dietro. Parlo degli anni ’90, anni d’oro per il porno, con l’Oscar del porno a Cannes e una liberalizzazione del nostro mestiere pazzesca. In quegli anni io e mia moglie ci portavamo dietro i figli ai saloni dell’eros, e i bambini mi vedevano sempre con queste bellissime donne intorno. I bambini avevano associato il mio lavoro alla compagnia femminile. Ad un certo punto, quasi per magia, i miei figli hanno capito che lavoro faceva papà e io ho mi sono detto che avrei risposto alle loro domande quando me le avrebbero fatte. Poi 5-6 anni fa, quando i miei figli avevano 16 e 19 anni, hanno fatto un documentario su di me e hanno chiesto direttamente a loro del mio lavoro. Mio figlio Lorenzo ha risposto: “Io ho visto che il lavoro di papà era il suo sogno, l’ho percepito da bambino, l’ho capito strada facendo e devo dire che è stato fortunato a far sì che il suo sogno diventasse realtà”. Quando mio figlio ha detto queste parole mi sono molto emozionato, perché non ho avuto bisogno di spiegargli nulla.»

«Se la pornografia fosse spiegata a scuola da un genitore smart, divertente, sarebbe meglio, perché farebbero capire a chi serve, perché serve e chi dovrebbe usufruirne. La mente delle persone va in assoluto blackout soltanto se dici la parola “porno” o “sesso”, al posto di capire che noi tutti nasciamo con una sessualità ed abbiamo il diritto di sapere. La cosa più naturale sarebbe parlarne.»

Secondo te, ad un certo punto della vita il sesso può stancare?
«Io non mi stanco mai non di fare sesso, ma di pensarlo, di viverlo, di odorarlo anche riprendendo gli altri, mi diverto da morire. Non mi piace il sesso meccanico, finto, mi piace mettere le persone a proprio agio. Poi non ci si stanca perché il sesso è sempre diverso, anche se sembra che facciamo sempre la stessa cosa.»

C’è qualcosa che sai fare bene, ma che le persone non conoscono?
«Adoro il volo, che è sinonimo di libertà. Sono pilota di elicottero e di tutto ciò che nel modellismo vola. Così tutto ritorna alla parola “Libertà”, libertà di poter essere se stessi e di poter vivere la vita come uno la desidera.»

Cosa vuoi dire a chi ci sta ascoltando?
«Facendo sesso mi passa tutto. Mettetevi lì, divertitevi, approfittate della vostra vita. E se non vi piace il sesso, so’ fatti vostri.»

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