La rappresentante di lista: “La fine del mondo è il momento in cui dai tutto”

La rappresentante di lista sono stati ospiti nei nostri studi. Ci hanno parlato del loro tour e della loro musica.
Questo pomeriggio, in Dedikiss, La Rappresentante di Lista sono stati ospiti ai nostri microfoni. Riviviamo l’intervista.

Con “Ciao Ciao” hanno fatto ballare tutta l’Italia, replicando il successo quest’estate con “Diva”. Le loro canzoni sono radiofoniche, ballabili, orecchiabili ma anche molto profonde, con significati molto importanti. Ce lo spiegheranno in diretta con noi “La Rappresentante di Lista”. Come state?

«Ciao! Siamo felicissimi di essere tornati qua.»

Ne parlavamo a microfoni spenti, poco fa è successo qualcosa di storico. La nazionale tedesca è scesa in campo “imbavagliata” per la foto di squadra, per protesta contro la censura in Qatar. Vogliamo fare un commento su questa cosa?

Veronica: «Credo sia una di quelle immagini che rimarranno indelebili nella storia. Quelle situazioni in cui si riesce a rappresentare esattamente quello che succede nella società che viviamo. Credo che la rappresentazione sia assolutamente fondamentale, fa crescere le persone in maniera sana. Io mi sento rappresentato e libero di sperimentare su di me, di provare a essere quello che voglio.»

Dario: «In questi mondiali hanno alzato tantissime polemiche, che dire, questa foto dice molte cose.»

Riferendomi proprio a canzoni come “Ciao Ciao”, vi chiedo: nonostante il successo commerciale, siete riusciti a mantenere la vostra indipendenza, anzi la sensazione è che state sfruttando questa visibilità per continuare a veicolare i vostri messaggi, la vostra musica, il vostro pensiero artistico. È così?

Veronica: «Sì, noi ci sentiamo ancora indipendenti, ma anche punk. Anche quando facciamo le nostre canzoni più popolari, più pop, c’è una vena che brucia dentro di noi che è decisamente punk. Proviamo ad essere sinceri e onesti rispetto a quello che sentiamo portando i nostri messaggi, anche mettendoli in contrapposizione con ritmi molto trascinanti e coinvolgenti. Allo stesso modo mettiamo sulla bilancia qualcosa che per noi ha un peso e che va assolutamente detto, come un’urgenza che non puoi proprio trattenere. Quindi cerchiamo di trovare sempre il giusto equilibrio tra i due elementi.»

Siete in giro per l’Italia con “My Mamma” tour, che prende il nome dall’album e dal libro, il vostro primo romanzo, appunto “Maimamma” che parla di una ragazza che sta per partorire suo figlio alle soglie della fine del mondo. Apocalisse che viene messa in scena anche durante le tappe del vostro tour, con scenografie dedicate. Avete anche indicato un dresscode, “Vestitevi eleganti”. Come mai vi affascina così tanto la fine del mondo?

Dario: «È un po’ il momento in cui devi dare tutto. Devi approfittare di ogni possibilità, di ogni amore, di ogni piacere. Quindi questa fine del mondo, che metteremo in scena anche stasera a Napoli alla Casa della Musica, è un modo per vivere un momento particolare. Anche il dress code, “eleganti da morire”, è un modo per dire “venite come se fosse un giorno special questa sera”. Ed effettivamente la gente viene vestita elegante.»

Rispettano il dress code? Non è come la postilla che si mette alle feste che rispettano in pochi?

Veronica: «No no, qua abbiamo dei look incredibili!»

Come state vivendo l’atmosfera del tour? Oggi ultima tappa, no?

Dario: «Oggi ultima data. Oggi ho chiamato mio padre che mi ha chiesto come è andata ieri, gli ho detto “tutti pazzi” e lui mi ha risposto “allora i manicomi saranno pieni”»

Vedendo le serie tv, i cartoni animati o gli spot pubblicitari, la sensazione è che molte realtà che prima magari non erano rappresentate o non rappresentate, come magari coppie miste o coppie di fatto, oggi invece lo sono. Possiamo dire che questa è un’epoca dove le diversità vengono maggiormente accettate?

Dario: «Ci stiamo lavorando secondo me, piano piano. Forse arriveremo al nostro traguardo quando non saranno più considerate diversità.»

Veronica: «Quando non dovremo più parlarne o fare discussioni, quando sarà effettivamente normalità, che è sempre un termine difficile da accettare. Però, sarà quando non ci saranno disparità, non ci metteremo il dito davanti alla faccia e non ci saranno barriere.»

Dario: «E non ci metteremo la mano davanti alla faccia come è successo ai calciatori della Germania.»

Ricordiamo che stasera suonerete alla Casa della Musica di Napoli per l’ultima tappa del vostro tour. La Rappresentante di Lista, grazie, ci salutiamo con un bel Kiss Kiss a tutti.

«Kiss Kiss a tutti!»

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