Michele Bravi: «Vorrei un mondo non giudicante. Sono un sognatore e voglio innamorarmi»

Il cantautore Michele Bravi si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss nel programma "Fuori Tutto" con Pippo Pelo.

Cantautore, fresco di partecipazione alla 72esima edizione del Festival di Sanremo, in cui si è classificato decimo con il brano “Inverno dei fiori“, Michele Bravi è l’ospite di questo appuntamento con “Fuori Tutto” condotto da Pippo Pelo su Radio Kiss Kiss. Ci ha raccontato della sua ultima esperienza all’Ariston e della sua vita.

Pippo Pelo: «Cosa ti sei portato dietro da questo Festival di Sanremo?»
Michele Bravi
: «È stato un Sanremo particolare per tutti, perché noi artisti ci siamo potuti esibire di nuovo davanti al pubblico con un’orchestra. È stato un Sanremo che ha dimostrato degli ascolti mai visti prima. Esperire la voglia delle persone di spettacolo per noi lavoratori dello spettacolo è un momento incredibile! Sono felice e grato di quello che è successo.»

Pippo Pelo: «Cosa ti hanno detto la tua famiglia e i tuoi amici dopo aver visto le tue performance al Festival?»
Michele Bravi
: «La mia migliore amica appena sono sceso dal palco mi ha mandato un messaggio scrivendomi: “Dai, è finita! Torna a casa.”, perché per partecipare a Sanremo sono stato isolato per due mesi, non vedevo nessuno. I miei genitori, invece, mi riservano sempre i commenti più belli: mia madre, per esempio, passa da “Stasera hai cantato con gli occhi” a “Perché stasera eri così triste?”, insomma mi aiutano a tornare con i piedi per terra. Però è bello, perché mi ricordano di pensare alle cose vere.»

Pippo Pelo: «Però il tuo atteggiamento era quello giusto per interpretare “Inverno dei fiori”, o no?»
Michele Bravi:
«Spero di sì. La verità è che c’è tanto lavoro dietro ad una performance di tre minuti sul palco di Sanremo. Il tipo di spettacolarità che racconto è studiata, ma è anche molto naturale. Il lavoro si combina con una mia capacità di raccontare anche con il corpo. Per me era importante avere eleganza e raffinatezza su quel palco come segno di rispetto per quel teatro e per la sua storia.»

Pippo Pelo: «Non credi che il tuo abbigliamento “stravagante” possa distrarre lo spettatore dalla tua performance e dal testo della canzone?»
Michele Bravi:
«No, non credo assolutamente. Molto spesso si parla della moda come elemento distrattivo, invece è creatività da indossare. Io quest’anno ho avuto la fortuna di collaborare con uno dei più grandi creativi al mondo, che è un’eccellenza italiana: Fausto Puglisi per Cavalli. Gli abiti erano una traduzione sartoriale della mia canzone, quindi per me era un onore vestire e prestare il mio corpo ad un’opera d’arte ispirata alla mia canzone.»

Pippo Pelo: «Quante persone hanno ascoltato la tua canzone prima che la portassi sul palco dell’Ariston?»
Michele Bravi:
«Adesso lo posso dire: tante! Perché il mio problema è che non riesco a nascondere nulla. Appena scrivo una cosa la mando a tutti. La paura che qualcuno possa spoilerare c’è, ma è più forte l’entusiasmo, come quando da bambino fai un disegno e lo fai vedere a tutti.»

Pippo Pelo: «Con Amadeus hai parlato di quanto sia fondamentale per un artista la libertà di espressione, giusto?»
Michele Bravi
: «Beh, io sono ancora uno di quei piccoli sognatori che pensa che le canzoni siano un gesto sottile per cambiare il mondo. Nel momento in cui ho un riflettore puntato addosso, per me è importante raccontare con la mia musica come mi piacerebbe fosse il mondo, cioè non giudicante, gentile, espressivo. Questa continua paura di non essere completamente se stessi, perché c’è un giudizio che impongono gli altri.»

Pippo Pelo: «Ci fai un esempio di canzoni che hanno cambiato il mondo?»
Michele Bravi
: «Se penso alla mia esperienza personale, ti dico che Ivano Fossati ha cambiato il mondo. Come anche Fabrizio De André. Ma penso anche a Loredana Bertè e a Renato Zero, tutte persone che hanno raccontato la creatività in maniera completa, senza il giudizio limitativo.»

Pippo Pelo: «Mi ha fatto emozionare vedere il rapporto che avevi con i tuoi nonni. Ce ne parli?»
Michele Bravi
: «Per prima cosa ti dico che Sanremo era una delle poche cose che capivano del mio lavoro. Mio nonno è scomparso l’anno scorso, mia nonna da un po’ di tempo in più. La prima persona che chiamavo sempre dopo l’esibizione a Sanremo era mio nonno, per avere un feedback. Lui era contento e mi chiedeva sempre il numero di Mara Venier. Portare le loro fedi era un modo per averli con me. Gli anziani sono la nostra eredità e le nostre radici. Io senza i miei nonni non avrei il mio presente.»

Pippo Pelo: «Cosa fai quando sei in auto e alla radio passano una tua canzone?»
Michele Bravi
: «Quando ascolto le mie canzoni alla radio cambio subito, mi imbarazza. Il fatto che abbia notorietà viene usata contro di me dal mio gruppo di amici.»

Pippo Pelo: «Se non avessi fatto il cantante, saresti diventato un attore?»
Michele Bravi
: «Io ero super fan di Giorgio Albertazzi, sono andato a vederlo a teatro mille volte. A 16 anni sono scappato ad Hollywood e ci sono rimasto per mesi. Ero convinto di voler lavorare nel cinema come regista, come attore, chiaramente poi sono tornato senza soldi ed è finita lì. Oggi, però, mi sto lanciando e il mondo del cinema per me c’è.»

Pippo Pelo: «Quest’anno hai visto meritocrazia a Sanremo?»
Michele Bravi
: «Io credo di sì, poi è ovvio che ci siano cose che piacciono di più e altre di meno. Poi il fatto che si siano incontrati tanti linguaggi diversi tra loro, ha portato un incontro tra sensibilità.»

Pippo Pelo: «Hai un talento nascosto?»
Michele Bravi
: «Sono bravissimo a letto. Lì esco fuori dalla poesia e tiro fuori un “piccolo animale”. Mio nonno mi diceva sempre: “Prima di essere artisti sul palco bisogna essere artisti nel letto”.»

Pippo Pelo: «Qual è lo stato d’animo che ti aiuta a scrivere canzoni?»
Michele Bravi
: «Io scrivo bene quando sto bene con me stesso.»

Pippo Pelo: «Tornerai a cantare nei teatri, sei emozionato per questo?»
Michele Bravi
: «Sì, assolutamente. Tornare con la mia musica sui palchi più grandi e importanti d’Italia è una cosa incredibile. C’è una risposta dal pubblico magnifica. È bello sfruttare questo momento per tornare ad emozionare e a dare dignità a tutti quelli che lavorano ad uno spettacolo come il mio.»

Pippo Pelo: «Cosa vuoi dire per salutare chi ci ascolta?»
Michele Bravi
: «Sono single e ho voglia di innamorarmi, così finalmente scrivo un disco felice!»

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