Noemi: “Strizza prima dei live? Sempre. Vi racconto quel concerto per Vasco…”

Noemi è stata ospite in Dedikiss, raccontandoci del suo tour, del suo passato e di alcune sue esperienze sul palco.
Questo pomeriggio, Noemi è stata ospite negli studi di Radio Kiss Kiss con Marco e Raf. Riviviamo insieme l’intervista integrale.

Di lei sapete tutto, perciò vogliamo presentarvela elencando le cose che probabilmente non sapete di lei. A quasi due anni è protagonista di una campagna pubblicitaria per pannolini, ha studiato per diventare sceneggiatrice e regista, è bionda, la sua voce è stata studiata da un docente inglese che ha spiegato scientificamente perché la sua voce è causa di pelle d’oca. È venuta a trovarci su Radio Kiss Kiss Noemi!

«Eccomi!»

È tutto giusto Noemi?

«Preparatissimi!»

Spiegaci subito sta roba del docente inglese, per me è incredibile.

«Anche per me. Calcola che ha studiato me e Adele. Però ho goduto di quest’avvicinamento.»

Il tuo modo di cantare induce il rilascio della dopamina nel cervello.

«Lui ha detto che ho un modo strano di prendere le note che è l’appoggiatura. L’appoggiatura è quando prendi una nota di passaggio per arrivare alla nota che vuoi. Pare provochi un senso di straniamento al pubblico, che sta sempre un po’ lì sul filo a chiedersi se la cantante ce la farà.»

Noemi, sei in giro per l’Italia per il tuo live tour nei teatri italiani. Stasera sei a Napoli, poi Torino, Bologna, Firenze e Roma. Qual è la differenza sostanziale tra un concerto live normale e uno in teatro?

«Il teatro ha una grande qualità, che è la vicinanza con le persone. Lo dico da pubblico. Ad esempio, io ho sentito Giorgia sia in un palazzetto che a teatro, e devo dire che a teatro ti arriva la voce, ti arriva la band, la vedi sul palco; anche il buio del teatro, la scenografia, le luci, fanno percepire una vicinanza e un’empatia diversa. I palazzetti son bellissimi ma devo dire che come ti godi un artista a meno di venti metri è emozionante. Ricordo Bruce Springsteen, lui ha voluto fare due o tre repliche in un teatro di Broadway. Se un artista come lui sente la necessità di esibirsi a teatro un motivo ci sarà.»

Hai ancora la “strizza” prima di salire sul palco, nonostante i tanti anni di carriera?

«Sempre. Specialmente quest’anno. Perché io solitamente canto e suono da sempre il pianoforte, dai 7-8 anni, quando volevo imparare la colonna sonora di Lezioni di piano. Mio padre è stato carinissimo, lui è musicista nonostante faccia un lavoro che non c’entra niente.»

Cioè?

«Lui vende le case. Però è un musicista molto bravo, arrivò terzo a Castrocaro nel ’72. Quindi, mi ha subito preso il piano. Io il pianoforte in genere lo suono in camera mia, lo sto portando sul palco negli ultimi due anni, suonerò anche musica classica. È una grande emozione, per me il pianoforte è un grande amico, il fatto di portarlo sul palco con me è un plus. Quindi, sì, sono emozionatissima.»

noemi in dedikiss

In questi minuti abbiamo saputo che il tuo ultimo album “Metamorfosi” è ufficialmente disco d’oro!

«E vai! Ma vieni! Sono molto contenta di questa cosa.»

Vogliamo legare la “strizza” di prima ai pannolini citati in apertura. Intanto, ti chiediamo, è vera questa storia che hai fatto lo spot pubblicitario dei pannolini?

«Sì. Ero ad Anzio al mare con mia mamma. Si è avvicinato questo signore, un talent scout, che ha detto “che carina questa bambina, voglio girare una pubblicità dei pannolini, perché non la porta?” Mia mamma, che è molto curiosa, è molto artistica, è un aquario, era molto curiosa di vedere come si girasse uno spot. Invece mio padre era abbastanza contrario. Quindi eravamo io e un altro ragazzino.»

E l’altro che fine ha fatto l’altro ragazzino?

«Non saprei!»

Bisogna dire una cosa. Noemi è brava, Noemi è buona, Noemi è na pacioccona… Noemi è anche “molto romana”. Si può dire? Vediamo questo contributo! [il video di un bambino che le punta il laser durante un concerto, ndr]. “Bambino con quel laser, guarda che scendo!”

«Vi dico una cosa. Capisco che sia divertente, ma il laser è pericoloso neglio occhi. Ma poi verde! Almeno fosse rosso Noemi! [ride, ndr

Ti sarà successo di peggio ai concerti, no?

«Quando ho aperto per la prima volta Vasco Rossi, ero impaurita dal suo pubblico, è complesso. Appena saluta sul palco, il pubblico ha iniziato a cantare “ollellè ollallà, faccela vedè, faccela toccà”. È un po’, insomma… È stata una bella prova del fuoco. Allora ho iniziato a cantare con loro, abbiamo iniziato a cantare insieme e ad ascoltarmi. Dalla cacca nasce sempre un fiore, dai.»

È poesia! Però sul palco non è bello sentire una cosa così.

«Il pubblico di Vasco è un po’ tosto, io ne faccio parte. Sono lì per Vasco, certo che quello che c’è prima un po’ rompe le palle.»

Sempre riguardante i concerti, hai lanciato un mezzo appello un paio di mesi fa per organizzare un mega concerto per le donne iraniane. Solitamente le persone si chiedono: “Come può la musica cambiare l’ordine delle cose?” Sottovalutandone la potenza.

«Oggi nella musica ci si fa troppi problemi a parlare di politica, c’è molta paura di essere strumentalizzati. Ma i diritti civili sono alla base del vivere comune. Ci sono concetti né di destra né di sinistra. I diritti delle donne accomunano tutto il mondo civilizzato, insomma. Secondo me è importante che la musica si occupi di queste cose. Mi ha fatto piacere partecipare al concerto organizzato da La Rappresentante Di Lista per l’Ucraina. È una cosa che sembra lontana ma coinvolge tutti. Oggi come oggi è importante non farsi strumentalizzare, la politica è diventata molto mediatica. Ma la questione dei diritti non va mai abbandonata.»

Grazie Noemi per essere venuta oggi.

«Grazie per avermi invitata! Viva Napoli e viva Radio Kiss Kiss!»

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