Mahmood: “Io e la mia passione per One Piece. Per imparare la coreografia di Tuta Gold ci ho messo…”

Mahmood è stato negli studi di Radio Kiss Kiss. Ci ha parlato del suo ultimo album, del tour e di tante altre curiosità.
L’intervista a Mahmood in Dedikiss

Doppio disco di platino in neanche un mese da Sanremo, ha superato i confini nazionali con “Tuta Gold”, è con noi Mahmood!

«Ciao!»

Proveremo a non farti le solite domande, saremo più originali.

«Siamo a Napoli, vanno fatte domande più intense, più di cuore.»

Ci è piaciuto tantissimo il balletto che hanno fatto in Kenya i bambini di una scuola, che tu hai commentato. Che emozione è stata vederli ballare così? Con una coreografia fatta da loro.

«I bambini di quella scuola sono stati bravissimi, veramente incredibili. Ma ho visto tantissimi altri bambini ballarla, sono venuti agli instore. Sono fan dei bimbi che mi seguono e che vengono a farmi la coreografia di Tuta Gold. Soprattutto i più piccoli, che è tanto se sanno parlare eppure sanno la coreografia.»

Magari il prossimo video lo giri proprio in Kenya?

«Non ci sono mai andato in realtà, mi piacerebbe visitare di più l’Africa in generale.»

“Nei letti degli altri” è il tuo nuovo album, ci avevi già raccontato il concetto a Sanremo. Ci sono tanti featuring: Geolier, Tedua, Chiello, Angèle…

«Angèle spacca, è una delle cantanti più ascoltate in Francia. È bravissima, bellissima, ha fatto pure una canzone con Dua Lipa. Sono molto felice di aver fatto una canzone con lei, è super talentuosa, il suo è un mondo con cui non avevo mai scritto. Volevo confrontarmi con qualcosa di diverso che non avevo mai fatto.»

Il balletto di “Tuta Gold” si fa con intensità.

«Non deve essere perfetto e preciso. Più che la mossa giusta conta la cazzimma, devi essere cattivo.»

Mahmood fuori onda ci raccontava che ci ha messo pochissimo a imparare la coreografia.

«Purtroppo non c’era troppo tempo di provare. In quella settimana abbiamo girato due video. Ma devo dire che Carlos, il mio coreografo, che è di Valencia ma lavora a Madrid, è veramente bravo. Lo abbiamo fatto venire a Milano. Dovevamo fare le prove la mattina perché quel mese dovevo chiudere il disco e stavo registrando le voci. In due ore, per due giorni, tutto a posto. Poi una prova generale coi ballerini. Però lui ti dice bene come impararla. Il primo giorno faccio proprio schifo, la situazione è drastica. Dal secondo lui dice “non preoccuparti, quando vai a dormire e il cervello memorizza e te la ricordi”. Ed effettivamente è sempre così.»

Abbiamo una sorpresa per te. C’è una tua fan che ha partecipato ai Fan Games. È Giulia e rappresenta il tuo fan club. Ha una domanda per te.

Giulia: In questi giorni hai fatto gli instore, il tour europeo, poi quello estivo e italiano. Senti una necessità di stare a contatto con il tuo pubblico? Come vivi il rapporto coi tuoi fan?

«Devo dire che più che necessità è una conseguenza. Il pretesto è il disco, ma è stare a contatto con i fan che fa funzionare il tutto. Anche perché stare seduto per più ore è proprio pesante. L’unica cosa che non mi fa sentire la pesantezza sono i ragazzi, le persone che vengono e a loro volta ti danno tanta energia. In questi instore mi piace vedere le reazioni che scaturiscono.»

Chi piange, chi urla, si butta addosso, vuole un selfie.

«Pazzesco. Mi portano anche dei regali, fanno dei disegni pazzeschi. Ieri mi hanno disegnato un quadro con personaggi che amo, come Inuyasha, i Pokemon, e li disegnano vicino a me. Io impazzisco per questo.»

Tu poi conservi tutto.

«Io sì. Conservo tutto e me le leggo a casa. A volta mi scrivono anche delle lettere, mi regalano dei libri. Ieri una signora mi ha regalato un libro che volevo iniziare a leggere.»

Leggi tanto?

«Io non leggo da un botto.»

Non hai tempo immagino.

«Più che altro non ho voglia. Mi sono un attimo perso in One Piece. Sono all’episodio 894, è un po’ impegnativo.»

Sai che non ne capisco nulla?

«Devi iniziare dall’inizio.»

Un motivo per vederlo?

«Un motivo è che se c’è qualche anime recente che ti piace, sappi che è copiato da One Piece. Io l’ho scoperto quest’anno. È tanto avanti anche a livello di racconto sociale, ci sono tante cose di una grande apertura mentale.»

Facciamo un gioco, visto che sei intollerante alle domande banali…

«Non sono intollerante, è che a volte non so come rispondere.»

Appunto, vogliamo allenarti ad alcune domande stupide.

«Vai, solo risposte stupide però.»

Sei arrivato sesto a Sanremo, saresti stato più contento a vincere e andare all’Eurovision?

«Non lo so.»

La canzone si chiama “Tuta Gold” ma nel video la tuta è argentata. Perché?

«Perché le collane erano gold.»

Se non si fosse chiamata “Tuta Gold” come si sarebbe intitolata?

«Bitch

“Baby non richiamerò”, a chi non hai risposto al telefono questi giorni?

«Oddio, un sacco di gente. Infatti, stasera torno a casa e recupero.»

Il tuo album si intitola “Nei letti degli altri”. Dormi sul lato destro o sinistro?

«Destro.»

Soffri di dolori alla cervicale?

«Un po’ di lordosi.»

Faresti un featuring con Dua Lipa in futuro?

«E che ti dico di no?»

Rihanna ha cantato a un matrimonio per nove milioni di euro. Per la stessa cifra canteresti al matrimonio di mio cugino?

«Canterei sempre.»

Facciamo un recap dei tuoi live. Prima in tutta Europa, poi i palazzetti a ottobre, Roma, Milano, Firenze, Napoli. Complimenti Mahmood.

«A Napoli venite tutti. A Napoli è ad Halloween! Succederà qualcosa.»

Grazie Mahmood, Kiss Kiss a te!

«Kiss Kiss a tutti ragazzi!»

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