Lazza: «Le scarpe? La mia droga. Vi dico com’è andata con French Montana…»

Il rapper Lazza, classe 1994, è stato ospite negli studi di Radio Kiss Kiss per presentare il suo nuovo album "Sirio".

Il rapper Lazza, classe 1994, è stato ospite negli studi di Radio Kiss Kiss.

Come stai? Stai girando, l’album sta andando benissimo.
Va molto bene, sono un po’ stanco, un po’ provato. Viaggiare è sempre molto bello, soprattutto quando vieni in posti come Napoli, dove si mangia bene. Sono a dieta, ma non riesco a non sgarrare quando vengo qua.

Milano ha sviluppato una scena rap importante, siete davvero tanti. Secondo te come è esplosa questa cultura rap a Milano?
A Milano ci sono stati tanti artisti di spicco quando il rap era un genere di nicchia e non era ancora mainstream. Basta vedere artisti come Club dogo, Emis Killa, Bassi Maestro. Siamo tutti figli di quell’influenza, ci sono stati rapper a Milano e dintorni che hanno fanno la storia di questo genere. Non solo a Milano però, io sono molto fan dei Co’Sang ad esempio, mando un abbraccio a Luchè.
Poi io sono uno che curiosa spesso, da ragazzino cercavo musica nuova in canali come All Music.
Penso che il fatto che ci siano stati tanti rapper a Milano abbia contribuito molto alla nuova scena italiana.

Noi abbiamo letto su Wikipedia che sei di Calvairate, ma in un’intervista hai detto che non è vero.
Sfatiamo questo mito: via Calvairate è vicino, più o meno a 500 metri dalla via dove sono nato io. La zona è quella, ma non è la via dove sono nato, cresciuto, e dove uscivo.

Con “Re Mida” hai avuto grande successo; con quest’album, “Sirio”, hai avuto la tua consacrazione?
Non diciamo consacrazione. Lo dicevano anche di “Re Mida”, questa cosa mi ha messo un’ansia tremenda addosso. Sicuramente sono un artista che cerca di consolidare pian piano ogni traguardo, anche piccolo. Secondo me è meglio, perché sai che se qualcosa ti dovesse andare male, meno di lì non puoi scendere.
Non avrei mai pensato di fare due dischi di platino. Anche solo sapere che c’era la prospettiva di fare un disco di platino per me era incredibile. Quando dicevano che “Re Mida” era la mia consacrazione mi metteva ansia, e mi chiedevo “e ora che faccio?”

lazza

Tante collaborazioni: Sfera Ebbasta, Geolier, Takagi e Ketra, Tory Lanez. Spicca però quella con la star internazionale French Montana. Com’è nata questa collaborazione?
Ci siamo scritti successivamente, a differenza di Tory Lanez con cui invece ci siamo scritti subito. Ho avuto il contatto di French tramite una persona che conosco, lui mi ha detto “c’è la possibilità di fare una collaborazione con French, se hai un pezzo che ritieni giusto mandamelo”. Ci siamo parlati mentre ero a cambiare le gomme della macchina, il mio amico mi ha chiamato e mi ha passato French Montana, che mi ha detto “piacere di conoscerti. Ho sentito il pezzo, bellissimo, sono in studio con Kanye, finisco una cosa per lui e poi faccio la tua canzone”. Stavo per consegnare il disco senza di lui, ero di fretta, eravamo nel periodo di chiusura disco. Insomma, questa strofa non arrivava mai, poi una mattina mi arriva il provino, sento la strofa registrata ed era pazzesca, sono caduto per terra. Però ho chiesto 12 barre, nel provino c’è un taglio nel beat fatto malissimo perché le barre son 16, quattro in più. Lui si è gasato, se vai a vedere il suo Spotify la traccia con me è tra le 5 più ascoltate.

Abbiamo visto i visual delle canzoni dell’album. Hai rappresentato un po’ il tuo “mini mondo”. Ci sei tu, un piano, un tavolino per scrivere, un microfono, e le tue scarpe. Sei sneaker addicted?
È come una droga, si può dire? Ho una collezione di più di 400 sneakers.

La scarpa più costosa?
Ho una Jordan 1 che mi hanno regalato che ho scoperto che costa 10.000 euro, è un’edizione speciale, adesso vale ancora di più. Ne ho tante, mi piace collezionarle.

Con TikTok invece come sei messo? Sappiamo che ti sei iscritto da poco.
Ho sempre sottovalutato TikTok e ho sbagliato. Non la utilizzerei mai per mettermi a fare i ballettini, però usata con cognizione di causa è qualcosa che fa bene. Ad esempio, ieri ero a Roma, mi ha cercato un fan in direct scrivendo “Caffè? Vieni a casa mia?”, e io gli ho risposto chiedendogli la via. Me l’ha mandata, sono andato a trovarlo con un regalo. Ho documentato tutto nei miei profili. Per robe del genere è figo. L’altro giorno ero a Bologna e mi sono incontrato per caso con mio padre che lì per lavoro. Ho avuto la sfortuna di trovare quattro incidenti in autostrada da Milano a Bologna, così mio padre mi ha scritto “Vado io, ti aspetto qua”. C’è un video di lui che aizza la folla a urlare “viva la f…”! Ha firmato tutti i vinili della gente che era in coda prima che arrivassi io scrivendo “Lazza Senior”. Cose del genere sono contenuti da documentare.

Un piccolo gioco. Musica o testo?
Non so, forse testo.

Soldi o amore?
Amore.

Scarpe o cappelli?
Scarpe.

Cinema o serie?
Cinema.

Scudetto o “Sirio” disco di diamante?
Meglio “Sirio” disco di diamante, almeno i soldi li prendo io!

A proposito, se il Milan vince lo scudetto cosa sei disposto a fare?
Se il Milan vince lo scudetto scrivo a Maldini o a Leão che sono miei amici, voglio andare a fare festa sul pullman anch’io. Speriamo bene.

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