Irama: «Il mio è un modo spontaneo di fare musica»

Irama è stato ospite negli studi di Radio Kiss Kiss. Ha parlato del suo album, del suo tour e della sua vita per la musica.

Un artista da 32 dischi di platino, 4 dischi d’oro e 1 miliardo e 200 milioni di stream. Il suo ultimo album è “Il Giorno in cui ho smesso di pensare“. Irama è stato ospite a Radio Kiss Kiss.

Irama, come sta andando il tuo tour?
«Eh, sto girando tanto e sono molto contento. Questo è il tour dei palazzetti che si chiuderà a Milano e mi sto divertendo come un matto. Poi ci sarà il tour estivo, che ha tantissime date.»

Per fortuna voi artisti state ripartendo con i live…
«Sì, questo è un segnale che sta ripartendo tutto e la musica è uno dei modi migliori per farlo.»

Il tuo album sta andando forte e ci arriva quanto sia vero e spontaneo.
«Sono contento. Ci ho lavorato tanto, ci ho messo tanto di me. Ci sono tanti artisti e produttori che stimo, e sono contento che vi sia arrivato.»

Nel tuo album ci sono tanti generi musicali diversi. Qual è l’Irama factor?
«Dal punto di vista del disco, il fatto di essere eclettico non è voluto, ma è un mio modo spontaneo di fare musica. Ho sempre pensato che deve essere l’artista a vestire la canzone e non il contrario. Il punto in comune tra tutte le canzoni e i generi sono io e il mio modo di comunicare. Per esempio, quando voglio essere più sincero uso il rap; quando canto sono un po’ più metaforico; quando faccio musica latina, tiro fuori un animo più mediterraneo, che si allaccia alla nostra cultura ibrida. Quindi, ho sempre cercato di essere spontaneo. Non sono presuntuoso, ma penso che se una cosa è fatta bene, agli altri arriva.»

È il tuo primo album con così tante collaborazioni. Come ti sei trovato?
«Sì. Ho sempre pensato che le collaborazioni dovessero venire in maniera spontanea. Ho preferito fare un percorso mio, cercare di raccontare la mia musica, di trovare la mia forza, e solo in un secondo momento, quando fossi stato pronto, di accogliere e di farmi accogliere da altri artisti. Mi sono trovato benissimo ed è stato tutto molto naturale.»

Com’è nata la collaborazione con Rkomi?
«All’inizio mi ha chiamato Mirko per fare “Luna piena”. Mi inviò un sacco di musica e mi fece scegliere quella che mi piaceva di più. Scoprii poi che era quella di Shablo e iniziammo a lavorare al pezzo. Ci siamo trovati in studio. Io già avevo buttato giù qualche idea e, quando ci siamo trovati insieme, abbiamo subito chiuso la canzone che è diventata una grande hit. Nessun favore tra me e Rkomi, non ne abbiamo bisogno. Condividiamo molto e ci stimiamo tanto.»

Ti è mai capitato di prendere le famose “5 gocce” per amore o per dormire?
«Io soffro di insonnia da sempre, infatti tendo a scrivere molto la notte. Quindi ne soffro e giro spesso con queste gocce, anche se cerco di prenderle il meno possibile. Io ho sempre amato le donne e le ho coinvolte nella mia vita, ma nella canzone è più una cosa mia personale che poi si mescola con questa ragazza.»

Irama come Blanco, abbiamo visto la foto del tuo live a Roma in cui avevi un reggiseno in mano. Sta tornando di moda lanciare i reggiseni sul palco?
«Sì, ad un certo punto i reggiseni piovevano. Ce ne erano un sacco. Il problema è che il palco era un pochino distante dal pubblico e ne arrivavano la metà, così ho chiesto a Lollo, uno dei miei fotografi, di prenderli. Ma è arrivato un po’ di tutto, non solo reggiseni. La cosa più strana, però, è successa dopo: eravamo da soli in un bar, mi si è avvicinata una donna e mi ha detto: “Ho un regalo per te”. Si è sfilata il reggiseno e me l’ha consegnato. Io le ho sorriso.»

Hai cambiato look ma la treccina resta sempre, giusto?
«Sì, la treccina è una cosa mia personale. I capelli, invece, volevo cambiarli. Volevo cambiare look per l’estate. La treccina è sì legata all’immagine, ma è un modo per comunicare, per trasmettere. Ero a letto e stavo riflettendo: come diceva Oscar Wilde, “Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze”.»

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